Trattore agricolo nei campi con aumento dei costi di gasolio e energia per le imprese agricole italiane
Condividi questo articolo

Il caro energia colpisce l’agricoltura: Coldiretti chiede un incontro urgente al Governo mentre Confagricoltura denuncia rincari fino al 30% per carburanti e fertilizzanti

Il mondo agricolo italiano chiede un confronto immediato con il Governo davanti alla nuova impennata dei prezzi di gasolio ed energia. A lanciare l’allarme sono le principali organizzazioni di rappresentanza del settore, che parlano di una situazione sempre più difficile per le aziende agricole e chiedono misure urgenti per evitare un effetto domino su tutta la filiera agroalimentare.

Coldiretti ha inviato una lettera all’esecutivo per chiedere un incontro urgente, sottolineando la forte preoccupazione per l’aumento improvviso dei costi energetici e del gasolio agricolo, una dinamica legata alla delicata situazione geopolitica internazionale.

Nel documento firmato dal presidente Ettore Prandini, l’associazione evidenzia come i rincari stiano già incidendo in modo pesante sui costi di produzione delle aziende agricole, aggravando un contesto già segnato dall’instabilità dei mercati e dalle tensioni sulle materie prime. L’obiettivo del confronto con il Governo è affrontare tempestivamente la situazione e impedire che il peso dei rincari ricada su imprese e famiglie.

Coldiretti: fermare speculazioni e sostenere le imprese agricole

Per Coldiretti la priorità è duplice: da un lato evitare speculazioni sui prezzi dell’energia, dall’altro individuare strumenti che consentano alle aziende agricole di affrontare una fase di forte incertezza.

Il timore è che l’aumento dei carburanti e dell’energia finisca per colpire non solo le imprese agricole ma l’intero sistema agroalimentare, con possibili ripercussioni anche sui prezzi al consumo.

Uno dei fattori che alimentano la tensione sui mercati è la centralità dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici per il commercio mondiale di petrolio. Attraverso questo corridoio marittimo transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a quasi un quinto delle riserve mondiali.

Da questo passaggio arrivano anche una parte significativa delle importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai Paesi del Golfo, che rappresentano quasi il 20% delle forniture energetiche del nostro Paese. Eventuali tensioni o blocchi potrebbero quindi avere effetti immediati sui prezzi del carburante.

Il caro carburanti può colpire tutta la filiera del cibo

Il problema non riguarda soltanto la produzione agricola ma l’intera catena alimentare.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico trasportato su strada in Italia. Nel dettaglio:

  • il 14% delle tonnellate trasportate riguarda prodotti alimentari

  • il 18% delle tonnellate-chilometro complessive riguarda il comparto alimentare

  • circa l’88% degli alimenti viaggia su gomma

Questo significa che qualsiasi aumento del costo del carburante si traduce inevitabilmente in maggiori costi logistici, che possono ripercuotersi lungo tutta la filiera, dal campo alla distribuzione.

Confagricoltura: “Rincari anche oltre il 30%, servono interventi”

A chiedere attenzione e misure concrete è anche Confagricoltura, che segnala come i primi effetti della tensione sui mercati energetici siano già evidenti.

Il presidente Massimiliano Giansanti parla apertamente di una situazione critica per molte aziende agricole.

“Siamo preoccupati per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30%”.

Il problema arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, proprio mentre sta iniziando la nuova campagna di produzione agricola. Un eventuale aggravarsi della crisi internazionale potrebbe far salire ulteriormente le quotazioni del petrolio, con effetti indiretti su energia, trasporti e fertilizzanti.

Il rischio inflazione e la difficoltà di scaricare i costi sui prezzi

Le organizzazioni agricole temono che i rincari possano generare una nuova inflazione da costi, come già accaduto negli anni scorsi. Tuttavia le aziende agricole, essendo il primo anello della filiera, spesso non riescono a trasferire completamente l’aumento dei costi sui prezzi di vendita.

Questo rischia di tradursi in una perdita di redditività e competitività per le imprese, già messe alla prova dall’instabilità dei mercati e dal peso crescente delle spese energetiche.

Non a caso energia e fertilizzanti rappresentano oggi circa il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola.

La richiesta al Governo: monitoraggio e nuove misure

Per questo motivo Coldiretti e Confagricoltura chiedono al Governo un confronto immediato e un monitoraggio costante della situazione, oltre alla valutazione di possibili interventi per riequilibrare il mercato dei carburanti.

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la richiesta di rivalutare alcune misure contenute nel cosiddetto “DL Bollette”, pensato in un contesto energetico molto diverso da quello attuale.

L’obiettivo, spiegano le associazioni agricole, è evitare che la nuova crisi energetica si traduca in una ulteriore stretta per le imprese agricole e in un aumento dei prezzi per i consumatori.

Condividi questo articolo