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Gruppo CAP lancia un piano record da oltre 1 miliardo di euro: nuove reti, depuratori, AI generativa e interventi contro siccità e allagamenti

Un miliardo di euro per ripensare il servizio idrico della Città metropolitana di Milano e trasformarlo in un modello industriale sostenibile, digitale e resiliente ai cambiamenti climatici. È questo il cuore del nuovo Piano Industriale e di Sostenibilità al 2037 approvato dall’Assemblea dei Soci di Gruppo CAP, insieme al rinnovo del Consiglio di amministrazione che conferma Yuri Santagostino presidente e amministratore delegato.

Il piano rappresenta uno dei più grandi investimenti pubblici sul ciclo idrico in Italia e punta a rafforzare sicurezza dell’acqua, depurazione, economia circolare, produzione energetica e innovazione tecnologica, con una forte accelerazione sull’intelligenza artificiale e sulla resilienza ambientale.

Oltre un miliardo per acqua sicura, depurazione e lotta ai microinquinanti

Il nuovo Programma degli Interventi 2026-2033 raggiunge quota 925,4 milioni di euro, ma grazie all’estensione dell’affidamento fino al 2037 il valore complessivo degli investimenti supererà il miliardo di euro entro il decennio.

Una parte significativa delle risorse sarà destinata alla tutela della qualità dell’acqua e al contrasto dei microinquinanti emergenti, tema sempre più centrale nelle direttive europee ambientali. Solo su questo fronte Gruppo CAP investirà quasi 24 milioni di euro.

Previsti inoltre interventi sulla sicurezza delle reti acquedottistiche, sul potenziamento della depurazione e sull’adattamento climatico, con nuove infrastrutture per fronteggiare allagamenti, eventi estremi e stress idrico.

Santagostino: “Vogliamo trasformare investimenti in opere concrete”

Nella foto Yuri Santagostino, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP – Credit: Gruppo CAP

Per Yuri Santagostino “Con l’aggiornamento del Piano Industriale e di Sostenibilità, Gruppo CAP compie un salto di scala nella propria capacità di investimento e di programmazione”.

“Parliamo di una pianificazione orientata alla sicurezza idrica, alla resilienza delle reti, al contrasto dei microinquinanti emergenti, alla digitalizzazione e alla cybersecurity. Il nostro obiettivo è trasformare questi investimenti in opere concrete, innovazione e qualità del servizio, rafforzando il ruolo di Gruppo CAP come operatore pubblico industriale al servizio dei territori e della transizione ecologica”.

Una visione che mette la sostenibilità al centro non solo come obiettivo ambientale, ma anche come leva industriale e sociale.

Depuratori più efficienti e infrastrutture contro la crisi climatica

Tra gli interventi strategici figurano il completamento della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, il potenziamento della Centrale Pozzi di Cornaredo e il revamping tecnologico dei depuratori di Peschiera Borromeo, Truccazzano, Parabiago e Pero.

Ben 83 milioni di euro saranno destinati all’adattamento climatico, con opere dedicate al drenaggio urbano, vasche di laminazione e riduzione delle acque parassite, per rendere più resistente il sistema fognario metropolitano.

Il piano include anche la prosecuzione dei progetti PNRR “Città Spugna”, considerati strategici per migliorare la capacità delle città di assorbire gli effetti delle piogge intense e mitigare il rischio idrogeologico.

Falcone: “AI e digitalizzazione renderanno il servizio più efficiente”

Secondo il direttore generale Michele Falcone, la sfida adesso sarà trasformare rapidamente le risorse in cantieri e infrastrutture operative.

“La nostra priorità è trasformare le risorse stanziate in opere concrete, rispettando tempi e obiettivi del Piano”, ha spiegato.

“Allo stesso tempo stiamo investendo sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale come strumenti operativi per migliorare la gestione del servizio. Attraverso il nostro nuovo digital hub potremo monitorare le reti in tempo reale, ottimizzare l’uso della risorsa idrica, aumentare l’efficienza degli interventi e valorizzare ogni euro investito”.

Economia circolare ed energia: verso utility sempre più sostenibili

Il piano industriale accelera anche sulla transizione energetica e sull’economia circolare.

Attraverso CAP Evolution, il gruppo punta entro il 2026 a produrre autonomamente il 21% dell’energia elettrica necessaria alle proprie attività. Prosegue inoltre lo sviluppo dei poli industriali legati alla valorizzazione dei rifiuti e al recupero energetico, con l’integrazione delle attività di ZeroC, ALA e Neutalia.

Parallelamente continua il percorso di decarbonizzazione aziendale, con l’elettrificazione del 26% della flotta.

Conti solidi per sostenere la trasformazione green

A sostenere il piano sono anche i risultati economici del 2025: ricavi per 500,5 milioni di euro, EBITDA pari a 142,2 milioni e utile netto di 36,4 milioni.

Numeri che consentono a Gruppo CAP di affrontare la sfida infrastrutturale mantenendo alta la qualità del servizio e consolidando un modello di utility pubblica sempre più orientato a sostenibilità, innovazione e resilienza territoriale.

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