- 30/07/2026
- Redazione
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Il Fondo Italiano per il Clima finanzia con 150 milioni di dollari la centrale idroelettrica di Rogun in Tagikistan: un progetto strategico per energia rinnovabile, sicurezza energetica e sviluppo sostenibile in Asia Centrale
Un investimento da 150 milioni di dollari per sostenere la transizione energetica del Tagikistan e rafforzare la sicurezza elettrica dell’intera Asia Centrale. È questo l’obiettivo del finanziamento concesso dal Fondo Italiano per il Clima (FIC), gestito da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), destinato alla realizzazione della centrale idroelettrica di Rogun.
L’accordo, siglato a Dushanbe, rappresenta un nuovo tassello nella collaborazione tra Italia e Tagikistan e punta a sostenere un’infrastruttura considerata strategica non solo per il Paese ma per l’intera area regionale.
A firmare l’intesa sono stati Giulio Dal Magro, responsabile Sovrani, Blending e Gestione Operazioni Cooperazione allo Sviluppo di CDP, e Faiziddin Qahhorzoda, ministro delle Finanze della Repubblica del Tagikistan.
Rogun, la diga che punta a diventare il cuore energetico del Tagikistan
Al centro dell’intervento ci sono i lavori sulla sponda destra della diga di Rogun, una delle opere idroelettriche più ambiziose mai realizzate in Asia Centrale.
La struttura è destinata a diventare il principale pilastro della rete elettrica tagika, aumentando la produzione di energia rinnovabile e contribuendo a ridurre la dipendenza da fonti fossili e le carenze energetiche che colpiscono il Paese soprattutto durante i mesi invernali.
Il progetto è sostenuto da un consorzio internazionale di dodici banche di sviluppo guidato dal Gruppo Banca Mondiale, mentre la realizzazione della diga principale è affidata al Gruppo Webuild.
L’obiettivo è costruire un’infrastruttura capace di garantire maggiore stabilità al sistema elettrico nazionale e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità di scambio energetico con i Paesi vicini.
Energia pulita e sicurezza regionale: il ruolo strategico della centrale
Oggi circa il 95% dell’elettricità prodotta in Tagikistan deriva già dall’energia idroelettrica generata lungo il fiume Vakhsh. La nuova centrale di Rogun rafforzerà ulteriormente questo modello, aumentando la capacità del Paese di produrre energia rinnovabile.
Una parte significativa della produzione, circa il 50%, sarà destinata all’esportazione verso Kazakistan e Uzbekistan, sostituendo progressivamente energia prodotta da fonti fossili e favorendo un mercato elettrico regionale più integrato.
L’opera avrà anche una funzione ambientale e di protezione del territorio: il sistema di dighe lungo il fiume Vakhsh potrà contare su una maggiore capacità di gestione delle risorse idriche e di contenimento del rischio di inondazioni.
Un progetto nel quadro del Global Gateway europeo
Per dimensioni e rilevanza strategica, la diga di Rogun è stata inserita tra i progetti flagship del Global Gateway, la strategia dell’Unione Europea dedicata allo sviluppo di infrastrutture sicure, sostenibili e resilienti nei Paesi partner.
L’iniziativa europea punta a mobilitare fino a 400 miliardi di euro entro il 2027 per sostenere investimenti nei settori della connettività, dell’energia, della salute e della transizione verde.
In questo contesto, Rogun rappresenta un esempio di cooperazione internazionale tra istituzioni finanziarie, governi e imprese per accelerare lo sviluppo di infrastrutture a basso impatto ambientale.
CDP e Banca Mondiale rafforzano la collaborazione sui progetti climatici
Per Cassa Depositi e Prestiti si tratta del primo cofinanziamento realizzato insieme al Gruppo Banca Mondiale e del primo intervento su un progetto di questa portata nell’area dell’Asia Centrale.
Contestualmente alla firma del finanziamento, CDP e il Gruppo Banca Mondiale hanno sottoscritto l’accordo di cofinanziamento dell’opera, rafforzando una partnership orientata al sostegno di iniziative ad alto impatto climatico e sociale.
L’operazione conferma il ruolo di CDP come istituzione finanziaria impegnata nella cooperazione allo sviluppo e nella promozione della transizione energetica nei Paesi partner.
Italia e Tagikistan, una nuova frontiera della cooperazione energetica
L’investimento nella diga di Rogun segna un passo importante nella strategia italiana di sostegno alle infrastrutture sostenibili nei mercati emergenti.
Attraverso il Fondo Italiano per il Clima, il nostro Paese rafforza il proprio ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici, puntando su progetti capaci di unire sviluppo economico, sicurezza energetica e riduzione delle emissioni.
La sfida per il Tagikistan è trasformare una risorsa naturale come l’acqua in un motore di crescita regionale. Rogun rappresenta uno dei progetti chiave di questa trasformazione.






















































































































































































































































