- 31/07/2024
- Simone Martino
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Le città hanno meno di 2.000 giorni per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Occorre accelerare nel contrastare i cambiamenti climatici e le sfide di sostenibilità urbana
Secondo il Sustainable City Index di Arcadis, che analizza le performance di sostenibilità delle principali 100 aree urbane mondiali, vi sono disparità significative fra le metropoli analizzate.
In particolare ci sono chiare differenze tra le città sostenibili di punta come Amsterdam (1°), Copenhagen (3°) e Monaco (5°), e quelle che rimangono indietro, in particolare le metropoli statunitensi come New York (48°) e Boston (56°), e i giganti asiatici come Taipei (62°).

Fonte: Arcadis – Sustainable City Index 2024
I criteri di valutazione
La classifica valuta 100 città del mondo sulle performance dei tre pilastri di sostenibilità: ambientale (planet), sociale (people) ed economica (profit).
Con la sesta edizione del rapporto dal suo primo lancio nel 2015, Arcadis ha analizzato 67 metriche per evidenziare l’evoluzione nella comprensione della sostenibilità urbana.
I punti chiave includono soluzioni di riduzione dell’inquinamento atmosferico, strategie di tutela delle risorse idriche, unitamente alla gestione dei rifiuti ed agli investimenti in infrastrutture a basse emissioni di carbonio (inclusa energia rinnovabile e trasporti sostenibili), oltre a fattori come la performance economica, l’equità sociale e la capacità di prevenzione e gestione dei disastri naturali.
Le città nel mondo
Nel complesso, le città europee dominano la vetta del Sustainable City Index. In particolare, tutte e quattro le città tedesche incluse nell’indice – Francoforte, Monaco, Amburgo e Berlino – si posizionano tra le prime 10, sostenute dai successi nel settore del trattamento delle acque e della gestione dei rifiuti, e dalle basse emissioni di gas serra.
Un’elevata performance ambientale è associata al successo complessivo, infatti, nove delle prime 10 città classificate secondo le metriche Planet si trovano anche nelle prime 10 posizioni globali.
Il pilastro Planet è composto da indici quali sistemi energetici sostenibili e trasporti a basse emissioni, ciò significa che questi dovrebbero essere punti focali chiave per le città che cercano di apportare cambiamenti significativi e raggiungere la sostenibilità urbana.
L’indice di quest’anno mette in luce anche la scoperta incoraggiante che una performance economica elevata non necessariamente compromette la sostenibilità ambientale.
Il rapporto sottolinea come un’economia prospera dovrebbe sostenere gli investimenti in infrastrutture, fonti di energia alternative, iniziative ecologiche e programmi sociali. Amsterdam, la città più sostenibile del 2024, si posiziona al vertice del pilastro Profit, eccellendo in reddito e standard di vita, occupazione e infrastrutture di trasporto.

Fonte: Arcadis – Sustainable City Index 2024
Le città nordamericane dominano la classifica economica: San Francisco, Dallas, Chicago, Houston, New York e Seattle compaiono tutte nella top 10, grazie alla facilità di fare affari, all’elevato PIL pro capite e agli ottimi tassi di occupazione. Tuttavia, sebbene vantino un solido successo commerciale, i loro ranking complessivi dimostrano come livelli di salario e standard di vita non stiano tenendo il passo con la crescita economica.
Sebbene appaiano in posizioni basse nei ranking complessivi, la predominanza delle città asiatiche nella classifica Progress dimostra che, nelle città con infrastrutture o pratiche sostenibili limitate in precedenza, i primi passi verso la sostenibilità urbana possono avere un enorme impatto nel generare slancio per ulteriori progressi.
Leggi anche: I progressi delle città europee verso l’economia circolare
Le città italiane
Per quanto riguarda le due città italiane prese in considerazione da Arcadis, Roma e Milano, il risultato non può certo dirsi entusiasmante. Infatti, si posizionano entrambe nella seconda metà della classifica: il capoluogo lombardo al 55° posto, con la miglior performance ottenuta in ambito sociale, mentre la capitale figura al 57° posto, raggiungendo i punteggi più alti nella sostenibilità ambientale.
“Roma e Milano – afferma Antonello Magliozzi, Head of Sustainability Solutions in Arcadis Italia –, pur differenti sotto molti punti di vista, raggiungono punteggi simili e rimangono il fanalino di coda della città europee analizzate: un chiaro segnale che il miglioramento urbano italiano ha bisogno di piani di sostenibilità integrati e lungimiranti”.
Va sottolineato come quest’anno, per la prima volta, Arcadis abbia aggiunto un quarto indicatore alla classifica, denominato progresso (Progress). Si tratta della misurazione dei cambiamenti nel tempo per dimostrare l’impatto delle azioni di sostenibilità intraprese nell’ultimo decennio. Considerato insieme agli altri pilastri, fornisce approfondimenti sulla traiettoria futura di una città e sottolinea l’importanza del miglioramento continuo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Le città sostengono il tessuto sociale ed economico in Italia – ha continuato Magliozzi – tuttavia, la nostra valutazione del progresso mostra che c’è ancora molta strada da fare per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

















































































































