- 16/01/2026
- Simone Martino
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Il 20 gennaio Confagricoltura e Coldiretti scendono in piazza a Strasburgo contro l’accordo Mercosur. Gli agricoltori chiedono regole uguali per tutte le produzioni e garanzie per consumatori e imprese europee
Il 20 gennaio Strasburgo sarà il cuore di una mobilitazione europea che mette in primo piano le preoccupazioni dell’agricoltura continentale. Confagricoltura e Coldiretti, insieme agli agricoltori francesi della FNSEA, scenderanno in piazza davanti al Parlamento Europeo per chiedere un accordo Mercosur più equilibrato, che garantisca regole chiare e tutele concrete per le imprese e i consumatori europei.
Agricoltori europei in piazza contro l’accordo commerciale con i Paesi del Sud America
L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur – il blocco che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – è già stato firmato, ma senza misure che assicurino la reciprocità tra le parti. Secondo gli agricoltori italiani, ciò comporterebbe una competizione sleale: prodotti sudamericani realizzati con standard ambientali e di sicurezza inferiori potrebbero entrare sul mercato europeo, penalizzando i produttori locali.
“Chi vuole esportare verso l’UE deve rispettare le stesse regole produttive e ambientali dei nostri agricoltori”, spiega Confagricoltura. “Altrimenti, il Mercosur rischia di diventare un accordo sbilanciato a favore dei Paesi del Sud America, con l’unica eccezione del settore vino.”
Standard produttivi e tutela dei consumatori al centro della protesta
La mobilitazione di Coldiretti sottolinea inoltre i rischi per i cittadini: importare cibi prodotti senza le stesse tutele sull’ambiente, sul lavoro e sulla sicurezza alimentare significherebbe esporre i consumatori europei a standard più bassi. “È un’ingiustizia non solo verso gli agricoltori, ma verso l’intera collettività”, affermano i dirigenti di Coldiretti.
Martedì prossimo, a partire dalle ore 9:00 a Place de Bordeaux, circa mille agricoltori italiani si uniranno ai colleghi francesi per far sentire la propria voce. L’obiettivo è chiaro: ottenere meccanismi efficaci e tempestivi di tutela della produzione agricola europea e fermare un accordo che potrebbe rappresentare un pericoloso precedente per i futuri negoziati commerciali.




























































































































































































































































































































































































