- 28/08/2025
- Simone Martino
- 0
Tre nuovi siti in Italia e Giappone entrano nei GIAHS FAO: patrimonio agricolo globale oltre quota 100. Agrobiodiversità, cultura e sostenibilità
L’agricoltura del futuro affonda le sue radici nel passato. Con la designazione di tre nuovi Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Globale (GIAHS) – uno in Italia e due in Giappone – la FAO celebra il superamento dei 100 siti riconosciuti a livello mondiale, sottolineando l’importanza della biodiversità agricola, delle conoscenze tradizionali e del patrimonio culturale rurale.
L’annuncio è arrivato il 26 agosto durante la riunione del Gruppo Consultivo Scientifico del GIAHS. Con questi nuovi ingressi, la rete globale dei GIAHS raggiunge 102 sistemi in 29 Paesi, con il Giappone che tocca quota 17 siti e l’Italia che sale a tre.
«Ogni nuovo sito è una testimonianza dell’ingegno e della resilienza delle comunità rurali – ha dichiarato Kaveh Zahedi, direttore dell’Ufficio Cambiamenti Climatici, Biodiversità e Ambiente della FAO –. I GIAHS mostrano come l’agricoltura possa essere sostenibile, produttiva e profondamente radicata nei territori».
Amalfi: l’agricoltura eroica dei limoni tra i terrazzamenti mediterranei
Tra i nuovi riconoscimenti spicca il sistema agricolo terrazzato della Costiera Amalfitana, dove da secoli si coltiva il celebre “Sfusato Amalfitano”, un limone aromatico e pregiato.
I ripidi pendii affacciati sul mare sono modellati da muri a secco che contrastano l’erosione, stabilizzano il terreno e creano un microclima favorevole alla coltivazione. Gli alberi di limone, fino a 800 per ettaro, sono protetti da pergole in castagno e coltivati con tecniche manuali e sostenibili, senza uso di pesticidi.
Le operazioni di raccolta vengono svolte dagli “agricoltori volanti”, capaci di muoversi con agilità sulle pergole in altezza. Questo paesaggio è anche Patrimonio UNESCO e rappresenta un esempio emblematico di agricoltura mediterranea di montagna.
Le donne svolgono un ruolo centrale, partecipando attivamente alla coltivazione e alla trasmissione del sapere agricolo e culturale. Oltre all’impatto ambientale positivo, il sistema ha un profondo valore identitario per la comunità.
Giappone: agrumeti terrazzati e risaie rigenerate da ex miniere
Anche il Giappone celebra due nuovi riconoscimenti, che confermano il ruolo centrale del Paese nella salvaguardia delle pratiche agricole tradizionali e innovative.
Il primo è rappresentato dai frutteti terrazzati di mikan (Citrus unshiu) nella regione montuosa di Arida-Shimotsu, nella prefettura di Wakayama, che costituiscono un’eccellenza agricola conservata da secoli.
Costruiti con muri in pietra, i terrazzamenti sono adattati al clima subtropicale e mantengono le funzioni vitali del suolo e dell’acqua. Vi crescono oltre 30 varietà di mikan, selezionate secondo i microclimi locali.
L’agricoltura è familiare e su piccola scala, con pratiche consolidate che integrano apicoltura, silvicoltura e coltivazione di ortaggi. I muri a secco aiutano a proteggere le piante dal freddo e a trattenere calore e umidità.
Le tradizioni locali, i festival e le ricette legate al mikan riflettono una cultura viva, profondamente connessa al paesaggio e ai suoi frutti.
Il secondo sito giapponese è situato nella regione di Okuizumo, dove una ex zona mineraria di sabbia ferrosa è stata rigenerata in un modello innovativo di agricoltura integrata.
Attraverso l’uso di risaie terrazzate e un’antica rete di canali irrigui comunitari, gli agricoltori hanno creato un sistema che combina coltivazione di riso, allevamento di bovini neri giapponesi, coltura di grano saraceno e gestione forestale.
Il letame bovino nutre i campi, mentre il grano saraceno – coltivato nei terreni più elevati – integra la dieta locale. Questo modello circolare garantisce sicurezza alimentare, redditività e tutela dell’ecosistema, pur affrontando sfide come lo spopolamento rurale.
GIAHS: agricoltura come bene comune globale
Dal suo avvio nel 2002, il programma GIAHS della FAO valorizza i sistemi agricoli storici che dimostrano la coesistenza virtuosa tra natura, agricoltura e cultura.
Oltre a garantire sicurezza alimentare e tutela della biodiversità, i GIAHS offrono un’alternativa concreta per affrontare le sfide del cambiamento climatico, dello spopolamento rurale e della crisi alimentare globale.
L’Italia, con i suoi tre siti ora riconosciuti (insieme alla Murgia Altamurgia e a Soave), rafforza la propria posizione nella rete internazionale. Il Giappone, con 17 designazioni, si conferma leader mondiale nella valorizzazione dei paesaggi agricoli storici.
Questi sistemi, radicati nel passato, rappresentano una risorsa per il futuro: un’agricoltura capace di nutrire, custodire e unire comunità e territori.











































































































































































































































































































































































































