Stand City Green Light alla fiera KEY 2026 di Rimini dedicato a open data, comunità energetiche e transizione urbana
Condividi questo articolo

City Green Light protagonista a KEY 2026 di Rimini con due workshop su open data, comunità energetiche e nuovi modelli di “cliente attivo” nella transizione urbana ed energetica

Le città del futuro non si progettano solo con cemento e cantieri, ma con dati, algoritmi e nuovi modelli di consumo energetico. È questa la visione che City Green Light porterà a KEY – The Energy Transition Expo, in programma dal 4 al 6 marzo 2026 alla Fiera di Rimini.

Primo operatore privato dell’illuminazione pubblica in Italia e partner di oltre 300 Comuni, l’azienda si presenta alla manifestazione con una proposta chiara: la transizione urbana non è solo una questione tecnologica, ma un cambio di paradigma che riguarda pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini.

City Green Light mostrerà il proprio ecosistema di soluzioni per le smart city e l’efficienza energetica. Ma soprattutto aprirà un confronto su come trasformare informazioni e infrastrutture in strumenti concreti di sviluppo sostenibile.

Dal dato alla decisione: quando gli Open Data diventano strategia

Uno dei temi centrali sarà il ruolo degli Open Data nella rigenerazione urbana. Il 4 marzo (ore 14.30), in collaborazione con l’Università degli Studi dell’InsubriaDipartimento di Economia, si discuterà di come i dati possano guidare le scelte delle amministrazioni locali.

Non si tratta solo di raccogliere informazioni su traffico, consumi energetici o illuminazione pubblica. La sfida è più ambiziosa: trasformare quei numeri in una visione strategica per il territorio.

Attraverso le testimonianze degli studenti coinvolti in progetti di laboratorio, il contributo di esperti e l’esperienza concreta di una pubblica amministrazione, emergerà un messaggio preciso: i dati possono diventare un ponte tra università, imprese e istituzioni. Un linguaggio comune capace di rendere più efficaci le politiche pubbliche e più mirati gli investimenti.

In un’epoca in cui le risorse sono limitate, decidere sulla base delle evidenze può fare la differenza tra un intervento simbolico e una vera trasformazione urbana.

Il “cliente attivo”: la rivoluzione silenziosa dell’energia

Se i dati sono la base, l’energia è il campo di applicazione più evidente di questo cambiamento. Il 5 marzo (ore 11.00) il focus si sposterà sul nuovo ruolo del cosiddetto “cliente attivo”.

Fino a pochi anni fa, Comuni e imprese erano semplicemente consumatori. Oggi possono produrre energia, condividerla, stipulare contratti a lungo termine e partecipare a comunità energetiche. In altre parole, diventano protagonisti del sistema.

Nel workshop si parlerà di strumenti sempre più centrali come i PPA (Power Purchase Agreement), le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), l’autoconsumo a distanza e i servizi di flessibilità. Termini tecnici che però hanno ricadute molto concrete: bollette più sostenibili, maggiore indipendenza energetica e nuove opportunità di collaborazione tra pubblico e privato.

Il mercato sta cambiando rapidamente, anche per effetto di un quadro normativo in continua evoluzione. Capire quali modelli contrattuali adottare e quali strumenti utilizzare diventa quindi una scelta strategica per amministrazioni e aziende.

Non solo illuminazione: una visione integrata della città

La partecipazione a KEY 2026 conferma il percorso di consolidamento di City Green Light come ESCo e General Contractor. L’obiettivo non è limitarsi alla fornitura di tecnologia, ma offrire un modello integrato che unisce efficienza energetica, digitalizzazione e infrastrutture intelligenti.

La sfida, oggi, è costruire ecosistemi urbani evoluti in cui l’illuminazione pubblica, la produzione di energia rinnovabile, i sistemi di monitoraggio e le piattaforme digitali dialoghino tra loro.

In questo scenario, la collaborazione tra pubblico e privato non è più un’opzione, ma una condizione necessaria per accelerare la trasformazione energetica e digitale dei territori. E l’efficienza non è soltanto un parametro tecnico: diventa valore ambientale, economico e sociale.

A Rimini, dunque, non si parlerà solo di energia. Si parlerà del modo in cui le città possono ripensarsi partendo da ciò che spesso è invisibile: i dati. E da una nuova consapevolezza, quella di poter essere – finalmente – soggetti attivi del cambiamento.

Condividi questo articolo