- 30/10/2026
- Redazione
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Dalla raccolta domestica alla produzione di biocarburanti, il recupero degli oli vegetali esausti è una risorsa per l’economia circolare. Il CONOE affronta il tema a Ecomondo 2026 tra industria, ricerca ed educazione ambientale
Finisce spesso in un contenitore dimenticato sotto il lavello, ma l’olio usato in cucina può avere una seconda vita e contribuire alla produzione di biocarburanti. Perché questo accada, però, deve essere raccolto correttamente e avviato agli impianti di recupero, anziché disperso nell’ambiente.
È una delle sfide dell’economia circolare che il CONOE, il Consorzio nazionale per la raccolta e il trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, porterà al centro di Ecomondo 2026, in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre.
Il tema va oltre la gestione dei rifiuti domestici. Il recupero degli oli alimentari usati mette in relazione le abitudini dei cittadini, l’organizzazione dei servizi di raccolta e le opportunità di una filiera industriale che punta a valorizzare materiali altrimenti destinati a essere scartati.
È proprio su questo legame che il CONOE concentrerà la propria partecipazione alla manifestazione, attraverso il confronto con istituzioni e imprese, la presentazione dei risultati delle attività consortili e iniziative rivolte a studenti e cittadini.
Dagli scarichi alla filiera del recupero: perché l’olio usato conta
L’olio alimentare esausto non è un rifiuto da eliminare senza attenzione. Se versato negli scarichi o disperso nell’ambiente, può contribuire all’inquinamento e rendere più complessa la gestione delle acque. Se invece viene raccolto e trattato correttamente, può diventare materia prima per nuovi processi produttivi, compresa la produzione di biodiesel.
Il principio è quello dell’economia circolare: recuperare ciò che può essere valorizzato, limitare gli sprechi e ridurre la necessità di ricorrere a nuove risorse. In questo percorso, la corretta raccolta rappresenta il primo passaggio di una catena che coinvolge famiglie, attività economiche, operatori ambientali e impianti di trattamento.
Anche un’abitudine apparentemente marginale, come conservare l’olio rimasto dopo una frittura o quello presente nei vasetti degli alimenti sott’olio, può quindi contribuire a rendere più efficiente il sistema. Perché il recupero funzioni, tuttavia, occorrono informazioni chiare e modalità di conferimento accessibili, oltre a una filiera capace di garantire qualità e tracciabilità.
Ecomondo 2026, il ruolo del CONOE nella transizione ecologica
Alla Fiera di Rimini, il CONOE sarà presente al padiglione Bologna 4, stand 104, per affrontare le prospettive ambientali, economiche e industriali del settore.
Uno dei momenti centrali sarà la presentazione del report sulle attività del Consorzio, prevista giovedì 5 novembre alle ore 11. Il documento offrirà l’occasione per approfondire il contributo della filiera al recupero degli oli vegetali esausti e i benefici collegati alla valorizzazione di questa risorsa, dalla tutela delle risorse idriche alla produzione di biocarburanti.
La crescita del settore dipende anche dalla capacità di costruire regole condivise. La qualità dei processi, la tracciabilità dei materiali e l’efficienza della raccolta saranno al centro del confronto tecnico sulla normazione, mentre il dialogo con rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica consentirà di affrontare le prospettive normative e industriali della filiera.
Un altro aspetto riguarda il rapporto tra cittadini e servizi ambientali. La collaborazione tra grande distribuzione, aziende di raccolta e gestori dei servizi può contribuire a rendere il conferimento più semplice e diffuso. Su questo tema è previsto anche un confronto con Utilitalia, Conad e Hera.
Il messaggio che attraversa questi incontri è concreto: non basta sapere che un materiale può essere recuperato. Servono infrastrutture, organizzazione e partecipazione per trasformare questa possibilità in un risultato effettivo.
Educazione ambientale, dalle scuole alle abitudini di casa
La sostenibilità passa anche dalla capacità di spiegare, soprattutto alle nuove generazioni, che cosa accade ai materiali dopo il loro utilizzo. Per questo il CONOE affiancherà al confronto istituzionale attività divulgative pensate per rendere il riciclo più comprensibile e vicino alla vita quotidiana.
Tra le iniziative ci sarà Robidone, un robottino telecomandato che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori e degli istituti tecnici con quiz e domande sulla raccolta differenziata e sul recupero degli oli esausti. L’obiettivo è utilizzare il gioco per stimolare curiosità e attenzione, mostrando come le scelte individuali possano incidere sulla gestione dei rifiuti.
Il tema entrerà anche nelle cucine grazie a Lucia Cuffaro, esperta di sostenibilità e autoproduzione, che giovedì 5 novembre alle ore 16.30 proporrà l’incontro Conserva il gusto, conserva l’ambiente. Attraverso una dimostrazione pratica e una degustazione di prodotti sott’olio, l’iniziativa mostrerà come gestire correttamente anche l’olio rimasto nei vasetti dopo aver consumato gli alimenti.
È un esempio di educazione ambientale che parte da un gesto ordinario, spesso sottovalutato, per parlare di recupero delle risorse e riduzione degli sprechi. La corretta gestione dell’olio, infatti, non riguarda soltanto quello utilizzato per friggere, ma anche i residui alimentari che possono essere raccolti e conferiti secondo le modalità previste dal proprio Comune o dal gestore locale.
Ricerca e nuove competenze per l’economia circolare
La filiera del recupero non riguarda soltanto la raccolta. Comprende anche conoscenze scientifiche, processi di trattamento e competenze tecniche che possono aprire nuove prospettive professionali.
Da questa consapevolezza nasce Idee che passano di mano, l’iniziativa conclusiva del programma del CONOE, in calendario venerdì 6 novembre con il coinvolgimento degli studenti del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Esperimenti, quiz e dimostrazioni pratiche permetteranno agli studenti delle scuole superiori di avvicinarsi alle caratteristiche chimiche dei materiali e ai processi di recupero, entrando in contatto con alcune delle competenze richieste dall’economia circolare.
Il rapporto tra scuola, università e imprese diventa così parte di una trasformazione più ampia: rendere la sostenibilità non soltanto un obiettivo ambientale, ma anche un ambito di ricerca, innovazione e sviluppo professionale.
La seconda vita dell’olio comincia da un gesto quotidiano
La partecipazione del CONOE a Ecomondo 2026 mette in evidenza una questione che unisce responsabilità individuale e organizzazione collettiva. Il recupero degli oli vegetali esausti può contribuire alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione delle risorse, ma richiede una raccolta corretta, servizi adeguati e una filiera in grado di trasformare il rifiuto in una nuova opportunità produttiva.
Il cambiamento comincia anche nelle case, con un gesto semplice: non disperdere l’olio usato e informarsi sulle modalità corrette per conferirlo. È da questa attenzione quotidiana, insieme al lavoro di operatori, imprese e istituzioni, che l’economia circolare può diventare una pratica concreta.
Perché una risorsa non si perde soltanto quando viene gettata via: si perde anche quando non sappiamo riconoscerne il valore.
























































































































































































































































































