Condividi questo articolo

Maggioranza e opposizione unite per industrializzare il cleantech italiano: obiettivo sbloccare oltre 400 milioni di investimenti

Trasformare l’eccellenza tecnologica italiana in nuova capacità industriale, attrarre investimenti e costruire filiere competitive nelle tecnologie pulite. È questo l’obiettivo dell’“Alleanza Politica per la Nuova Industria”, il nuovo gruppo di lavoro parlamentare trasversale presentato alla Camera dei Deputati durante il Cleantech for Italy Summit 2026.

L’iniziativa riunisce parlamentari di maggioranza e opposizione, provenienti da Camera e Senato, con l’ambizione di accompagnare la crescita industriale del settore cleantech italiano e colmare uno dei principali ostacoli alla competitività del Paese: la difficoltà di trasformare la ricerca e l’innovazione in impianti produttivi, occupazione qualificata e leadership industriale.

L’obiettivo indicato durante il Summit è chiaro: creare le condizioni per mobilitare circa 420 milioni di euro necessari alla realizzazione dei primi impianti industriali su larga scala nel comparto delle tecnologie pulite, attraverso strumenti di finanza pubblica e meccanismi di co-investimento capaci di attrarre capitali privati.

La sfida europea dopo il Clean Industrial Deal

La nascita dell’Alleanza arriva in un momento cruciale per l’Europa. Dopo la definizione del Clean Industrial Deal, la partita si gioca ora sulla capacità dei singoli Stati membri di trasformare le nuove regole europee in investimenti concreti, domanda industriale e nuova manifattura.

Nei prossimi mesi si deciderà quali Paesi riusciranno ad attrarre nuovi stabilimenti produttivi, rafforzare le filiere strategiche e conquistare posizioni di vantaggio nei mercati aperti dalla transizione energetica e industriale.

Una competizione che si svolge in un contesto globale sempre più aggressivo, dove Cina, Stati Uniti e altre grandi economie stanno mobilitando ingenti risorse pubbliche, strumenti finanziari e politiche industriali per sostenere le imprese destinate a guidare la crescita dei prossimi decenni.

L’Italia tra difficoltà e opportunità

Per l’Italia la sfida arriva in una fase complessa, caratterizzata da costi energetici elevati, investimenti ancora insufficienti e una crescente pressione competitiva internazionale.

Allo stesso tempo, il Paese può contare su una solida tradizione manifatturiera e su un ecosistema dell’innovazione in forte crescita. Dal 2019 a oggi il settore cleantech italiano ha raccolto circa 1,4 miliardi di euro di investimenti, sostenuto sia dai capitali di rischio sia dal contributo di istituzioni pubbliche dedicate come CDP Venture Capital.

Secondo i dati presentati da Cleantech for Italy, il vero collo di bottiglia resta il passaggio dalla fase di sviluppo tecnologico alla produzione industriale. Per finanziare i primi impianti produttivi su scala industriale servono infatti circa 420 milioni di euro, risorse che oggi rappresentano il principale gap da colmare.

Nasce l’Alleanza Politica per la Nuova Industria

Per affrontare questa sfida è stata ufficialmente lanciata l’Alleanza Politica per la Nuova Industria, un patto parlamentare che punta a garantire continuità alle politiche industriali oltre i singoli cicli di governo.

L’evento si è aperto con un video messaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Tra i primi firmatari dell’Alleanza figurano la senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva), l’onorevole Massimo Milani (Fratelli d’Italia), l’onorevole Chiara Braga (Partito Democratico), il senatore Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle) e l’onorevole Vinicio Peluffo (Partito Democratico), a testimonianza del carattere bipartisan dell’iniziativa.

Il Manifesto: dalla ricerca alle fabbriche

Il documento fondativo dell’Alleanza è il Manifesto per la Nuova Industria, che individua una serie di priorità strategiche.

Le priorità del piano

  • accompagnare il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale;
  • sostenere impianti dimostrativi e prime fabbriche;
  • mobilitare capitali privati;
  • accelerare i processi autorizzativi;
  • creare domanda di mercato per le tecnologie innovative;
  • sviluppare le competenze richieste dalla trasformazione industriale.

Secondo i promotori, il nuovo quadro europeo offre oggi strumenti importanti per sostenere gli investimenti, valorizzare la produzione continentale e favorire l’industrializzazione delle tecnologie strategiche. La capacità dell’Italia di sfruttare queste opportunità sarà decisiva per evitare che innovazioni sviluppate nel Paese vengano industrializzate all’estero.

Il confronto con le startup italiane

La presentazione dell’Alleanza è avvenuta attraverso un confronto diretto tra parlamentari e protagonisti dell’ecosistema innovativo nazionale.

Al dibattito hanno partecipato Alessandra Accogli, cofondatrice e CEO di Sinergy Flow, Marco Bersani, cofondatore e CEO di Circular Materials, Michele Bugliesi, cofondatore e CEO di RARA Factory, e Massimo Portincaso, cofondatore e CEO di Arsenale Bioyards.

Le loro esperienze sono state presentate come esempi concreti di tecnologie e filiere che potrebbero beneficiare delle nuove misure di sostegno nel percorso verso la scala industriale.

Otto proposte per accelerare il cleantech

Durante il Summit, Cleantech for Italy ha inoltre illustrato otto proposte operative da attuare nel breve periodo.

Le misure si concentrano su tre leve principali: rafforzamento della finanza pubblica, creazione di domanda per le tecnologie innovative e semplificazione e accelerazione delle autorizzazioni.

L’obiettivo è costruire un’infrastruttura di crescita che permetta alle scaleup italiane di compiere il salto definitivo dal laboratorio alla fabbrica, consolidando la propria presenza sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.

Il ruolo della finanza pubblica e delle istituzioni

Il Summit ha ospitato anche un confronto tra alcune delle principali istituzioni coinvolte nelle politiche di industrializzazione.

Al dibattito hanno partecipato Andrea Bianchi di Invitalia, Luca De Angelis di Tech Europe Foundation, Enrico Filì di CDP Venture Capital SGR, Alessandro Izzo della Banca Europea per gli Investimenti e Renato Loiero, consigliere economico della Presidenza del Consiglio.

Dal confronto è emersa la necessità di un maggiore coordinamento tra gli strumenti di finanza pubblica e la volontà di puntare sulle tecnologie emergenti come pilastro della politica industriale italiana dei prossimi anni.

Credit: Circular Economy Let’s Talk

Braga: “Servono regole, capitali e procedure più rapide”

L’onorevole Chiara Braga ha sottolineato il ruolo dell’Alleanza nell’accompagnare la crescita delle filiere italiane delle tecnologie pulite.

«L’Alleanza Politica per la Nuova Industria nasce per accompagnare la crescita delle filiere italiane delle tecnologie pulite attraverso un impegno parlamentare stabile e concreto. Nei prossimi mesi una parte rilevante del Clean Industrial Deal dovrà tradursi in regole, strumenti finanziari e politiche nazionali».

Braga ha evidenziato come il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di creare le condizioni necessarie affinché le innovazioni sviluppate nelle università, nei centri di ricerca e nelle imprese italiane possano arrivare sul mercato e affermarsi a livello europeo.

«Procedure più rapide, capitali adeguati e una maggiore integrazione tra ricerca, imprese e investitori saranno tra le priorità del lavoro dell’Alleanza», ha dichiarato.

Milani: “Una sfida che va oltre gli schieramenti”

Anche l’onorevole Massimo Milani ha rimarcato il valore strategico dell’iniziativa.

«L’Italia dispone di una base manifatturiera, di competenze tecnologiche e di imprese capaci di svolgere un ruolo centrale nelle nuove filiere cleantech. Rafforzare questa capacità industriale significa sostenere la competitività, la sicurezza energetica e l’autonomia strategica del Paese».

Per il parlamentare di Fratelli d’Italia, si tratta di una sfida nazionale che richiede una visione condivisa e di lungo periodo.

«L’Alleanza nasce per contribuire a questo impegno comune, promuovendo politiche che attraggano investimenti, sostengano la produzione nazionale e valorizzino le eccellenze industriali e tecnologiche italiane nella competizione internazionale».

Cuppoloni: “Passo decisivo verso l’industrializzazione”

A tracciare il significato politico ed economico dell’iniziativa è stato anche Federico Cuppoloni, direttore di Cleantech for Italy.

«Con la nascita dell’Alleanza Politica per la Nuova Industria compiamo un passo decisivo verso le condizioni necessarie a trasformare l’innovazione italiana in capacità industriale».

Secondo Cuppoloni, dopo anni di crescita degli investimenti nelle prime fasi dello sviluppo tecnologico, il Paese dispone oggi di imprese innovative pronte a competere sui mercati globali.

«Serve ora un dibattito di ampio respiro e strumenti capaci di accompagnare il cleantech italiano nella fase che ne determinerà il peso competitivo: quella dell’industrializzazione», ha concluso.

Condividi questo articolo