- 26/08/2026
- Redazione
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In una sola settimana 189 eventi estremi hanno colpito l’Italia. Coldiretti segnala perdite fino al 50% e oltre, mentre riso, mais, fieno, olive e altre produzioni fanno i conti con un clima sempre più imprevedibile
189 eventi estremi in una sola settimana e danni complessivi che superano i 3 miliardi di euro. È la fotografia tracciata da Coldiretti sullo stato dell’agricoltura italiana, alle prese con un clima sempre più difficile da prevedere e gestire.
Da una parte ci sono nubifragi, grandinate e precipitazioni violente che in poche ore possono devastare campi e coltivazioni. Dall’altra una siccità che dura da settimane e che ha già compromesso raccolti e pascoli.
Il risultato è un’Italia agricola divisa in due, ma accomunata dallo stesso problema: l’acqua arriva troppo, troppo poco oppure nel momento sbagliato.
Le perdite per le aziende agricole, secondo il monitoraggio di Coldiretti, oscillano in molti casi tra il 30% e il 50%, con situazioni ancora più pesanti per alcune produzioni.
Piogge intense dopo mesi di siccità: perché non basta che torni l’acqua
Il paradosso è evidente soprattutto nelle aree che negli ultimi giorni sono state raggiunte dalle precipitazioni.
Dopo due mesi caratterizzati da caldo e scarsità d’acqua, la pioggia può rappresentare un sollievo solo in parte. Quando arriva in modo improvviso e concentrato, infatti, non sempre riesce a ricostituire le riserve idriche del terreno. E può trasformarsi a sua volta in un fattore di rischio, provocando erosione, allagamenti e danni alle colture.
È il cortocircuito di un clima sempre più estremo: non è sufficiente avere acqua, conta anche quando arriva, in quale quantità e con quale intensità.
Nord Italia, tra grandine, raccolti compromessi e pascoli in sofferenza
Liguria, olive e vigneti sotto pressione
In Liguria resta critica la situazione nel Levante dopo l’ultima ondata di maltempo.
I sopralluoghi nelle campagne hanno evidenziato danni soprattutto a oliveti e vigneti. Per le olive, Coldiretti stima una cascola media intorno al 50%. Colpite anche le vigne, in particolare nelle aree interessate dalla grandine tra Chiavari e Calvari, dove prosegue la valutazione delle perdite.
Lombardia, la pioggia non cancella due mesi di sete
In Lombardia gli ultimi dieci giorni sono stati caratterizzati da precipitazioni diffuse, in alcuni casi molto abbondanti.
Nella Bergamasca le piogge intense hanno trascinato detriti sulla viabilità montana. In alcuni alpeggi l’acqua ha migliorato le condizioni dei pascoli, mentre in altre zone ha ulteriormente aggravato la situazione di terreni già provati dalla siccità.
Il secondo sfalcio di fieno è risultato compromesso in diverse aree e non sono attesi recuperi significativi. Tra Como e Lecco, la scarsità di erba nei pascoli montani aveva già costretto alcuni allevatori a trasportare il fieno dalla valle.
A questo si aggiunge il problema delle semine di secondo raccolto della soia, saltate in numerosi casi.
Per il riso il quadro è più articolato: le piogge hanno aiutato i campi che non erano ancora entrati in sofferenza, ma dove lo stress idrico aveva già colpito le coltivazioni a inizio agosto, la produzione risulta ormai compromessa.
Piemonte, per riso e mais la pioggia è arrivata troppo tardi
Situazione analoga in Piemonte. Le precipitazioni sono arrivate quando, per alcune colture come riso e mais, gli effetti della siccità erano ormai difficili da recuperare.
In alcune aree interi raccolti risultano persi.
Trentino, il fieno perde il 70%
In Trentino l’agricoltura ha resistito grazie alle piogge più recenti, ai sistemi di irrigazione a goccia e ai bacini idrici.
Ma lo stress provocato dalla carenza d’acqua ha lasciato il segno. Le mele hanno risentito delle difficoltà di crescita, mentre la produttività delle viti è stata condizionata dalle condizioni climatiche.
A pagare il prezzo più alto è stato soprattutto il fieno: il secondo taglio ha registrato un calo del 70% rispetto alla media stagionale.
Per le mele, la raccolta principale è prevista a metà settembre. Le piante hanno ancora alcune settimane per recuperare, ma il bilancio dipenderà anche dall’evoluzione delle condizioni meteorologiche.
Veneto, dal mais alla frutta: il caldo mette in crisi le colture
In Veneto la combinazione di caldo e siccità prolungati ha messo sotto pressione diverse coltivazioni.
Il mais è tra quelle più in difficoltà, con problemi di fecondazione e pannocchie povere di granella. Soffrono anche soia, pomodoro, barbabietola e foraggi.
Le conseguenze possono arrivare fino agli allevamenti, perché una minore disponibilità di foraggio significa anche maggiore difficoltà nel garantire l’alimentazione degli animali.
Nei vigneti lo stress idrico ha anticipato la vendemmia, mentre per la frutta la maturazione precoce rischia di creare problemi sia sul piano qualitativo sia su quello commerciale.
Centro-Sud, l’acqua continua a mancare
Molise, girasole in difficoltà e pascoli senza foraggio
La crisi idrica non riguarda soltanto il Nord. In Molise, soprattutto nelle aree montane dell’Alto Molise, molte aziende zootecniche devono fare i conti con una grave carenza di foraggio.
Sono particolarmente esposti gli oliveti non irrigui: senza nuove precipitazioni, la cascola delle olive potrebbe aumentare.
Pesante anche il bilancio del girasole, attualmente in raccolta, con perdite stimate tra il 40% e il 60%.
Calabria, dal bergamotto agli agrumi
In Calabria la carenza d’acqua continua a condizionare le produzioni. Negli appezzamenti non irrigati si registra cascola delle olive, mentre per il bergamotto le perdite stimate superano il 60%.
Problemi anche negli agrumeti delle aree in cui l’acqua viene distribuita attraverso turnazioni irrigue.
Il vero problema è la gestione dell’acqua
La fotografia delle campagne italiane mette in evidenza una questione che va oltre la singola emergenza meteorologica.
L’agricoltura è uno dei settori più esposti alla crescente frequenza degli eventi climatici estremi. E il problema non è soltanto la quantità complessiva di acqua disponibile, ma la sua distribuzione nel tempo.
Una precipitazione molto intensa non può necessariamente compensare settimane di siccità. Al contrario, può provocare nuovi danni quando il terreno non riesce ad assorbire rapidamente grandi quantità d’acqua.
Per gli agricoltori significa lavorare in condizioni di crescente incertezza, con conseguenze sui raccolti, sui redditi, sull’alimentazione degli animali e, più in generale, sulla capacità produttiva del sistema agroalimentare.
Invasi e infrastrutture per conservare l’acqua quando serve
Secondo Coldiretti, la risposta deve passare da una nuova strategia nazionale per la gestione della risorsa idrica.
La priorità indicata è aumentare la capacità di raccolta attraverso un piano di invasi dotati di sistemi di pompaggio, in modo da conservare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e renderla utilizzabile durante le fasi di siccità.
L’obiettivo è trasformare l’acqua da emergenza a risorsa programmabile.
Per un Paese come l’Italia, dove agricoltura e agroalimentare rappresentano una componente strategica dell’economia, la questione riguarda dunque molto più dei soli raccolti stagionali.
Un clima estremo che mette alla prova la sicurezza alimentare
La sequenza di eventi registrata nelle campagne restituisce un’immagine sempre più difficile da ignorare: l’Italia può passare in pochi giorni dai campi assetati a quelli sommersi dall’acqua.
Proteggere i suoli, migliorare l’efficienza dell’irrigazione, aumentare la capacità di conservare l’acqua e rafforzare le infrastrutture diventano elementi centrali per difendere la produttività agricola.
Perché dietro un raccolto perso non c’è soltanto un danno economico per un’azienda. Ci sono lavoro, filiere agroalimentari, allevamenti e prezzi che possono risentire della minore disponibilità di prodotto.
La partita dell’acqua, dunque, è anche una partita sulla sicurezza alimentare e sulla capacità dell’Italia di continuare a produrre cibo in un clima sempre più estremo.






























































































































































































































































































































































































































































