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In vista del confronto del 2 ottobre a Bruxelles, Utilitalia chiede di tutelare i settori speciali, evitare doppie gare e valorizzare le infrastrutture digitali nazionali

Semplificare e armonizzare le regole europee sugli appalti pubblici e sulle concessioni, ma senza cancellare le specificità dei settori nei quali operano le utilities e senza trasformare la semplificazione in un nuovo carico burocratico.

È questa la posizione espressa da Utilitalia in vista del prossimo confronto sul nuovo Regolamento europeo in materia di appalti pubblici e concessioni.

La Federazione ha partecipato il 28 settembre alla riunione dedicata alla raccolta delle valutazioni degli stakeholder sulla proposta normativa. Il testo sarà quindi al centro della discussione delle Parti I, II e V, dedicate rispettivamente alle disposizioni generali, ai soggetti interessati e all’ecosistema digitale, in programma venerdì 2 ottobre a Bruxelles nell’ambito del Gruppo di lavoro del Consiglio dell’Unione europea.

Il punto di partenza di Utilitalia è chiaro: l’obiettivo di rendere più semplici e omogenee le regole europee è condivisibile, ma il nuovo quadro dovrà tenere conto delle caratteristiche dei servizi pubblici essenziali, in particolare nei comparti idrico, ambientale ed energetico.

Settori speciali, evitare l’assimilazione alle regole ordinarie

Uno dei nodi indicati dalla Federazione riguarda la disciplina dei cosiddetti settori speciali. Secondo Utilitalia, la definizione unitaria di “public buyer” prevista dall’articolo 6 del nuovo Regolamento non dovrebbe tradursi in un’assimilazione delle utilities alle regole applicabili ai settori ordinari.

La richiesta è quindi di chiarire il rapporto tra la nuova definizione e la disciplina specifica dei settori speciali, evitando sia un ampliamento del perimetro di applicazione delle norme sia l’introduzione di ulteriori obblighi.

Per la Federazione, la semplificazione passa dunque anche dalla capacità del nuovo quadro europeo di distinguere situazioni e operatori che presentano caratteristiche differenti, senza aggiungere procedure non necessarie.

Imprese pubbliche, niente seconda gara sullo stesso contratto

Un altro punto centrale riguarda le imprese pubbliche che si aggiudicano un contratto attraverso una procedura competitiva. Utilitalia propone che, quando un’impresa pubblica ha già ottenuto un contratto tramite gara, non debba essere obbligata a indire una seconda gara per gli affidamenti strettamente necessari alla sua esecuzione.

La motivazione indicata dalla Federazione è legata alla concorrenza: se il contratto principale è già stato assegnato attraverso una procedura competitiva, la concorrenza sarebbe stata garantita a monte. Una nuova procedura per le attività indispensabili all’esecuzione dello stesso contratto determinerebbe invece una duplicazione di tempi e oneri.

Da qui la richiesta di introdurre nel nuovo Regolamento un’esenzione esplicita per queste fattispecie.

Digitale, integrare ciò che già esiste

La proposta europea interviene anche sull’ecosistema digitale degli appalti, ed è proprio su questo terreno che Utilitalia chiede di evitare la costruzione di sistemi paralleli rispetto alle infrastrutture nazionali già operative.

Nel mirino della Federazione ci sono in particolare la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) e le piattaforme certificate.

La richiesta è che il nuovo ecosistema digitale europeo possa integrarsi con questi strumenti, valorizzando gli investimenti già effettuati da amministrazioni e imprese.

Utilitalia richiama inoltre il principio del “once only”, secondo il quale dati e informazioni dovrebbero essere trasmessi una sola volta, evitando che gli stessi soggetti siano costretti a fornire ripetutamente le medesime informazioni a sistemi diversi.

Per consentire un passaggio ordinato al nuovo sistema, la Federazione chiede infine che venga previsto un adeguato periodo transitorio.

Contratti pluriennali, criteri di selezione più proporzionati

Un’ulteriore proposta riguarda i criteri di selezione degli operatori economici nei contratti pluriennali.

Secondo Utilitalia, il limite relativo al fatturato minimo richiesto alle imprese dovrebbe essere calcolato sul valore annuo del contratto, anziché sul valore riferito all’intera durata dell’affidamento.

L’obiettivo indicato è evitare che la durata pluriennale di un contratto produca requisiti economici sproporzionati rispetto alle effettive caratteristiche dell’attività da svolgere.

La Federazione propone inoltre specifiche deroghe per l’acquisto di beni e servizi standardizzati e per opere considerate di particolare rilevanza per la pubblica incolumità, citando espressamente il caso delle dighe.

Barrile: «La semplificazione deve essere reale»

A sintetizzare la posizione di Utilitalia è Annamaria Barrile, Direttrice Generale della Federazione, che richiama la necessità di distinguere tra una vera semplificazione e un semplice trasferimento degli adempimenti su nuovi strumenti e procedure.

“Condividiamo l’obiettivo di rendere il quadro europeo degli appalti più semplice e armonizzato, ma la semplificazione deve essere reale e non tradursi in nuovi adempimenti per chi gestisce servizi pubblici essenziali”.

Da qui, secondo Barrile, la necessità di intervenire su tre direttrici: tutelare la specificità dei settori speciali, eliminare le duplicazioni procedurali e valorizzare le infrastrutture digitali già realizzate a livello nazionale.

Il confronto sul nuovo Regolamento europeo entra così in una fase importante. Per la Federazione, la sfida non è soltanto rendere uniformi le norme sugli appalti, ma fare in modo che l’armonizzazione europea produca effettivamente meno complessità per chi opera nei servizi pubblici essenziali, senza disperdere strumenti e investimenti già disponibili.

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