- 23/05/2026
- Redazione
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L’Unione Europea sospende i dazi sui fertilizzanti: meno costi per le aziende agricole dopo mesi di rincari e proteste
Arriva una prima risposta concreta all’emergenza costi che da mesi pesa sul comparto agricolo europeo. Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di sospendere per un anno i dazi doganali sui principali fertilizzanti a base di azoto, tra cui urea e ammoniaca, prodotti indispensabili per le attività agricole e diventati sempre più onerosi dopo l’escalation della crisi in Medio Oriente.
Una misura accolta con soddisfazione da Confagricoltura, che da tempo chiedeva un intervento urgente per contenere i rincari che stanno mettendo sotto pressione le imprese del settore.
Fertilizzanti, quanto pesa lo stop ai dazi
Secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli, la sospensione dei dazi rappresenta “una boccata d’ossigeno importante” in una fase definita estremamente critica per il comparto. I dazi incidevano infatti mediamente per circa il 6% sui costi dei fertilizzanti importati, aggravando ulteriormente una situazione già resa complessa dall’aumento dei prezzi energetici e dalle tensioni geopolitiche internazionali.
Il provvedimento entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e riguarda esclusivamente i fertilizzanti provenienti da Paesi diversi da Russia e Bielorussia, che restano escluse dal beneficio.
La Commissione europea potrà inoltre prorogare o sospendere la misura in base all’andamento del mercato e all’evoluzione dei prezzi.
Il pressing dell’Italia e la protesta a Strasburgo
Confagricoltura sottolinea anche il ruolo avuto dal governo italiano nel negoziato europeo. Secondo l’associazione, il lavoro diplomatico portato avanti dall’Italia avrebbe contribuito in modo decisivo a portare all’attenzione di Bruxelles le difficoltà degli imprenditori agricoli.
Determinante, evidenzia ancora l’organizzazione, anche la mobilitazione degli ultimi giorni. La “flash action” organizzata martedì scorso a Strasburgo ha infatti acceso i riflettori su un problema definito ormai “non più sostenibile” per il settore primario europeo.
Non basta: “Servono interventi su tasse e CBAM”
Per Confagricoltura, però, lo stop ai dazi non può essere considerato sufficiente. L’associazione chiede infatti un piano più ampio e strutturale per sostenere la competitività delle aziende agricole europee.
Tra le priorità indicate ci sono interventi immediati sulla fiscalità e sul CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ritenuto da molte imprese un ulteriore fattore di pressione sui costi produttivi.
L’obiettivo, secondo gli operatori del settore, è evitare che l’agricoltura europea perda competitività in una fase in cui i margini delle imprese sono già fortemente ridotti dall’aumento delle materie prime, dei costi energetici e delle tensioni internazionali.



























































































































































































































































































































































































































































