- 22/07/2026
- Redazione
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Acea, Assonautica Italiana e ONTM hanno siglato un Protocollo d’Intesa per accelerare la transizione sostenibile dei porti italiani: focus su tutela dell’acqua, energie rinnovabili, digitalizzazione e intelligenza artificiale
La sfida della Blue Economy italiana passa sempre di più dalla capacità di coniugare sviluppo economico, innovazione tecnologica e tutela ambientale. È con questo obiettivo che Acea, Assonautica Italiana e l’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare (ONTM) hanno firmato a Roma un Protocollo d’Intesa destinato a sostenere la trasformazione sostenibile delle infrastrutture portuali e delle marine italiane.
L’accordo nasce per creare una collaborazione stabile tra i tre soggetti e mettere in comune competenze tecniche, capacità progettuali e relazioni istituzionali, accompagnando il sistema portuale italiano verso modelli sempre più efficienti, resilienti e in linea con le strategie nazionali ed europee dedicate alla Blue Economy.
Porti più intelligenti grazie a digitalizzazione e intelligenza artificiale
Uno dei pilastri dell’intesa riguarda l’innovazione tecnologica. Il Protocollo prevede infatti lo sviluppo di strumenti digitali avanzati, sistemi di monitoraggio intelligente e applicazioni di intelligenza artificiale capaci di migliorare la gestione delle infrastrutture portuali, delle reti idriche ed energetiche e dei processi ambientali.
L’obiettivo è trasformare porti e marine in infrastrutture sempre più connesse, capaci di utilizzare i dati per ridurre sprechi, ottimizzare i consumi e aumentare la sicurezza operativa.
Acqua, energia e ambiente al centro della transizione ecologica
Ampio spazio viene riservato anche alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Tra le priorità individuate figurano: tutela della risorsa idrica; riutilizzo delle acque trattate; riduzione delle perdite delle reti; efficientamento energetico; integrazione delle energie rinnovabili; diminuzione delle emissioni climalteranti e progressivo raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality.
L’idea è quella di favorire un modello di porto capace di produrre valore economico riducendo al tempo stesso il proprio impatto ambientale e rafforzando la resilienza delle aree costiere.
Acea punta a diventare partner strategico dei porti italiani
Con questa iniziativa Acea rafforza la propria presenza nel settore delle infrastrutture marittime, proponendosi come partner tecnologico delle Autorità di Sistema Portuale, dei porti turistici e delle marine.
L’azienda mette sul tavolo competenze maturate nella gestione dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente, con l’obiettivo di accompagnare gli operatori del settore verso una gestione sempre più efficiente e digitale.
Secondo Pier Francesco Ragni, co-general manager di Acea, il futuro delle infrastrutture passa inevitabilmente attraverso sostenibilità, digitalizzazione e utilizzo intelligente dei dati, elementi destinati a diventare centrali anche nello sviluppo del sistema portuale italiano.
Assonautica: “La competitività passa dall’innovazione sostenibile”
Per Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, il Protocollo rappresenta un passo concreto verso una nautica più moderna.
L’accordo, ha spiegato, punta a favorire porti e marine capaci di integrare tecnologie avanzate, efficienza energetica e una gestione responsabile delle risorse idriche, contribuendo contemporaneamente alla tutela del mare e al miglioramento dei servizi offerti.
ONTM: “La Blue Economy è una leva strategica per il Paese”
Anche l’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare considera l’intesa un tassello importante nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo delle aree costiere.
Per il presidente Roberto Minerdo, la collaborazione tra istituzioni, imprese e Autorità Portuali può accelerare la diffusione di modelli innovativi nella gestione dell’acqua, dell’energia e delle infrastrutture marittime, rafforzando la competitività del sistema portuale italiano.
Un passo verso i porti del futuro
Il Protocollo non rappresenta soltanto un accordo istituzionale, ma traccia una direzione precisa: quella di un sistema portuale sempre più sostenibile, tecnologico e resiliente.
La crescente attenzione verso digitalizzazione, intelligenza artificiale, economia circolare, gestione efficiente dell’acqua ed energie rinnovabili dimostra come la Blue Economy stia assumendo un ruolo centrale nelle strategie industriali italiane ed europee.
Per il settore marittimo, chiamato nei prossimi anni ad affrontare le sfide della decarbonizzazione e dei cambiamenti climatici, la collaborazione tra pubblico e privato diventa sempre più uno degli strumenti chiave per coniugare competitività economica e tutela dell’ambiente.











































































































































































































































































































































































































































































