- 22/08/2025
- Redazione
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Scoperti i meccanismi che scatenano le ondate di calore marine nel Mediterraneo: il ruolo chiave degli anticicloni africani e dei venti deboli
Negli ultimi decenni, le acque del Mar Mediterraneo si sono scaldate come mai prima d’ora, con ondate di calore marine sempre più frequenti, intense e prolungate. Ma oggi la scienza compie un passo decisivo per comprenderne le cause.
Un nuovo studio guidato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) ha individuato con precisione i meccanismi atmosferici che scatenano questi eventi estremi, aprendo la strada a migliori strategie di previsione e mitigazione.
Anticicloni africani sotto accusa
Al centro della scoperta ci sono le creste subtropicali persistenti – strutture atmosferiche ad alta pressione che trasportano aria calda dal Nord Africa verso l’Europa, note anche come “anticicloni africani”.
Secondo i ricercatori, non è tanto l’aumento generalizzato delle temperature a innescare le ondate di calore marine, quanto la durata e la stazionarietà di queste creste, che bloccano il normale flusso atmosferico e alterano i venti sull’area mediterranea.
“Quando una cresta subtropicale si stabilisce sul bacino per più di cinque giorni, i venti si indeboliscono, il mare smette di disperdere calore e le acque superficiali si scaldano rapidamente”, spiega Ronan McAdam, ricercatore del CMCC e co-autore dello studio. “È questa la miccia che accende le ondate di calore marine”.
Tre esempi tipici di ondate di calore marine (MHWs) nel Mediterraneo (sopra) e la corrispondente circolazione atmosferica (sotto). Fonte: ‘Mediterranean summer marine heatwaves triggered by weaker winds under subtropical ridges’, Nature Geoscience
Dati satellitari e modelli climatici: un’analisi senza precedenti
Lo studio, pubblicato di recente, ha analizzato centinaia di eventi nel Mediterraneo usando dati satellitari ad alta risoluzione e avanzate tecniche di clustering.
I risultati parlano chiaro: il 63,3% delle ondate di calore nel Mediterraneo occidentale – così come il 46,4% in quello centrale e il 41,3% in quello orientale – si verifica durante periodi in cui coincidono creste subtropicali persistenti e venti deboli. Una combinazione che avviene in appena il 9-15% dei giorni estivi, ma che moltiplica per 4-5 volte la probabilità di un’ondata.
Impatti devastanti e una corsa contro il tempo
Gli effetti di queste ondate sono drammatici. Nel Golfo del Leone, ad esempio, le temperature sottomarine sono salite di quasi 7°C in appena 48 ore, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi marini e per l’economia blu: dalla pesca alla mitilicoltura, fino al turismo costiero.
“È molto gratificante identificare finalmente i meccanismi dietro un fenomeno che studiamo da anni”, ha commentato Giulia Bonino, autrice principale dello studio. “Questa comprensione ci permette di anticipare gli eventi, e di proteggere meglio il mare e le comunità che da esso dipendono”.
Verso sistemi di allerta precoce più intelligenti
Oltre alla rilevanza scientifica, la ricerca ha un valore pratico enorme: fornisce le basi per sistemi di previsione più accurati, capaci di integrare non solo le soglie di temperatura, ma anche le dinamiche fisiche che anticipano l’evento.
“Unire competenze meteorologiche e oceanografiche è stata la chiave – insieme, siamo riusciti a superare i limiti dei modelli attuali”, sottolinea McAdam. “Ora possiamo puntare a sistemi di allerta precoce più efficaci, fondamentali per adattarsi a un clima che cambia sempre più in fretta”.
Il Mediterraneo si riscalda più della media globale
Il Mediterraneo è uno dei “hotspot” climatici del pianeta, riscaldandosi a una velocità superiore alla media globale. Comprendere le dinamiche delle ondate di calore marine è essenziale non solo per la scienza, ma per la sopravvivenza di interi settori economici e della biodiversità marina.
“Questo studio rappresenta un tassello fondamentale per migliorare i modelli del sistema Terra”, ha concluso McAdam. “È un passo decisivo verso strategie di adattamento concrete per il Mediterraneo del futuro”.












































































































































































































































































































































































































































































