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Italia seconda in Europa per produzione di carta da macero e riciclo al 92,5%. Superati gli obiettivi UE, ma pesa la burocrazia sul settore

L’Italia si conferma una vera eccellenza europea nella filiera del riciclo della carta. Nonostante un mercato in calo e un export in flessione, il nostro Paese ha raggiunto risultati da primato nella produzione di carta da macero e nel riciclo degli imballaggi cellulosici, superando ampiamente i target ambientali fissati dall’Unione Europea per il 2030.

A certificare lo stato di salute – e le criticità – di questo settore strategico dell’economia circolare italiana è l’ottavo Rapporto UNIRIMA 2025, presentato oggi a Roma. Il documento offre un’analisi dettagliata dell’industria del riciclo della carta, un comparto che da solo genera un giro d’affari stimato attorno ai 4 miliardi di euro.

Per Giuliano Tarallo, presidente di UNIRIMA “Il nostro settore è da sempre un modello di economia circolare e contribuisce in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi ambientali del Paese. Tuttavia, i costi burocratici rischiano di paralizzare le imprese, sottraendo risorse a investimenti e innovazione. È urgente semplificare le procedure e garantire regole più chiare e stabili”.

Italia seconda in Europa per carta da macero

Nel 2024, la produzione nazionale di carta da macero ha raggiunto 6,8 milioni di tonnellate, confermando l’Italia al secondo posto in Europa, dietro soltanto alla Germania e davanti a Spagna e Francia.

Un risultato stabile (-0,8% rispetto al 2023), che si affianca a un aumento del consumo interno – salito a 5,2 milioni di tonnellate (+3,8%) – e a un calo delle esportazioni, che si sono attestate a 1,9 milioni di tonnellate (-10,6%).

Riciclo oltre le aspettative: imballaggi al 92,5%

Il dato forse più significativo riguarda il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici, che ha raggiunto il 92,52%, ben oltre gli obiettivi fissati dall’UE: 75% entro il 2025 e 85% entro il 2030. Anche il tasso generale di riciclo della carta è elevato, pari all’85,8%.

Sul fronte della raccolta differenziata, carta e cartone hanno toccato quota 3,8 milioni di tonnellate (+3,5%), con una media di 65,4 kg per abitante, segno di una crescente consapevolezza ambientale da parte dei cittadini.

Export in calo, ma l’Italia resta esportatore netto

Nonostante una flessione del 15% nel primo semestre 2025, l’Italia mantiene il suo status di esportatore netto di carta da macero, una posizione che occupa da oltre vent’anni. L’India si conferma il primo mercato di destinazione, assorbendo il 28% dell’export nazionale.

Mercato volatile: crollano i prezzi

Il settore, tuttavia, resta esposto a forti oscillazioni. Dopo i picchi registrati nel 2024 e ad aprile 2025, quando il prezzo della qualità 1.04.02 aveva toccato i 115 euro a tonnellata, a settembre 2025 le quotazioni sono scese ai minimi dell’anno, 50 euro a tonnellata, con un calo del 28,6% rispetto allo stesso mese del 2024.

La burocrazia frena lo sviluppo

Un capitolo critico evidenziato dal rapporto riguarda il peso della burocrazia, considerata da oltre il 90% delle imprese del settore in costante aumento.

Gli adempimenti ambientali rappresentano la voce di spesa più onerosa (52,2%), seguiti da quelli fiscali (26,1%). Questa situazione, secondo gli operatori, rischia di compromettere la competitività del comparto e ostacolare investimenti in innovazione.

Un’eccellenza da sostenere

In un momento in cui la transizione ecologica è al centro dell’agenda politica europea, il settore del riciclo della carta rappresenta un esempio concreto di sostenibilità ambientale e industriale. Ma per continuare a crescere, e per affrontare con successo le sfide future, sarà fondamentale alleggerire il carico burocratico e rafforzare il sostegno istituzionale.

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