Firma del protocollo d’intesa tra CREA, ANBI e CER per la gestione sostenibile dell’acqua in agricoltura
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Ricerca, gestione dell’acqua e sicurezza del territorio: a Fieragricola firmato un protocollo d’intesa tra CREA, ANBI e CER per un’agricoltura più sostenibile e resiliente

La gestione dell’acqua, la sicurezza del territorio e il futuro dell’agricoltura italiana passano sempre di più dalla capacità di fare sistema. È con questo obiettivo che CREA, ANBI e CER hanno firmato a Fieragricola un protocollo d’intesa quadriennale, mettendo in rete ricerca scientifica, consorzi di bonifica e mondo agricolo.

Un accordo che nasce in un momento cruciale, segnato da cambiamenti climatici, periodi di siccità sempre più frequenti e una crescente pressione sulle risorse naturali. La parola chiave è una sola: integrazione.

Un patto per rendere l’agricoltura più resiliente

L’intesa è stata sottoscritta dal presidente del CREA, Andrea Rocchi, dal presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, e dal presidente del CER, Nicola Dalmonte. L’obiettivo comune è trasformare la ricerca in strumenti concreti, capaci di migliorare la gestione dell’acqua, prevenire il dissesto idrogeologico e sostenere le imprese agricole.

«Mettiamo la ricerca al centro delle scelte operative», ha spiegato Rocchi. «Unire le competenze scientifiche del CREA con quelle tecniche e gestionali di ANBI e CER significa passare dalle strategie alle soluzioni reali, utili a chi ogni giorno produce cibo e tutela il territorio».

Dall’innovazione irrigua alla sicurezza del suolo

Il protocollo tocca alcuni dei nodi più urgenti per il settore agricolo:

  • gestione e tutela della risorsa idrica,

  • innovazione dei sistemi irrigui,

  • prevenzione del dissesto idrogeologico,

  • trasferimento delle conoscenze alle imprese agricole.

Temi centrali in un Paese come l’Italia, dove eventi estremi – dalle alluvioni alla siccità – stanno diventando la norma. L’accordo mira a integrare la conoscenza scientifica nelle politiche agricole e idriche, a livello regionale, nazionale ed europeo.

Ricerca sul campo e soluzioni subito applicabili

Per il Consorzio del Canale Emiliano Romagnolo, l’accordo rappresenta uno strumento operativo concreto. «Portiamo la ricerca dentro la gestione quotidiana delle infrastrutture irrigue», ha sottolineato Dalmonte. «Sperimenteremo nuove soluzioni per l’uso efficiente dell’acqua, l’ammodernamento delle reti e i sistemi di supporto alle decisioni, rendendo l’innovazione immediatamente applicabile».

Un esempio è il sistema Irriframe, uno strumento digitale che aiuta gli agricoltori a ottimizzare l’irrigazione, riducendo sprechi e consumi.

Formazione, bandi e coinvolgimento diretto delle imprese

CREA, ANBI e CER lavoreranno insieme anche su:

  • programmi di ricerca e sperimentazione,

  • attività di formazione e divulgazione,

  • partecipazione congiunta a bandi regionali, nazionali e internazionali.

Un aspetto chiave dell’accordo è il coinvolgimento diretto delle imprese agricole, chiamate a essere parte attiva nello sviluppo delle nuove soluzioni.

Una visione comune per l’acqua e il territorio

Secondo Francesco Vincenzi, presidente di ANBI, il protocollo rafforza il ruolo dei Consorzi di bonifica nelle politiche pubbliche: «Costruiamo un rapporto stabile tra ricerca scientifica e rappresentanza istituzionale, dando più forza alle istanze dei territori nei confronti di Regioni, Governo e Unione europea».

La firma a Fieragricola segna quindi un impegno condiviso: trasformare ricerca e innovazione in leve concrete per affrontare la crisi climatica, garantire una gestione sostenibile dell’acqua e rendere più competitiva l’agricoltura italiana.

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