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L’Unione europea lancia la quinta edizione del Programma di Apprendimento per i Gemellaggi: 29 città europee collaboreranno per accelerare la transizione verso la neutralità climatica attraverso lo scambio di esperienze e buone pratiche

La lotta ai cambiamenti climatici passa sempre più dalle città. È nei centri urbani che si concentra gran parte delle emissioni di gas serra, ma è anche qui che nascono le soluzioni più innovative per costruire un futuro sostenibile.

Con questo obiettivo prende il via la quinta edizione del Programma di Apprendimento per i Gemellaggi, promosso nell’ambito della Missione dell’Unione europea per le Città Climaticamente Neutre e Intelligenti, iniziativa che punta a trasformare le città europee in veri laboratori di innovazione ambientale.

L’edizione 2026 coinvolge sedici città della Missione UE e tredici città gemellate, riunite in undici partenariati internazionali. Per un anno amministrazioni locali, tecnici e stakeholder collaboreranno per condividere esperienze, confrontarsi sulle strategie adottate e trasformare le migliori pratiche in progetti concreti replicabili in tutta Europa.

Lo scambio di esperienze come motore della transizione

L’idea alla base del programma è semplice: mettere in rete le conoscenze per accelerare il cambiamento. Le città partecipanti non si limiteranno a confrontarsi durante incontri istituzionali, ma prenderanno parte a visite di studio, riunioni online e momenti di lavoro dedicati alla definizione di piani d’azione comuni.

Mentre le città gemellate porteranno nei partenariati le competenze maturate grazie ai progetti europei sviluppati negli ultimi anni nei vari settori le città della Missione, invece, condivideranno l’esperienza acquisita nell’attuazione dei Climate City Contract, gli strumenti strategici con cui stanno pianificando il percorso verso la neutralità climatica.

Lo scambio sarà reciproco: ogni amministrazione potrà apprendere dalle esperienze delle altre, adattando le soluzioni più efficaci alle esigenze del proprio territorio.

Le città coinvolte nella nuova edizione

I partenariati coinvolgono Izmir e Sofia con Cascais; Dordo con Gdynia e Issy-les-Moulineaux; Miskolc e Zagabria con Matosinhos; Istanbul e Atene con Praga; Turku e Porto con Aalborg; Riga con Kifissia; L’Aia e Sønderborg con Gand; Aarhus con Amburgo; Gabrovo con Rethymno; Lappeenranta con Maribor; Vitoria-Gasteiz con Barreiro e Bodrum.

Nei prossimi dodici mesi queste città lavoreranno insieme per trasformare le idee emerse dal confronto in interventi concreti da realizzare a livello locale.

Una rete europea in continua crescita

Dal suo avvio nel 2023 il Programma di Apprendimento per i Gemellaggi ha coinvolto oltre duecento città europee, diventando uno degli strumenti più significativi della cooperazione tra amministrazioni locali sul fronte della sostenibilità.

L’iniziativa rientra nella più ampia Missione dell’Unione europea per le Città Climaticamente Neutre e Intelligenti, lanciata dalla Commissione europea nel 2021 con l’obiettivo di accompagnare 112 città nella sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo urbano, governance e partecipazione dei cittadini.

Il ruolo dei Climate City Contract

Uno degli strumenti centrali della Missione è rappresentato dai Climate City Contract, accordi elaborati con il coinvolgimento di cittadini, imprese e istituzioni locali che definiscono gli obiettivi climatici, le azioni da realizzare e i relativi piani di investimento.

Le città che completano con successo questo percorso possono ottenere l’EU Mission Label, il riconoscimento della Commissione europea che facilita l’accesso ai finanziamenti pubblici e privati destinati ai progetti di sostenibilità. Ad oggi il marchio è stato assegnato a 107 città.

NetZeroCities coordina la piattaforma europea

A sostenere la Missione è NetZeroCities, il consorzio composto da 34 partner provenienti da 27 Paesi europei che coordina la piattaforma della Missione UE.

Il suo compito è accompagnare le città nella riduzione delle emissioni di gas serra e favorire la diffusione delle migliori pratiche, nella convinzione che la neutralità climatica possa essere raggiunta più rapidamente grazie alla collaborazione tra amministrazioni locali e alla condivisione delle esperienze maturate sul territorio.

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