- 25/03/2026
- Redazione
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L’accordo UE-Australia apre nuove opportunità per l’export agroalimentare italiano, ma Coldiretti avverte: servono più tutele per le eccellenze e gli allevamenti nazionali
L’intesa commerciale tra Unione Europea e Australia apre nuove prospettive per il settore agroalimentare italiano, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali. L’accordo prevede infatti l’azzeramento dei dazi su numerosi prodotti simbolo della tradizione italiana, dal vino ai formaggi, passando per pasta, dolci e ortaggi.
Una misura che, secondo Coldiretti, potrebbe tradursi in un significativo incremento delle esportazioni verso il Paese oceanico, dove già oggi i prodotti italiani godono di una forte domanda.
Bilancia commerciale favorevole all’Italia
I numeri confermano la centralità del mercato australiano per l’agroalimentare tricolore. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, l’Italia esporta in Australia prodotti per un valore di 896 milioni di euro, a fronte di importazioni che si fermano a 81 milioni.
Tra i prodotti più richiesti spiccano: conserve di pomodoro (109 milioni di euro); dolci (93 milioni); formaggi e latticini (77 milioni); pasta (75 milioni) e vino (71 milioni)
Si tratta di comparti che finora hanno dovuto affrontare dazi compresi tra il 5% e l’11%, destinati ora a scomparire completamente grazie all’accordo.
Le importazioni dall’Australia: focus sul grano duro
Sul fronte opposto, l’Italia importa dall’Australia principalmente materie prime. In particolare, il grano duro rappresenta circa il 43% del totale delle importazioni agroalimentari in valore. Seguono: carne bovina; foraggi e uva essiccata.
Un dato che evidenzia una relazione commerciale complementare tra i due Paesi, con l’Italia forte nei prodotti trasformati e l’Australia nelle commodity agricole.
Le criticità: tutela delle eccellenze e denominazioni
Nonostante le opportunità, Coldiretti richiama l’attenzione su alcune criticità. In primo luogo, la necessità di rafforzare la protezione delle eccellenze italiane, in particolare quelle a denominazione di origine.
L’accordo prevede l’estensione della tutela per una lista di prodotti DOP e IGP, ma restano alcune concessioni controverse.
I nodi ancora aperti
- in Australia sarà ancora possibile utilizzare il termine “parmesan”
- il nome “Prosecco” sarà protetto per l’export, ma con un periodo transitorio
Secondo l’organizzazione agricola, questi elementi rischiano di alimentare fenomeni di imitazione che penalizzano i produttori italiani.
La richiesta: più salvaguardie per il settore agricolo
Coldiretti sottolinea infine la necessità di introdurre meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi, in grado di proteggere gli allevamenti nazionali e l’intero comparto agroalimentare da eventuali squilibri di mercato.
L’accordo rappresenta dunque una grande opportunità per la crescita dell’export italiano, ma anche una sfida sul fronte della difesa del Made in Italy, sempre più esposto alla concorrenza internazionale e ai rischi di contraffazione.






















































































































































































































































































































































































