- 21/08/2025
- Redazione
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La NASA investe in tecnologie che hanno il potenziale per rivoluzionare l’esplorazione spaziale, incluso il modo in cui gli astronauti vivono nello spazio
Attraverso il Deep Space Food Challenge, la NASA, in collaborazione con la CSA (Canadian Space Agency), ha cercato nuovi sistemi di produzione alimentare in grado di fornire missioni di esplorazione spaziale umana di lunga durata con cibo sicuro, nutriente e gustoso.
I tre progetti vincitori della Deep Space Food Challenge
Il primo premio da 750.000 dollari è stato assegnato all’Interstellar Lab di Merritt Island, in Florida, per il sistema Nucleus (Nutritional Closed-Loop Eco-Unit System).
La tecnologia consente di coltivare verdure e funghi e allevare insetti da integrare nella dieta degli astronauti, fornendo ingredienti freschi per missioni di lunga durata. Interstellar Lab ha già avviato una partnership con l’azienda aerospaziale Vast per realizzare una stazione spaziale commerciale destinata anche alla ricerca sulle piante in microgravità.
“La NASA Deep Space Food Challenge è stata un catalizzatore fondamentale per Interstellar Lab, che ci ha spinto a perfezionare il nostro sistema NuCLEUS e plasmando direttamente lo sviluppo dell’Eden 1.0, ponendo le basi per le innovazioni nella ricerca sulla crescita delle piante per sostenere la vita sia nello spazio che sulla Terra”, ha dichiarato Barbara Belvisi, fondatrice e CEO di Interstellar Lab.
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Il secondo premio da 250.000 dollari è andato al team Sated (Safe Appliance, Tidy, Efficient & Delicious) di Boulder, Colorado, che ha sviluppato un elettrodomestico capace di cuocere il cibo in condizioni di microgravità grazie a una forza gravitazionale artificiale.
Il dispositivo permette di preparare pizze, torte al limone e quiche, ed è stato presentato durante l’evento finale dallo chef José Andrés. Il team sta lavorando per ampliare la gamma di ingredienti compatibili con l’apparecchio, come oli da cucina sintetici sicuri per lo spazio.
Ex aequo, il Team Nolux dell’Università della California, Riverside, ha ottenuto il secondo premio con il suo innovativo sistema di fotosintesi artificiale. Nolux (“senza luce”) permette di coltivare alimenti vegetali e fungini in camera oscura, stimolando la fotosintesi chimicamente attraverso l’acetato, una tecnologia potenzialmente preziosa per l’agricoltura nello spazio.
































































































































































































































































































