- 08/11/2026
- Redazione
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Le nuove regole sulle stoviglie di plastica riutilizzabili entreranno in vigore il 21 aprile 2027. Il MASE chiarisce che piatti, posate, cannucce e agitatori non conformi non potranno più essere commercializzati come riutilizzabili, neppure se già presenti nei magazzini
Dal 21 aprile 2027 piatti, posate, cannucce e agitatori per bevande in plastica potranno essere commercializzati come riutilizzabili soltanto se rispetteranno i requisiti tecnici stabiliti dalla normativa.
Il divieto riguarderà anche le scorte già presenti nei magazzini e nella rete distributiva, se non conformi ai nuovi standard. A chiarirlo è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), rispondendo a un interpello presentato da Confindustria.
La precisazione definisce i tempi entro cui le aziende dovranno adeguare la produzione e gestire le giacenze, escludendo la possibilità di ulteriori proroghe.
Cosa prevede la normativa sulle stoviglie riutilizzabili
Il chiarimento ministeriale riguarda l’articolo 14-bis del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50. La disposizione stabilisce le caratteristiche tecniche necessarie affinché piatti, posate, cannucce e agitatori in plastica possano essere definiti e venduti come prodotti riutilizzabili.
Secondo il MASE, il periodo di un anno previsto dalla legge rappresenta già la fase transitoria concessa alle imprese per adeguarsi alle nuove disposizioni e smaltire le scorte esistenti. Non è quindi previsto un ulteriore intervallo di tempo per commercializzare gli articoli che non rispettano i requisiti.
Dal 21 aprile 2027 nessuna deroga per le scorte non conformi
La conseguenza è precisa: dalla data indicata, soltanto i prodotti conformi potranno mantenere la qualifica di riutilizzabili.
Non sarà sufficiente che gli articoli siano stati acquistati, prodotti o immessi sul mercato prima della scadenza per poter continuare a venderli con questa denominazione.
Il Ministero ha escluso un’interpretazione che consentirebbe di prolungare ulteriormente lo smaltimento delle giacenze, perché comporterebbe un rinvio potenzialmente indefinito dell’applicazione della norma.
Imprese chiamate ad adeguare produzione e magazzini
Il chiarimento interessa direttamente produttori e distributori, che dovranno verificare la conformità degli articoli commercializzati, programmare gli eventuali adeguamenti e organizzare per tempo la gestione delle scorte.
La scadenza diventa quindi un riferimento essenziale per tutta la filiera, chiamata a evitare accumuli di prodotti che non potranno più essere venduti come riutilizzabili.
Assobioplastiche: «Il Ministero conferma la nostra interpretazione»
La risposta del MASE è stata accolta positivamente da Assobioplastiche. Il presidente Luca Bianconi ha sottolineato come il chiarimento confermi la lettura sostenuta dall’associazione fin dall’inizio.
«La risposta del Ministero fa chiarezza e conferma quella che per noi era l’interpretazione più naturale della norma: l’anno di differimento previsto dal legislatore è già il periodo concesso per adeguarsi e smaltire le scorte», dichiara Bianconi.
Il presidente invita quindi gli operatori a sfruttare i mesi ancora disponibili per pianificare la transizione: «Dal 21 aprile 2027 potranno essere venduti come riutilizzabili solo i prodotti conformi ai requisiti tecnici».
Un’indicazione che punta a favorire una gestione anticipata delle giacenze e degli investimenti necessari, evitando alle imprese di ritrovarsi con prodotti non più commercializzabili con tale qualifica.












































































































































































































































































