- 03/08/2026
- Redazione
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Il nuovo Smart City Index ribalta la classifica delle città italiane: Milano resta la più ricca, ma il costo della vita e l’inquinamento frenano il benessere. Trento conquista il primo posto grazie a equilibrio, ambiente e servizi
Essere una città competitiva non significa soltanto produrre ricchezza. La nuova fotografia delle città italiane racconta un cambiamento profondo: qualità della vita, sostenibilità, servizi digitali e capacità di trasformare le risorse economiche in benessere quotidiano diventano elementi decisivi per misurare il successo di un territorio.
È questa la conclusione dello Smart City Index “Dove e perché si vive meglio in Italia?”, il rapporto realizzato dal Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School che, per la prima volta, mette a confronto venti città italiane e le principali capitali europee attraverso sei dimensioni fondamentali: economia, governance, mobilità, ambiente, capitale umano e qualità della vita.
La classifica nazionale premia Trento, che conquista il primo posto con 52,7 punti su 100, davanti a Milano, Roma e Torino.
Un risultato che racconta una nuova geografia urbana: le città più grandi e più ricche non sempre coincidono con quelle capaci di offrire il miglior equilibrio tra lavoro, servizi e benessere.
Milano prima per ricchezza, ma penalizzata da casa, traffico e qualità dell’aria
Il caso più emblematico è quello di Milano. La città lombarda resta il principale motore economico italiano: il PIL complessivo supera i 228 miliardi di euro, mentre il PIL pro capite raggiunge circa 52,8 mila euro, il valore più alto tra le città analizzate.
Sul fronte economico Milano domina la classifica dello Smart City Index con 35,9 punti nella dimensione economy, quasi dieci punti sopra la seconda classificata.
Ma il primato economico non si traduce automaticamente in maggiore benessere.
Il capoluogo lombardo registra infatti il costo della vita più elevato d’Italia, con un mercato immobiliare che in molte zone supera i 7.000 euro al metro quadrato. Secondo il rapporto, acquistare una casa standard di 80 metri quadrati può richiedere l’equivalente di circa 19,5 anni di reddito medio.
A pesare è anche il fattore ambientale. Milano ottiene soltanto 21,2 punti nella dimensione environment, con concentrazioni di PM2.5 intorno ai 19,5 µg/m³, tra i valori peggiori del campione.
Anche la mobilità resta una criticità: per percorrere 10 chilometri in città servono mediamente 31,6 minuti, più del doppio rispetto a realtà più efficienti come Trento.
La fotografia che emerge è quella di una metropoli capace di creare ricchezza, ma ancora in difficoltà nel trasformarla in qualità della vita per chi la abita.
La rivincita delle città medie: Trento, Bologna e Padova davanti alle grandi metropoli
Trento vince grazie all’equilibrio tra ambiente, servizi e mobilità
Il successo di Trento nasce soprattutto dalla capacità di bilanciare più fattori. La città raggiunge risultati elevati in diversi ambiti: circa il 46% di verde urbano; livelli di PM2.5 tra i più bassi del Paese; aspettativa di vita intorno agli 85 anni e tempi di spostamento molto contenuti.
Nella mobilità arriva a 58,5 punti, con un tempo medio di circa 14,5 minuti per percorrere 10 chilometri, un dato molto distante dalle grandi città italiane.
Il modello trentino mostra come una città di dimensioni contenute possa competere con realtà molto più grandi quando riesce a integrare sostenibilità, servizi efficienti e qualità dell’ambiente urbano.
Bologna capitale italiana della governance digitale e del capitale umano
Subito dietro Trento si posiziona Bologna, che raggiunge 47,5 punti complessivi e conquista due primati specifici.
È infatti la prima città italiana per governance, con 72,1 punti, grazie a un elevato utilizzo dei servizi digitali della pubblica amministrazione.
È anche al vertice per capitale umano, con: il 39,6% di laureati e circa 178 studenti universitari ogni mille abitanti.
La città emiliana dimostra che università, innovazione e servizi pubblici efficienti possono diventare un vantaggio competitivo decisivo.
Anche Padova conferma la forza delle città medie grazie alla presenza universitaria e a una forte concentrazione di competenze.
Roma: grande capitale culturale, ma frenata dalla mobilità
La Capitale mantiene un ruolo importante grazie al suo patrimonio universitario, istituzionale e culturale.
Roma è infatti seconda in Italia nella dimensione people, con 45,2 punti, sostenuta dalla presenza di grandi atenei e da una buona capacità di attrarre professioni ad alta qualificazione.
Anche economicamente resta una realtà rilevante, con un PIL complessivo superiore ai 163 miliardi di euro. Il problema principale riguarda però la vita quotidiana.
Gli spostamenti restano difficili: per percorrere 10 chilometri servono mediamente 30,8 minuti. Nel giro di un quarto d’ora un cittadino romano riesce a coprire appena 4,9 chilometri, un valore simile a Milano e Torino.
Anche sul fronte della governance Roma si ferma a circa 44 punti, un risultato considerato insufficiente rispetto al peso politico e culturale della città.
La sfida della Capitale non è quindi la mancanza di risorse, ma la capacità di trasformarle in servizi efficienti.
L’Italia resta lontana dall’Europa: nessuna città nella top ten
Il confronto internazionale evidenzia un altro elemento: nessuna città italiana riesce a entrare nelle prime dieci posizioni europee.
A guidare la classifica è Copenaghen con 63,2 punti, oltre dieci punti sopra Trento.
La città danese combina: servizi digitali utilizzati da oltre il 94% dei cittadini; PM2.5 tra i più bassi del campione e PIL pro capite superiore ai 70 mila euro. Seguono città come Monaco, Lussemburgo, Dublino, Amsterdam e Vienna.
Milano, nonostante la sua forza economica, si fermerebbe nella fascia medio-bassa europea con 43,3 punti, mentre Roma, Torino e Firenze risultano ancora più distanti.
Secondo il rapporto, il problema italiano non è la mancanza di risorse, ma la difficoltà nel trasformare patrimonio economico, culturale e universitario in prestazioni urbane integrate.
Il nuovo criterio per scegliere dove vivere: non conta solo il lavoro
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dallo studio riguarda il cambiamento delle scelte personali.
Con la crescita del lavoro ibrido e della possibilità di lavorare a distanza, il luogo in cui vivere non viene più scelto soltanto in base alla vicinanza all’ufficio.
Sempre più professionisti valutano: costo dell’abitare; qualità dell’ambiente; servizi disponibili; tempi di spostamento; possibilità di conciliare vita privata e lavoro.
È la nuova “geografia della felicità”: città meno grandi possono diventare più attrattive se riescono a offrire condizioni migliori.
Il divario Nord-Sud resta, ma emergono segnali positivi
Il rapporto conferma alcune differenze territoriali, soprattutto nella governance. Tra Bologna, prima in Italia con 72,1 punti, e Potenza, ultima classificata, il divario supera i 66 punti.
Molte città del Mezzogiorno continuano a soffrire per livelli più bassi di occupazione, reddito e capacità di trattenere giovani qualificati. Ma lo studio evidenzia anche alcune eccezioni.
Potenza, ad esempio, raggiunge 78,8 punti nella dimensione ambientale, grazie a una buona dotazione di verde urbano e a livelli di qualità dell’aria migliori rispetto a diverse grandi città del Nord.
Il messaggio finale del rapporto è chiaro: la smart city non dipende soltanto dalla dimensione economica, ma dalla capacità di costruire un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e benessere.
Smart city: la sfida italiana sarà trasformare la ricchezza in qualità della vita
La classifica racconta quindi un’Italia urbana diversa da quella tradizionale.
Milano resta il simbolo della crescita economica, ma Trento rappresenta il modello dell’equilibrio. Bologna mostra il valore del capitale umano e dei servizi digitali. Roma conferma la sua forza culturale, ma anche le difficoltà organizzative delle grandi capitali.
La città del futuro non sarà necessariamente quella più grande o quella con il PIL più alto. Sarà quella capace di trasformare innovazione, infrastrutture e risorse economiche in una vita quotidiana migliore per i cittadini.













































































































