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Eurostat fotografa la digitalizzazione delle imprese europee: cresce l’uso di tecnologie ICT e aumenta l’attenzione alla sostenibilità ambientale

La digitalizzazione delle imprese europee sta assumendo un ruolo sempre più centrale non solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma anche su quello della sostenibilità ambientale. Non si tratta più soltanto di aggiornare sistemi informatici o introdurre nuove soluzioni digitali, ma di ripensare il modo stesso in cui le aziende producono, comunicano e consumano risorse.

È questo il quadro che emerge dall’ultima edizione di “Digitalisation in Europe”, il rapporto annuale pubblicato da Eurostat, che analizza lo stato di avanzamento della trasformazione digitale nelle imprese dell’Unione europea.

Secondo l’ufficio statistico dell’UE, la digitalizzazione rappresenta oggi un fattore strutturale di cambiamento: aumenta l’efficienza, favorisce l’innovazione e allo stesso tempo contribuisce a ridurre consumi energetici e utilizzo di materiali, con effetti diretti sulla competitività delle imprese.

Oltre il 70% delle imprese europee è già digitalizzato a livello base

Il rapporto evidenzia che nel 2025 circa il 72% delle imprese europee ha raggiunto un livello base di intensità digitale. Questo significa che la maggior parte delle aziende utilizza ormai strumenti digitali fondamentali come connessioni internet veloci, servizi cloud e canali di vendita online.

La quasi totalità delle imprese, pari al 95%, dispone oggi di una connessione a banda larga, segno di una infrastruttura digitale ormai ampiamente consolidata. Cresce inoltre in modo significativo l’utilizzo dei social media, che coinvolge circa due terzi delle aziende, mentre l’e-commerce, pur essendo ancora una pratica minoritaria, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella generazione dei ricavi.

Le vendite online, infatti, rappresentano una quota importante del fatturato delle imprese che le utilizzano, confermando come la digitalizzazione non sia solo un supporto operativo ma anche un vero e proprio canale di crescita economica.

Sicurezza digitale e lavoro online sempre più diffusi

Accanto alla diffusione delle tecnologie digitali cresce anche l’attenzione alla sicurezza informatica. Già nel 2024 la stragrande maggioranza delle imprese europee aveva adottato almeno una misura di protezione dei propri sistemi ICT, come l’autenticazione avanzata, il backup dei dati o il controllo degli accessi ai servizi cloud.

Allo stesso tempo, il lavoro digitale si è ormai consolidato anche nelle pratiche organizzative quotidiane. Più della metà delle aziende europee utilizza regolarmente strumenti per le riunioni online, segnalando un cambiamento strutturale nel modo di collaborare e gestire le attività lavorative.

Digitalizzazione e ambiente: un equilibrio ancora in evoluzione

Se da un lato la digitalizzazione offre importanti vantaggi in termini di efficienza e riduzione degli sprechi, dall’altro comporta anche nuove sfide ambientali. L’espansione dei data center, delle reti digitali e dei dispositivi connessi contribuisce infatti all’impronta di carbonio del settore ICT. A questo si aggiunge il problema dei rifiuti elettronici, legato alla rapida obsolescenza delle tecnologie.

Nonostante ciò, il rapporto Eurostat evidenzia un andamento complessivamente positivo. Negli ultimi anni, infatti, il settore ICT europeo ha ridotto progressivamente il proprio impatto in termini di emissioni e inquinamento, pur continuando a crescere in termini di utilizzo e diffusione.

La sostenibilità entra nei processi digitali delle imprese

Un dato particolarmente significativo riguarda l’integrazione tra digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Nel 2025 circa il 30% delle imprese europee ha dichiarato di utilizzare tecnologie ICT con l’obiettivo esplicito di ridurre il consumo di materiali, abbattere il fabbisogno energetico o migliorare l’efficienza dei processi produttivi.

Questo dato indica un cambiamento di approccio importante: la tecnologia non viene più considerata soltanto uno strumento di produttività, ma anche una leva per la transizione ecologica.

Europa a più velocità tra chi guida e chi resta indietro

Il rapporto mette in evidenza anche forti differenze tra i Paesi europei. Alcuni Stati mostrano un’integrazione più avanzata tra digitale e sostenibilità, mentre altri procedono più lentamente.

In particolare, Belgio e Danimarca si collocano ai primi posti per la quota di imprese che utilizzano le tecnologie digitali anche in chiave ambientale, mentre Paesi come Ungheria e Bulgaria registrano valori significativamente più bassi. Questo divario evidenzia come la doppia transizione, digitale ed ecologica, non proceda in modo uniforme all’interno dell’Unione europea.

Il ciclo di vita delle tecnologie e il problema dei rifiuti elettronici

Un altro aspetto centrale riguarda la gestione delle apparecchiature informatiche quando diventano obsolete. La maggior parte delle imprese europee partecipa oggi a programmi di raccolta e riciclo dei dispositivi elettronici, mentre una quota significativa tende a conservarli o a destinarli al riutilizzo attraverso vendita, donazione o restituzione ai fornitori.

Questo approccio più circolare contribuisce a ridurre l’impatto ambientale della tecnologia e rappresenta un elemento chiave nella costruzione di un’economia digitale più sostenibile.

Una trasformazione che ridefinisce il futuro delle imprese

Nel complesso, il quadro delineato da Eurostat mostra una trasformazione profonda e ormai strutturale. La digitalizzazione non è più soltanto una questione tecnologica, ma un fattore che incide direttamente su modelli produttivi, sostenibilità ambientale e competitività economica.

Le imprese europee si trovano quindi di fronte a una sfida sempre più complessa: utilizzare le tecnologie digitali in modo efficiente, riducendo al tempo stesso il loro impatto ambientale e valorizzando le opportunità offerte dall’innovazione. Una direzione che, secondo i dati, è già tracciata, ma che richiede ulteriori passi avanti per diventare pienamente sistemica.

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