Agricoltori manifestano contro l’accordo Mercosur davanti al Parlamento europeo
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Il Parlamento europeo rinvia l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue. Coldiretti e Confagricoltura esultano: “Difesa della democrazia e dell’agricoltura europea”

Lo scontro sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur entra in una nuova fase. Il Parlamento europeo ha votato per chiedere un parere alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, bloccando di fatto l’iter dell’intesa commerciale che riguarda Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Una decisione che segna un punto politico importante e che viene salutata con soddisfazione dalle principali organizzazioni agricole italiane, Coldiretti e Confagricoltura, da mesi in prima linea contro l’accordo.

Coldiretti: “Difesa della democrazia europea”

Per Coldiretti, il voto dell’Europarlamento rappresenta molto più di uno stop tecnico. È una risposta netta a quello che l’organizzazione definisce un tentativo di forzatura da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e di una ristretta cerchia di tecnocrati di Bruxelles.

Secondo Coldiretti, l’accordo Mercosur rischiava di essere imposto aggirando il ruolo del Parlamento europeo, l’unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini. Un precedente giudicato “gravissimo”, perché avrebbe svuotato l’assemblea del suo potere di controllo democratico su scelte decisive per l’agricoltura, la sicurezza alimentare e le politiche europee, a partire dalla Politica agricola comune (Pac).

Il nodo della reciprocità e degli standard

Al centro delle critiche c’è il principio di reciprocità. Gli agricoltori europei sono sottoposti a regole stringenti su ambiente, uso dei fitofarmaci, benessere animale e sicurezza alimentare.

L’ingresso nel mercato europeo di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard, denunciano le associazioni di categoria, rischia di creare una concorrenza sleale e di mettere in difficoltà migliaia di aziende agricole.

Coldiretti chiede ora che il Parlamento europeo vada avanti con norme chiare che impediscano l’importazione di prodotti non conformi alle regole comunitarie, indipendentemente dal Paese di origine.

Confagricoltura: “Accordo divisivo e dannoso”

Sulla stessa linea Confagricoltura, che sottolinea come il voto dell’Europarlamento accolga finalmente le perplessità espresse da tempo dal settore primario.

Le mobilitazioni degli agricoltori, a Bruxelles lo scorso 18 dicembre e più recentemente a Strasburgo, hanno contribuito a portare il tema al centro del dibattito politico europeo.

Il ricorso alla Corte di Giustizia Ue potrebbe ora congelare l’accordo per diversi mesi, offrendo uno spazio di riflessione su un’intesa considerata “divisiva” e poco vantaggiosa per l’agricoltura italiana ed europea.

Agricoltura e sicurezza alimentare al centro del dibattito europeo

In un contesto segnato da forti incertezze geopolitiche, Confagricoltura ribadisce la necessità di tutelare il settore primario, uno dei pilastri storici dell’Unione europea.

L’agricoltura non è solo economia, ma anche sicurezza alimentare, presidio del territorio e garanzia di cibo sano e di qualità per i cittadini. Per questo, concludono le organizzazioni agricole, le politiche commerciali internazionali non possono prescindere dalla tutela degli agricoltori europei e dal rispetto delle stesse regole per tutti.

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