- 07/01/2026
- Simone Martino
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Von der Leyen anticipa 45 miliardi per la Pac dal 2028. Soddisfazione di Meloni e Lollobrigida: più fondi all’agricoltura e via libera al Mercosur
L’Europa cambia passo sull’agricoltura. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha proposto di anticipare già dal 2028 circa 45 miliardi di euro destinati alla Politica agricola comune (Pac), rafforzando in modo significativo il sostegno al settore primario.
Una mossa che viene letta come una risposta politica alle pressioni di alcuni Stati membri, in primis l’Italia, e che apre la strada al possibile via libera all’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur.
Più risorse e accesso anticipato ai fondi Pac
Nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la Pac potrà contare su una dotazione vincolata di 293,7 miliardi di euro, con l’obiettivo dichiarato di garantire “un reddito equo agli agricoltori e la sicurezza alimentare a lungo termine”.
La novità principale riguarda però i tempi: gli Stati membri potranno accedere in anticipo a due terzi delle risorse normalmente disponibili nella revisione di medio termine.
Tradotto in cifre, significa circa 45 miliardi di euro mobilitabili immediatamente per sostenere agricoltori e comunità rurali. A questi si aggiunge il rafforzamento degli strumenti anticrisi: la riserva di sicurezza per stabilizzare i mercati agricoli raddoppia, arrivando a 6,3 miliardi di euro, attivabili in caso di calamità naturali, crisi climatiche o emergenze sanitarie nel settore zootecnico.
Una Pac più forte e “blindata” per l’agricoltura
Nella lettera inviata ai vertici delle istituzioni europee, von der Leyen ribadisce che la Pac resterà il principale strumento dell’Ue a sostegno del settore primario. La Commissione, inoltre, intende preservarne la specificità: le risorse saranno destinate in via esclusiva all’agricoltura, limitando la possibilità per i governi nazionali di dirottarle verso altri capitoli di spesa.
Almeno il 10% dei fondi di ciascun Piano nazionale e regionale dovrà essere destinato alle aree rurali, in una logica simile a quella del Pnrr, con progetti mirati e verificabili. Un mix di strumenti finanziari e politici che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe rendere l’agricoltura europea più competitiva e resiliente di fronte alle sfide globali.
Meloni: “Una decisione che accogliamo con soddisfazione”
La proposta della Commissione è stata accolta con favore dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Accolgo con soddisfazione la decisione di modificare, come richiesto dall’Italia, il nuovo quadro finanziario pluriennale rendendo disponibili già dal 2028 ulteriori 45 miliardi per la Pac”, ha dichiarato la premier.
Per il governo italiano si tratta di un riconoscimento politico importante, dopo settimane di confronto con Bruxelles. Roma aveva guidato il fronte del “no” a una revisione della Pac che, nella versione iniziale, avrebbe comportato un taglio significativo delle risorse.
Lollobrigida: “Cancellato il taglio, quasi 10 miliardi in più all’Italia”
Ancora più esplicito il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Secondo il titolare del dicastero, la nuova impostazione cancella il taglio del 22% previsto per il periodo 2028-2034 e aumenta addirittura la dotazione complessiva rispetto al ciclo 2021-2027.
“All’agricoltura italiana andranno 40,7 miliardi di euro, quasi dieci miliardi in più rispetto alla proposta originaria”, ha spiegato Lollobrigida, rivendicando il ruolo dell’Italia nel negoziato europeo. “Così la specificità della Pac è salva e viene garantito un giusto reddito agli agricoltori, custodi del territorio e della sovranità alimentare”.
Pac e Mercosur: il nodo politico si scioglie
La svolta sulla Pac ha anche un chiaro risvolto geopolitico. Il rafforzamento delle tutele per l’agricoltura europea sembra aver rimosso uno degli ostacoli principali all’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur, finora osteggiato da Italia e Francia per il timore di una concorrenza sleale sulle produzioni agricole.
Nei prossimi giorni il tema sarà sul tavolo prima dei ministri dell’Agricoltura e poi del Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri. L’obiettivo è arrivare al via libera definitivo che consentirebbe a von der Leyen di firmare l’intesa il 12 gennaio in Paraguay.
L’accordo aprirebbe alle imprese europee un mercato di 270 milioni di consumatori, con una riduzione stimata dei costi di esportazione verso il Sud America pari a 4 miliardi di euro l’anno.
Un equilibrio tra agricoltura e commercio globale
La mossa della Commissione segna dunque un tentativo di equilibrio: più protezione e risorse per gli agricoltori europei, in cambio di un’apertura strategica sui mercati internazionali. Per l’Italia, che ha fatto della difesa del settore primario una bandiera politica, si tratta di una vittoria negoziale. Per Bruxelles, di un passaggio chiave per sbloccare uno dei dossier commerciali più delicati degli ultimi anni.


























































































































































































































































