- 06/03/2026
- Redazione
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Uno studio di T&E rivela che il riciclo del nichel in Europa può ridurre fino al 70% le emissioni rispetto all’estrazione primaria. Ecco perché è decisivo per il futuro delle batterie e della transizione ecologica
Il futuro delle auto elettriche e delle tecnologie pulite passa anche da ciò che facciamo con le batterie a fine vita. E il punto non è solo smaltirle, ma trasformarle in una nuova miniera urbana.
Un nuovo studio di Transport & Environment (T&E) mette nero su bianco un dato chiave: riciclare il nichel in Europa può ridurre drasticamente l’impronta di carbonio rispetto all’estrazione e alla raffinazione tradizionale.
Una svolta potenziale per l’industria europea delle batterie, che nei prossimi anni dovrà fare i conti con un’ondata crescente di accumulatori esausti provenienti da auto elettriche, dispositivi elettronici e sistemi di accumulo energetico.
Perché il nichel è così importante
Il nichel è uno dei metalli fondamentali per le batterie agli ioni di litio, in particolare per quelle di tipo NMC (nichel-manganese-cobalto), tra le più diffuse nei veicoli elettrici.
Per fare un esempio concreto: una Volkswagen ID.4 con batteria da 77 kWh, se alimentata con nichel riciclato in Europa anziché con nichel primario estratto e raffinato con i metodi più comuni, può risparmiare circa 1.200 kg di CO2 equivalente. Un taglio significativo, che incide in modo diretto sull’impronta ambientale complessiva dell’auto.
Riciclo contro estrazione: il confronto sulle emissioni
Secondo l’analisi, il recupero del nichel dalle batterie usate presenta generalmente un’impronta di carbonio inferiore rispetto all’estrazione mineraria e alla successiva lavorazione del metallo.
Ma non tutti i processi di riciclo sono uguali.
Il ruolo chiave dell’idrometallurgia
I percorsi idrometallurgici – che utilizzano soluzioni chimiche per separare e recuperare i metalli – possono ridurre l’intensità di carbonio del solfato di nichel fino al 70% rispetto ai percorsi di produzione primaria oggi dominanti.
Un altro fattore decisivo è l’energia utilizzata dagli impianti. Circa il 15-20% delle emissioni dei processi idrometallurgici deriva dall’elettricità. Questo significa che il luogo in cui si trova l’impianto fa la differenza.
Grazie a una rete elettrica mediamente più pulita rispetto ad altri grandi poli industriali, il riciclo idrometallurgico in Europa può generare emissioni inferiori del 21% rispetto alla Cina. Un vantaggio competitivo non solo ambientale, ma anche strategico.
Una sfida urgente: l’Europa è indietro
Il paradosso è che, pur avendo le condizioni per guidare la transizione, l’Europa rischia di non essere pronta.
Nei prossimi anni saranno disponibili volumi significativi di batterie esauste contenenti nichel. Tuttavia, l’attuale capacità di riciclo europea è dieci volte inferiore rispetto a quella necessaria per il 2030. E quasi la metà dei progetti di nuovi impianti è considerata a rischio.
Senza un rapido potenziamento della filiera, l’Europa potrebbe perdere una parte rilevante delle materie prime secondarie, aumentando la dipendenza dall’estero proprio nel momento in cui punta su autonomia strategica e transizione verde.
Le proposte per creare un vero mercato unico del riciclo
Per accelerare la trasformazione, T&E propone una serie di interventi chiave:
1. Mettere la circolarità al centro delle politiche europee
Il riciclo dovrebbe essere trattato come una vera e propria tecnologia pulita, con priorità nei finanziamenti e nelle strategie industriali.
2. Limitare l’export dei rifiuti fuori dall’UE
Ridurre o vietare la spedizione di materiali di scarto e batterie a fine vita fuori dall’Unione per evitare la fuga di materie prime preziose, come il nichel.
3. Semplificare le norme sui rifiuti
Snellire le procedure di spedizione dei rifiuti all’interno dell’UE per abbattere costi e burocrazia.
4. Rafforzare il regolamento europeo sulle batterie
Introdurre obiettivi di circolarità più stringenti e una preferenza per il riciclo locale, così da sostenere concretamente gli operatori europei.
Dalla miniera urbana alla sovranità industriale
Il riciclo del nichel non è solo una questione ambientale. È una partita industriale e geopolitica. Recuperare materiali critici dalle batterie significa ridurre la dipendenza da Paesi terzi, abbassare le emissioni e rendere davvero sostenibile la mobilità elettrica.
La transizione energetica, insomma, non si gioca soltanto sull’installazione di nuove tecnologie, ma anche sulla capacità di chiudere il cerchio. E per l’Europa, il tempo per farlo è adesso.
































































































































































































































































































