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Il cibo diventa leva geopolitica: il piano Confagricoltura 2050 punta su sicurezza alimentare, investimenti e Agricoltura 4.0

L’agricoltura cambia pelle e prova a ripensare il proprio ruolo nell’economia globale. Non più soltanto un comparto produttivo legato alla terra e alle materie prime, ma un settore strategico capace di incidere sulla sicurezza nazionale, sugli equilibri geopolitici e sulla competitività economica dell’Europa.

È questa la visione delineata da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che in un’intervista al Corriere della Sera ha anticipato i contenuti del “Manifesto dell’agricoltura del futuro”, il documento strategico che guarda al 2050 e che verrà sviluppato durante il forum “L’agricoltura, il futuro”, in programma a Milano fino al 9 maggio.

Secondo Giansanti, è necessario superare un approccio ormai superato: quello che considera l’agricoltura esclusivamente come un’attività primaria essenziale. Oggi, invece, il comparto agroalimentare rappresenta un asset economico e politico sempre più centrale.

“Si avverte sempre di più la necessità di uscire da un paradigma che ha sempre visto l’agricoltura come semplice produttrice di beni primari essenziali”, ha spiegato il presidente di Confagricoltura.

Sicurezza alimentare e autosufficienza: il nodo strategico per l’Europa

Uno dei temi centrali del Manifesto riguarda la sicurezza alimentare. Le tensioni internazionali degli ultimi anni, dalla guerra in Ucraina alle crisi energetiche e logistiche, hanno mostrato quanto la dipendenza produttiva dall’estero possa diventare un elemento di fragilità per i Paesi europei.

Per questo Confagricoltura punta a costruire una strategia di lungo periodo capace di rafforzare l’autosufficienza produttiva italiana ed europea, proteggendo al tempo stesso il mercato interno.

“Ci stiamo accorgendo tutti i giorni di cosa significhi essere dipendenti dagli altri”, osserva Giansanti, sottolineando come il cibo sia ormai diventato uno strumento di influenza internazionale.

“L’agroalimentare è diventato un’arma geopolitica”

Nel nuovo scenario globale, spiega il presidente di Confagricoltura, il settore agroalimentare ha assunto una dimensione geopolitica sempre più evidente.

Le produzioni agricole, le materie prime e le filiere alimentari non rappresentano più soltanto un fattore economico, ma anche uno strumento strategico nei rapporti tra Stati.

“In uno scenario mutevole il settore agroalimentare è ormai un’arma utilizzata per acquisire spazi maggiori nei rapporti tra Paesi”.

Un passaggio che fotografa il cambio di paradigma in atto: chi controlla produzione, approvvigionamenti e tecnologie agricole può influenzare stabilità economica e relazioni internazionali.

Innovazione e Agricoltura 4.0: la richiesta al governo

Tra le priorità indicate da Confagricoltura c’è anche il ritorno di strumenti di sostegno all’innovazione tecnologica. In particolare, Giansanti chiede di rilanciare il modello di Agricoltura 4.0 attraverso nuovi incentivi fiscali e crediti d’imposta.

L’obiettivo è accelerare la modernizzazione delle imprese agricole, migliorandone produttività, sostenibilità e competitività.

Secondo il presidente di Confagricoltura, servono inoltre piani pluriennali in grado di attrarre investimenti privati e coinvolgere il sistema finanziario nello sviluppo del comparto.

“Serve affinché il mondo della finanza possa trovare nel rafforzamento del sistema un ritorno dei loro investimenti”, ha spiegato.

Il Manifesto per il 2050 nasce con il contributo della Bocconi

Il documento strategico promosso da Confagricoltura sarà elaborato anche con il contributo dell’Università Bocconi e punta a definire le direttrici di sviluppo del settore agricolo nei prossimi decenni.

L’obiettivo dichiarato è costruire una visione di lungo periodo capace di coniugare innovazione, sostenibilità economica e sicurezza alimentare, in un contesto internazionale sempre più instabile e competitivo.

La sfida, secondo Confagricoltura, sarà trasformare l’agricoltura in uno dei pilastri strategici della crescita europea.

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