- 03/04/2026
- Redazione
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Il nuovo rapporto sul Green City Accord mostra i progressi delle città europee verso gli obiettivi ambientali 2030: migliorano rifiuti ed economia circolare, ma resta critica la qualità dell’aria
Aumenta il numero di città impegnate nella transizione ecologica urbana e migliorano, nel complesso, le performance ambientali. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto sul Green City Accord, l’iniziativa europea lanciata nel 2020 che coinvolge i sindaci nella sfida per rendere le città più pulite, sane e sostenibili.
Oggi i firmatari sono 126, con 54 città che hanno già fornito dati aggiornati sui propri progressi — un numero in crescita rispetto alle 42 dello scorso anno. Un segnale che indica una maggiore partecipazione e un monitoraggio sempre più strutturato.
Il report evidenzia un miglioramento generalizzato in tutte le aree analizzate, con risultati particolarmente significativi nella gestione dei rifiuti e nell’economia circolare.
Qualità dell’aria: quasi tutte le città nei limiti UE, ma lontane dagli standard OMS
Il nodo delle nuove soglie europee al 2030
Se da un lato il 96% delle città rispetta gli attuali standard europei sulla qualità dell’aria, dall’altro emerge una criticità rilevante: solo l’8% è già in linea con le più severe linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, destinate a diventare il riferimento europeo entro il 2030.
Un divario che mette in evidenza quanto sarà impegnativa la transizione nei prossimi anni, soprattutto nei contesti urbani più densamente popolati.
Acqua e consumi: l’obiettivo è ridurre gli sprechi
Consumi idrici in calo, migliorano le infrastrutture
La gestione delle risorse idriche resta una priorità. Le città puntano a ridurre il consumo medio giornaliero pro capite da 133 a 119 litri entro il 2030.
Parallelamente, 28 città hanno già raggiunto la piena conformità agli standard europei per il trattamento delle acque reflue, segno di un miglioramento delle infrastrutture e dei sistemi di depurazione.
Più verde urbano e biodiversità: cresce la copertura arborea
Spazi verdi in aumento nelle città europee
Sul fronte della biodiversità, 38 città si sono impegnate ad ampliare aree verdi e zone protette. L’obiettivo è aumentare la copertura arborea media fino al 32,7%, con una crescita del 4,1% rispetto ai livelli attuali.
Un dato che riflette una maggiore attenzione al ruolo degli ecosistemi urbani, sempre più centrali anche nella lotta al cambiamento climatico.
Rifiuti ed economia circolare: i risultati più concreti
Produzione in calo sotto la media UE
È nella gestione dei rifiuti che si registrano i progressi più evidenti. Ben 43 città dichiarano una produzione inferiore a 0,5 tonnellate pro capite, già al di sotto della media europea.
Le proiezioni indicano un ulteriore miglioramento: entro il 2030 il dato potrebbe scendere a 0,4 tonnellate per abitante, consolidando il ruolo delle città come motori dell’economia circolare.
Inquinamento acustico: obiettivo riduzione ancora lontano
Rumore da traffico ancora un problema diffuso
Più complesso il quadro relativo all’inquinamento acustico. L’obiettivo è ridurre al 30% la quota di cittadini cronicamente esposti al rumore dei trasporti.
Ad oggi, solo 18 città hanno raggiunto questo traguardo, mentre 12 registrano ancora livelli critici, con oltre il 50% della popolazione esposta a rumori nocivi.
Buone pratiche: dai piani sull’aria di Firenze al modello Lione
Il rapporto mette in evidenza anche esempi concreti di innovazione urbana. Tra questi, i piani d’azione per la qualità dell’aria adottati a Firenze e le strategie di prevenzione del rumore sviluppate a Lione.
Esperienze che dimostrano come le politiche locali possano avere un impatto diretto e misurabile sulla qualità della vita urbana.
La sfida urbana al 2030 passa dalle città
Il Green City Accord si conferma uno strumento chiave per guidare la trasformazione ecologica delle città europee. I progressi sono evidenti, ma il percorso resta complesso, soprattutto su fronti come qualità dell’aria e inquinamento acustico.
La partita per la sostenibilità si giocherà sempre più nei contesti urbani, dove vivono milioni di cittadini e dove le politiche ambientali possono tradursi più rapidamente in risultati concreti.















































































































