- 05/01/2026
- Redazione
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Secondo il Green Skills Report 2025 di LinkedIn la domanda di competenze green cresce più dell’offerta: il mercato del lavoro è in affanno
La transizione ecologica avanza, ma il mercato del lavoro fatica a starle dietro. Le imprese cercano sempre più lavoratori con competenze green, mentre l’offerta cresce troppo lentamente per soddisfare la domanda.
È questa la fotografia scattata dal Green Skills Report 2025 di LinkedIn, che mette in evidenza uno dei nodi cruciali della trasformazione economica in atto: senza competenze adeguate, la sostenibilità rischia di restare sulla carta.
Competenze green in aumento, ma il gap si allarga
Nel 2025 la concentrazione di lavoratori con competenze green è aumentata del 4,3% a livello globale. Un dato positivo, che conferma una tendenza ormai strutturale, ma che segna un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Il problema è che, nello stesso periodo, le assunzioni green sono cresciute del 7,7%, quasi il doppio.
Il divario tra domanda e offerta si fa dunque più evidente e rappresenta uno dei principali colli di bottiglia della transizione verso un’economia più sostenibile.
Perché le competenze green sono diventate strategiche
I numeri del report chiariscono perché le green skills siano ormai considerate un vero vantaggio competitivo. Il tasso di assunzione LinkedIn dei lavoratori con competenze green è superiore del 46,6% rispetto a quello della forza lavoro globale complessiva: chi possiede queste competenze trova lavoro più rapidamente.
Per imprese e decisori pubblici il messaggio è chiaro: investire nella formazione green non è solo una scelta ambientale, ma un imperativo economico.
La sostenibilità entra in tutta l’azienda
Un altro elemento chiave riguarda la diffusione delle competenze green oltre i ruoli tradizionalmente legati alla sostenibilità. Per la prima volta, infatti, i lavoratori con competenze green inseriti in ruoli non-green rappresentano il 53% delle nuove assunzioni verdi.
La sostenibilità diventa così parte integrante delle funzioni aziendali quotidiane, dalla produzione alla gestione, segnando un cambiamento strutturale nel modo di lavorare e organizzare le imprese.
Dove si concentrano i talenti green nel mondo
Nei 84 Paesi analizzati, la quota di lavoratori con almeno una competenza green su LinkedIn ha raggiunto il 17,6%, contro il 16,8% del 2024 e il 15,2% del 2021.
In cima alla classifica figurano Brunei (22,7%) e Svizzera (22,6%), seguite da Germania, Arabia Saudita, Ghana e Nigeria. Proprio l’Africa emerge come una delle aree più dinamiche: Ghana, Nigeria e Kenya rientrano tra i primi 15 Paesi al mondo per concentrazione di competenze green, con tassi di crescita tra i più elevati.
Anche l’India mostra segnali interessanti: pur avendo una concentrazione ancora contenuta (14,4%), registra una crescita annua del 6,2%, tra le più alte nel 2025.
I settori trainanti: energia, tecnologia e finanza
A livello globale, la Gestione Energetica è la categoria di competenze green in più rapida crescita (+17,4% rispetto al 2024), spinta dall’aumento della domanda di energia e dall’espansione delle fonti rinnovabili e nucleari.
Il settore delle Utilities resta quello con la più alta concentrazione di talenti green (29,6% dei lavoratori), mentre supera un’assunzione green su tre nel 2025, riflettendo l’urgenza di rafforzare la capacità energetica globale.
Nel frattempo, l’industria Tecnologia, Informazione e Media guida la trasformazione della forza lavoro, con la crescita media annua più elevata delle assunzioni green dal 2021 al 2025. Qui il nodo centrale è l’integrazione tra sostenibilità e Intelligenza Artificiale, con lo sviluppo di soluzioni di “IA sostenibile”.
Anche i Servizi Finanziari accelerano: tra 2024 e 2025 registrano la maggiore crescita annua delle assunzioni green (+16,3%), soprattutto in Europa, spinti anche dalle normative UE. Tuttavia, il settore parte da una base ancora ridotta: solo il 10,8% dei lavoratori possiede competenze green.
Una sfida aperta per il futuro del lavoro
Il quadro che emerge dal Green Skills Report 2025 è chiaro: la transizione ecologica sta creando nuove opportunità occupazionali, ma il sistema formativo e produttivo non riesce ancora a generare competenze sufficienti. Senza un’accelerazione negli investimenti in formazione e riqualificazione, una parte consistente della domanda rischia di restare insoddisfatta.
La partita delle competenze green non riguarda solo l’ambiente, ma il futuro stesso della competitività economica globale. E il tempo per colmare il divario è sempre meno.


























































































































































































































































