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A Zero Emission 2026 Unidata lancia l’allarme: l’intelligenza artificiale farà esplodere i consumi energetici dei datacenter

L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo, ma insieme alle opportunità cresce anche il peso energetico della rivoluzione digitale. È questo il messaggio emerso da Zero Emission 2026, dove il presidente e CEO di Unidata, Renato Brunetti, ha acceso i riflettori su un tema ancora poco percepito dall’opinione pubblica: il consumo energetico dei datacenter.

Secondo Brunetti, dietro strumenti ormai entrati nella vita quotidiana — dalle piattaforme cloud ai sistemi di intelligenza artificiale generativa — si nasconde una gigantesca infrastruttura tecnologica che richiede enormi quantità di energia per funzionare.

Datacenter e AI: perché il fabbisogno energetico sta aumentando

Al centro della questione ci sono i datacenter, strutture che ospitano server e processori di nuova generazione progettati per sostenere la crescita dell’AI. Si tratta di tecnologie sempre più potenti, ma anche particolarmente energivore.

“Oggi i datacenter consumano circa l’1,5% dell’energia globale, ma il dato potrebbe rapidamente arrivare al 5%”, ha spiegato Brunetti durante il suo intervento.

Una crescita che riflette la corsa globale all’intelligenza artificiale e alla capacità computazionale necessaria per addestrare modelli sempre più complessi. Ogni ricerca online, chatbot, servizio cloud o piattaforma di streaming passa infatti attraverso enormi infrastrutture fisiche spesso invisibili agli utenti.

La “dimensione invisibile” del digitale

Secondo il CEO di Unidata, il dibattito sulla sostenibilità non può più limitarsi soltanto a mobilità elettrica, edilizia green o riduzione delle emissioni industriali. La vera sfida riguarda anche il lato nascosto della trasformazione digitale.

Brunetti ha parlato infatti della necessità di sviluppare una nuova consapevolezza collettiva sul rapporto tra innovazione tecnologica, consumi energetici e sostenibilità ambientale.

Il digitale, spesso percepito come immateriale, poggia in realtà su infrastrutture che richiedono elettricità continua, sistemi di raffreddamento avanzati e reti sempre più potenti.

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La sfida energetica della rivoluzione AI

L’espansione dell’intelligenza artificiale rischia così di trasformarsi in una delle principali sfide energetiche dei prossimi anni. Per gli operatori del settore sarà fondamentale investire in datacenter più efficienti, fonti rinnovabili e tecnologie capaci di ridurre l’impatto ambientale delle nuove infrastrutture digitali.

“È un mondo affascinante, importante e che tutti dobbiamo imparare a comprendere”, ha concluso Brunetti, sottolineando come il futuro della sostenibilità passerà sempre di più dall’equilibrio tra innovazione e gestione delle risorse energetiche.

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