- 18/06/2024
- Simone Martino
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L’industria delle bioplastiche in Italia è frenata dal calo dei consumi, dall’illegalità e dalla concorrenza sleale
Assobioplastiche ha pubblicato il suo 10° rapporto annuale che, in base ai risultati dello studio effettuato da Plastic Consult, ha messo in luce la situazione dell’industria delle bioplastiche biodegradabili e compostabili in Italia nel 2023.
Il numero di imprese nel settore è aumentato del 6,3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 288 aziende – suddivise in produttori di chimica di base e intermedi (5), produttori e distributori di granuli (20), operatori di prima trasformazione (198), operatori di seconda trasformazione (65) – con 2.980 addetti dedicati, 120.900 tonnellate di manufatti compostabili prodotti.
La Lombardia è la regione con il maggior numero di aziende, con 44 imprese e 197 addetti, seguita dal Veneto con 30 aziende e 300 addetti, e dall’Emilia Romagna con 24 aziende e 320 addetti.
Il calo dei consumi
Nonostante la crescita delle aziende, il fatturato complessivo del settore è diminuito del 29,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 828 milioni di euro. Questa flessione è stata causata principalmente dalla forte diminuzione dei listini di materie prime, semilavorati e prodotti finiti nel corso dell’anno.
Nel 2023, infatti, i volumi complessivi dei manufatti prodotti (sia finiti, sia semilavorati) hanno registrato per la prima volta una contrazione scendendo a 120.900 tonnellate (-5,5% rispetto al 2022): una situazione in linea con quanto avvenuto nel settore delle termoplastiche convenzionali vergini che sono calate del 6%.
In calo il monouso e gli shopper
Tra i principali settori applicativi, nel 2023, le maggiori difficoltà sono state incontrate dal comparto monouso (calato di oltre il 20%), schiacciato dalla concorrenza sleale dello “pseudo-riutilizzabile” e dalle importazioni di manufatti compostabili dal Far East. Calo più contenuto per altre applicazioni (film alimentare, sacchetti per asporto merci e ultraleggeri). Positivo, invece, l’andamento per i prodotti legati alla raccolta dell’umido e i film per l’agricoltura.
Uno sgardo al futuro
Le previsioni per il 2024 fanno trapelare, a fronte della frenata registrata nel 2023 per l’industria delle bioplastiche in Italia, un cauto ottimismo. Per quanto riguarda le tendenze di mercato, è previsto, infatti, un miglioramento prospettico dei consumi finali e della spesa delle famiglie. Ciò sarebbe favorito dal calo dell’inflazione a livello nazionale (+0,9% in aprile 2024 rispetto al +6,2% di aprile 2023) e dal taglio dei tassi di interesse BCE.
Occorre però arginare la competizione sleale da parte dei sacchetti illegali così come da parte delle stoviglie “pseudo-riutilizzabili” che hanno evidenti ricadute negative sull’attività produttiva nazionale.
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Il contrasto all’illegalità
Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche, ha sottolineato l’importanza di contrastare l’illegalità e la concorrenza sleale nel settore delle bioplastiche “La contrazione nel largo consumo, l’illegalità e la concorrenza sleale hanno frenato il settore. La nostra Associazione da tempo ha denunciato il pericolo di questi aspetti distorsivi che stanno “azzoppando” la filiera italiana delle bioplastiche compostabili. Ora ci aspettiamo una reazione adeguata da parte della politica e dell’esecutivo“.
Il Presidente Bianconi ha, inoltre, ribadito l’importanza degli strumenti a tutela della legalità, come la piattaforma online realizzata da Assobioplastiche in collaborazione con il Consorzio Biorepack, per la segnalazione di potenziali illeciti nel settore degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile.










































































































































































































































































