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Gasolio e fertilizzanti alle stelle, agricoltura in crisi: Coldiretti lancia l’allarme e chiede interventi immediati dell’UE

La crisi internazionale legata al Medio Oriente torna a colpire con forza anche l’economia reale italiana, e in particolare il settore agricolo. È da qui che parte l’allarme lanciato da Coldiretti durante la mobilitazione di Policoro, in Basilicata, dove oltre tremila agricoltori si sono riuniti per chiedere risposte concrete alle istituzioni europee.

Sul palco, insieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo, anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Un segnale chiaro: il settore primario è sotto pressione e rischia di non reggere senza interventi strutturali.

Costi fuori controllo: gasolio e fertilizzanti mettono in ginocchio le aziende

Il nodo principale resta quello dei costi di produzione, cresciuti in modo vertiginoso negli ultimi mesi. Il gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro al litro fino a punte di 1,51 euro, con aumenti persino superiori al diesel ordinario. Una dinamica che ha spinto Coldiretti a denunciare possibili speculazioni alle autorità competenti.

Non va meglio sul fronte dei fertilizzanti: il prezzo dell’urea ha raggiunto gli 835 euro a tonnellata, contro i 585 precedenti al conflitto. Un incremento che si traduce in un aggravio fino a 200 euro per ettaro per le aziende agricole italiane.

La richiesta all’Europa: un piano straordinario per difendere produzione e consumatori

Secondo Coldiretti, la fragile tregua in Medio Oriente rappresenta un’occasione da non perdere per attivare un piano europeo di sostegno. L’obiettivo è duplice: proteggere le imprese agricole e garantire la sicurezza alimentare dei cittadini.

Tra le misure richieste:

  • esclusione dei fertilizzanti dal sistema ETS per evitare distorsioni di mercato
  • rafforzamento degli investimenti in agricoltura di precisione
  • estensione del credito d’imposta alle aziende agricole, già previsto per il settore della pesca

L’innovazione tecnologica, in particolare, viene indicata come leva strategica per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire da un uso più efficiente delle risorse idriche.

Il peso dei cambiamenti climatici sul Sud Italia

A complicare ulteriormente il quadro è la crisi climatica, che colpisce in modo particolare il Mezzogiorno. Dall’inizio dell’anno, tre eventi estremi su quattro si sono verificati nel Sud e nelle Isole, tra nubifragi, grandinate e tempeste.

A queste emergenze si alternano periodi di siccità sempre più intensi, aggravati dalla carenza di infrastrutture idriche. In questo contesto, Coldiretti e Anbi hanno proposto un piano per la realizzazione di nuovi invasi, in grado di garantire acqua alle imprese e allo stesso tempo produrre energia pulita.

Fondi PAC e sostegno al settore: una partita ancora aperta

Un segnale positivo arriva dal recupero di 10 miliardi di euro della Politica Agricola Comune, che il Governo italiano è riuscito a ottenere evitando i tagli previsti inizialmente dalla Commissione europea.

Una boccata d’ossigeno per un settore strategico, ma che da sola non basta. La richiesta che arriva da Policoro è chiara: servono interventi rapidi, coordinati e strutturali a livello europeo per evitare che la crisi internazionale si trasformi in una crisi alimentare interna.

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