- 21/10/2025
- Redazione
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Trento e Mantova al top nella classifica 2025 di Ecosistema Urbano. Le città italiane faticano sulla sostenibilità, Sud in forte ritardo
Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2025, stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, è chiaro quanto allarmante: le città italiane faticano a stare al passo con le sfide ambientali del presente.
Nessun capoluogo di provincia, tra i 106 analizzati, raggiunge il punteggio massimo nella classifica che misura le performance ambientali. La media nazionale si ferma al 54,24%, in calo rispetto al 56,41% di due anni fa. Solo Trento e Mantova superano la soglia del 75%, segnalando un’Italia urbana che ancora stenta a trovare una via concreta verso la sostenibilità.
Trento e Mantova, modelli di sostenibilità
Trento torna sul gradino più alto del podio con un punteggio di 79,78%, confermandosi esempio di vivibilità e gestione efficiente dei servizi ambientali. Subito dietro, Mantova (78,74%) compie un balzo di cinque posizioni rispetto allo scorso anno, grazie al miglioramento di alcuni parametri chiave come la riduzione delle perdite idriche e l’ottima performance nella raccolta differenziata, che raggiunge l’84%.
Al terzo posto si piazza Bergamo (71,82%), protagonista di una significativa rimonta: 13 posizioni guadagnate rispetto all’edizione precedente, grazie a un investimento deciso sulla ciclabilità e sulla gestione dei rifiuti.
Completano la top ten Bolzano, Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Bologna e Forlì. Un dato su tutti: le prime dieci città in classifica sono tutte del Centro-Nord, segnale di un divario territoriale ancora profondo.
Sud in difficoltà, maglia nera a Reggio Calabria
A confermare il persistente squilibrio tra Nord e Sud è la posizione in classifica dei capoluoghi meridionali: solo Cosenza (16ª) riesce a entrare nella top 20, anche se in lieve flessione rispetto allo scorso anno. In fondo alla graduatoria si trovano ben nove città del Sud, con Reggio Calabria fanalino di coda. Alcuni centri, come Crotone e Vibo Valentia, non arrivano neppure a 25 punti su 100.
Le criticità: smog, perdite idriche e consumo di suolo
Tra le principali problematiche emerse, spiccano lo smog e la fragilità delle reti idriche: 20 capoluoghi presentano perdite superiori al 50%, una cifra in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma ancora lontana da standard accettabili. Cala anche lo spazio urbano dedicato a mobilità dolce e aree pedonali: le piste ciclabili scendono a 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti, mentre le isole pedonali e le ZTL si riducono rispettivamente a 48,6 e 368,3 mq ogni 100 abitanti.
Preoccupa anche l’aumento del consumo di suolo: dal 2018 al 2023 si è registrata una crescita di +6,3 metri quadrati per abitante, nonostante un calo demografico di oltre 346mila persone. Un paradosso che aggrava l’impermeabilizzazione delle città e ne riduce la resilienza agli eventi climatici estremi.
I segnali positivi: raccolta differenziata e trasporto pubblico
Non mancano però segnali incoraggianti. Per la prima volta la media della raccolta differenziata supera il 65%, con 15 città che vanno oltre l’80%. Milano guida per numero di passeggeri trasportati nel trasporto pubblico locale (424 per abitante all’anno), seguita da Venezia, Firenze (in crescita costante), e Roma, che registra una lieve ripresa.
Firenze, in particolare, guadagna ben 42 posizioni rispetto alla passata edizione, piazzandosi al 21° posto. Migliora nel trasporto pubblico, nella qualità dell’aria e nella raccolta differenziata, che sale oltre il 60%. Anche Torino mostra segnali di risveglio, risalendo al 62° posto (dal precedente 85°), grazie a buone performance su perdite idriche e trasporto pubblico.
L’appello di Legambiente: serve una legge per la rigenerazione urbana
Di fronte a una situazione così frammentata, Legambiente lancia un appello forte e diretto al governo: serve una legge nazionale sulla rigenerazione urbana. L’obiettivo è duplice: fermare il consumo di suolo agricolo e stabilizzare in modo permanente i bonus per le ristrutturazioni edilizie, mantenendoli almeno al 50% e prevedendo premialità per gli interventi di efficientamento energetico, soprattutto a vantaggio delle fasce sociali più fragili.
“La proroga di un anno non basta – avverte Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. Il Paese ha bisogno di città sostenibili, resilienti, a zero emissioni. Serve un salto di qualità nella programmazione e nella consapevolezza, anche da parte degli amministratori locali e dei cittadini”.
Città laboratorio della transizione ecologica
Il report, include anche esempi virtuosi di rigenerazione urbana, come il recupero dell’ex area Ansaldo a Milano, la creazione di quartieri misti a Bologna, il parco urbano di Cisanello a Pisa e la messa a dimora di nuovi alberi nei plessi scolastici di Lucca.
“Le città italiane – spiega Mirko Laurenti, responsabile del rapporto – sono ancora troppo lente nel rispondere alle emergenze urbane. Manca una strategia nazionale capace di orientare scelte coraggiose e coerenti con gli obiettivi climatici”.
Nel complesso, il report Ecosistema Urbano analizza 19 indicatori ambientali distribuiti in sei macro-aree (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia), offrendo una fotografia dettagliata ma ancora preoccupante del nostro sistema urbano.
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La sfida è ora
La transizione ecologica non è più solo una prospettiva: è una necessità urgente. Se vogliamo città più sane, vivibili e resilienti, è il momento di passare dalle dichiarazioni agli atti concreti. I dati ci dicono che la direzione è giusta, ma il passo è ancora troppo lento. Per vincere la sfida climatica, il tempo non è infinito.





























































































