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L’Europa prova a cambiare passo nella gestione dei rifiuti esportati oltre i propri confini. Sotto osservazione anche la Turchia, principale destinazione OCSE dei rifiuti di plastica provenienti dall’Ue

La Commissione europea ha pubblicato una bozza dell’elenco dei Paesi non appartenenti all’OCSE che potrebbero essere autorizzati a ricevere rifiuti non pericolosi dall’Ue dopo il maggio 2027.

È uno dei passaggi previsti dal nuovo Regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti, adottato nel 2024 con l’obiettivo di rendere più stringenti le condizioni per l’esportazione dei rifiuti e impedire che i problemi legati alla loro gestione vengano semplicemente trasferiti fuori dall’Unione.

La linea generale fissata dal nuovo quadro normativo è chiara: dal 21 maggio 2027 l’Ue non potrà più esportare rifiuti verso i Paesi non OCSE, salvo specifiche eccezioni.

Rifiuti fuori dall’Ue, solo se la gestione è sostenibile

L’eccezione riguarda i Paesi non OCSE che chiedano espressamente di continuare a ricevere rifiuti europei e che siano in grado di dimostrare di poterli gestire in modo sostenibile.

Sono 32 i Paesi che hanno presentato una richiesta alla Commissione europea. Le autorità comunitarie hanno esaminato le domande anche alla luce della capacità dei singoli Stati di garantire una gestione dei rifiuti compatibile con gli obiettivi ambientali previsti dal regolamento.

La valutazione è ora accompagnata da una relazione e dalla bozza del nuovo elenco, sulla quale la Commissione ha aperto una consultazione pubblica. Gli interessati potranno presentare osservazioni fino al 16 ottobre.

Il primo elenco entro la fine del 2026

Il primo elenco definitivo dei Paesi autorizzati a ricevere rifiuti dall’Unione europea dovrebbe essere adottato entro la fine del 2026.

Non sarà però un elenco immutabile. La Commissione prevede infatti aggiornamenti periodici, almeno ogni due anni, lasciando ai Paesi esclusi la possibilità di presentare una nuova richiesta.

Il principio che emerge è dunque quello di un controllo più stringente e continuativo sulle destinazioni dei rifiuti europei.

Plastica, dal 21 novembre 2026 cambia la regola per i Paesi non OCSE

Secondo il nuovo regolamento, dal 21 novembre 2026 sarà vietata l’esportazione di rifiuti di plastica dall’Ue verso i Paesi non appartenenti all’OCSE.

Per i Paesi OCSE, invece, la Commissione europea dovrà monitorare le esportazioni e verificare la capacità dei Paesi destinatari di gestire i rifiuti in modo ecologicamente corretto.

Turchia, nel 2025 importate 510mila tonnellate di rifiuti di plastica dall’Ue

La Commissione europea ha pubblicato anche una specifica relazione sulla gestione sostenibile dei rifiuti di plastica esportati dall’Ue verso la Turchia.

Il motivo è soprattutto quantitativo: la Turchia è la principale destinazione OCSE per i rifiuti di plastica esportati dall’Unione europea.

Nel 2025, secondo i dati riportati dalla Commissione, sono state esportate dall’Ue verso la Turchia 510mila tonnellate di rifiuti di plastica, su un totale di 1,4 milioni di tonnellate esportate dall’Unione nello stesso anno.

La quota diretta verso la Turchia rappresenta quindi una parte significativa dell’intero flusso europeo di rifiuti di plastica destinati all’estero.

La valutazione europea: progressi, ma restano alcune criticità

La relazione analizza il sistema turco di gestione dei rifiuti di plastica, prendendo in considerazione la produzione interna, le importazioni, le norme sulla gestione e sulla movimentazione dei rifiuti e il modo in cui queste disposizioni vengono applicate.

La Commissione riconosce che la Turchia ha rafforzato la propria normativa sulla gestione e sull’importazione dei rifiuti di plastica e ha adottato misure per migliorarne l’applicazione. Tra queste figurano l’aumento dei controlli e l’inasprimento delle sanzioni.

La relazione, tuttavia, individua anche alcune aree nelle quali sono necessarie ulteriori informazioni e progressi.

Pochi dati sulla produzione e sul trattamento dei rifiuti

Uno dei punti evidenziati riguarda la trasparenza dei dati relativi alla produzione e al trattamento dei rifiuti di plastica.

Secondo la valutazione della Commissione, risultano inoltre insufficienti le informazioni sull’impatto dei rifiuti importati sulla gestione dei rifiuti prodotti direttamente in Turchia.

Restano dubbi sull’applicazione delle norme

Un’altra questione riguarda l’attuazione concreta delle norme introdotte per prevenire i danni ambientali associati ai rifiuti di plastica importati.

La relazione segnala infatti la necessità di disporre di maggiori informazioni sull’effettiva applicazione di queste disposizioni.

Tra gli elementi indicati dalla Commissione figura anche una governance della gestione dei rifiuti di plastica che presenta aspetti ancora poco chiari.

Bruxelles apre il confronto con Ankara

La pubblicazione della relazione non chiude il dossier. La Commissione europea ha annunciato che intende avviare un confronto con le autorità turche sulle conclusioni emerse dalla valutazione.

Bruxelles continuerà inoltre a monitorare le esportazioni di rifiuti di plastica dall’Ue verso la Turchia e punta a rafforzare la cooperazione bilaterale sulla gestione dei rifiuti.

Il nuovo regolamento europeo segna così un cambio di impostazione: l’esportazione dei rifiuti non viene più considerata soltanto una questione commerciale o logistica, ma viene collegata alla capacità effettiva del Paese destinatario di gestirli in condizioni sostenibili.

Per i Paesi non OCSE, la direzione è già tracciata: dal 21 maggio 2027 l’esportazione dei rifiuti dall’Ue sarà in linea generale vietata, mentre per la plastica il primo passaggio decisivo arriverà già il 21 novembre 2026.

La partita si giocherà quindi nei prossimi mesi, con la definizione dell’elenco dei Paesi autorizzati e con il monitoraggio delle destinazioni verso cui continueranno a viaggiare i rifiuti europei.

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