- 13/02/2026
- Redazione
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Un nuovo studio del CMCC usa intelligenza artificiale e immagini satellitari per individuare in tempo reale le aree più a rischio fulmini, migliorando le allerte meteo e la sicurezza pubblica
Prevedere dove e quando cadrà un fulmine può fare la differenza tra sicurezza e rischio. Oggi questa possibilità è sempre più concreta grazie a una nuova ricerca italiana che unisce intelligenza artificiale e immagini satellitari per monitorare in tempo quasi reale i temporali più intensi sul territorio.
Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori del CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, nell’ambito del programma IRIDE, iniziativa del governo italiano in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’obiettivo è ambizioso: rendere le allerte meteo più rapide, precise ed efficaci, soprattutto in caso di eventi estremi.
Perché i fulmini sono un rischio concreto (e sottovalutato)
I fulmini non sono solo uno spettacolo naturale. Ogni anno rappresentano una minaccia diretta per la vita umana e causano danni significativi alle infrastrutture: reti elettriche, telecomunicazioni, traffico aereo e, non ultimo, l’innesco di incendi boschivi, un problema particolarmente critico nelle aree mediterranee.
Individuare tempestivamente le zone in cui sono in corso temporali intensi significa poter avvisare chi lavora all’aperto, le autorità di protezione civile e i settori più esposti, riducendo i rischi per persone e beni.
Come funziona il nuovo sistema basato sull’intelligenza artificiale
Il cuore della ricerca è un modello di deep learning addestrato ad analizzare immagini satellitari per riconoscere i segnali tipici delle tempeste elettricamente attive.
Un approccio innovativo
A differenza dei sistemi tradizionali, questo metodo si basa esclusivamente su dati satellitari, garantendo:
monitoraggio continuo 24 ore su 24
copertura uniforme su tutto il territorio nazionale
maggiore efficacia anche nelle aree montuose, dove i sensori a terra sono meno presenti
Il modello analizza specifiche differenze tra canali infrarossi dei satelliti, note per evidenziare la convezione profonda, ovvero quei fenomeni atmosferici che favoriscono la formazione dei fulmini.
Nowcasting: previsioni a brevissimo termine sempre più affidabili
“Riuscire a individuare quasi in tempo reale le aree colpite da fulmini è un primo passo fondamentale verso il nowcasting”, ha spiegato Paola Mercogliano, ricercatrice del CMCC e coordinatrice del team.
Il nowcasting è la previsione meteorologica a brevissimo termine, cruciale per la gestione delle emergenze. Grazie all’IA, questo tipo di previsione diventa più dettagliato e reattivo, aprendo la strada a servizi operativi in tempo reale.
La sfida dei dati rari: quando i fulmini sono solo lo 0,6%
Uno degli ostacoli principali è stato statistico: i fulmini sono eventi rari. Solo lo 0,6% dei dati analizzati corrisponde a una reale fulminazione.
Per superare il problema, i ricercatori hanno sviluppato una strategia di addestramento che:
attribuisce maggiore peso agli eventi rari
riduce i falsi allarmi
migliora la capacità del modello di riconoscere i segnali giusti
I risultati, testati su un intero anno, mostrano ottime prestazioni, con mappe di probabilità in grado di evidenziare efficacemente le aree a rischio.
Il ruolo chiave del supercalcolo e del programma IRIDE
Fondamentale è stata anche l’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni del CMCC, necessaria per addestrare modelli complessi su grandi quantità di dati ad alta frequenza.
Il progetto rientra nel programma IRIDE, che punta a rafforzare l’autonomia italiana nell’osservazione della Terra e nell’uso strategico dei dati satellitari.
Un passo avanti nella gestione degli eventi meteo estremi
“Questo lavoro dimostra cosa è possibile ottenere combinando IA e osservazioni satellitari”, sottolinea Paolo Duminuco, primo autore dello studio. “È una nuova prospettiva per il monitoraggio dei fenomeni meteorologici più severi”.
L’obiettivo di lungo periodo è chiaro: sviluppare strumenti operativi capaci di supportare la protezione civile, l’aviazione, il settore energetico e la sicurezza pubblica.
Dallo spazio alla resilienza climatica
Unendo intelligenza artificiale e satelliti, il CMCC si posiziona all’avanguardia nella ricerca su meteorologia, rischio climatico e tecnologie emergenti. Una direzione che punta non solo a comprendere meglio i fenomeni estremi, ma soprattutto a ridurne l’impatto sulla società.




















































































































