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A novembre calano i consumi petroliferi per il crollo della petrolchimica. Volano jet fuel, benzina e Gpl auto. Prezzi in discesa a fine mese

I consumi petroliferi continuano a rallentare, frenati da un fattore strutturale: la crisi della petrolchimica. Ma nel quadro complessivo non mancano segnali in controtendenza, a partire dal carburante per l’aviazione, che a novembre ha toccato il massimo storico per il mese, e dalla tenuta della benzina, tornata sui livelli più alti dell’ultimo decennio.

È una fotografia a luci e ombre quella che emerge dai dati di novembre dell’Unione Energia per la Mobilità (UNEM), che confermano una transizione in corso nei consumi energetici e nei diversi usi dei prodotti petroliferi.

Petrolchimica in affanno, è lei a trascinare il calo

Il dato più rilevante arriva dalla petrolchimica, che a novembre ha registrato una contrazione di 117 mila tonnellate rispetto allo stesso mese del 2024. Un crollo che da solo spiega oltre il 65% del calo complessivo dei consumi, pari a -180 mila tonnellate (-4,4%).

Una riduzione definita “strutturale”, che riflette la difficoltà del settore industriale e pesa in modo crescente sui bilanci complessivi dei consumi petroliferi.

Benzina e gasolio: segnali diversi

Sul fronte dei carburanti stradali, il quadro è più articolato.
La benzina venduta sulla rete si conferma in territorio positivo e resta sui massimi dal 2011, segno di una domanda che, almeno per ora, resiste.

Il gasolio motori, invece, mostra una lieve flessione (-0,8%, pari a -14 mila tonnellate), ma riesce nel complesso a tenere grazie alla crescita del canale extra-rete, che segna un +2,2% (+19 mila tonnellate).

Jet fuel da record, cresce ancora il Gpl auto

Tra i prodotti in maggiore espansione spicca il jet fuel, che a novembre registra un ulteriore aumento (+0,6%, +2 mila tonnellate) e stabilisce un record assoluto per il mese. Il massimo storico resta quello di luglio 2025, ma il dato conferma la vivacità del traffico aereo.

Buone notizie anche per il Gpl autotrazione, in crescita per il terzo mese consecutivo (+3,2%, +4 mila tonnellate), a dimostrazione di un interesse ancora vivo per le alimentazioni alternative più economiche.

Lubrificanti e bitumi in ripresa

Prosegue il trend positivo dei lubrificanti, considerati un indicatore anticipatore dell’andamento della produzione industriale. A novembre l’aumento è stato del 3,6% (+1.200 tonnellate), con il comparto industria in forte crescita (+6,3%) e quello motori in lieve progresso (+1,1%). È l’ottavo incremento consecutivo.

Segno più anche per i bitumi, che crescono del 3,1%, favoriti da un mese poco piovoso che ha consentito una maggiore continuità nei lavori di manutenzione stradale.

Bunker marina in forte calo per le nuove regole ambientali

Deciso il calo del bunker marina, che perde il 13,8% (-26 mila tonnellate). Il dato riflette il progressivo spostamento dai volumi di olio combustibile (-33,8%) al gasolio (+35,4%), in seguito all’entrata in vigore, dal 1° maggio, delle norme ambientali legate alla trasformazione del Mar Mediterraneo in area SECA (a controllo delle emissioni).

Prezzi: rialzo a inizio mese, poi la discesa

A novembre i prezzi al consumo si sono attestati in media a 1,718 euro al litro per la benzina e 1,680 euro per il gasolio. Valori in linea con il rialzo dei mercati internazionali nella prima parte del mese, influenzati dalle tensioni legate al conflitto russo-ucraino, che hanno limitato l’offerta – soprattutto di gasolio.

Nell’ultima parte di novembre, però, è iniziata una nuova fase di ribasso, tuttora in corso. Sul fronte dei prezzi industriali, al netto delle tasse, benzina e gasolio restano inferiori di 2,6 centesimi al litro rispetto alla media dell’area euro.

Leggi anche: La mobilità stradale spinge i consumi di carburanti, ma la petrolchimica frena le vendite totali

Il bilancio degli undici mesi: consumi in calo del 3,2%

Guardando ai primi undici mesi del 2025, le vendite al mercato nazionale hanno raggiunto 46,7 milioni di tonnellate, in calo del 2,9% (-1,4 milioni di tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2024, anche per effetto di tre giorni lavorativi in meno.

Crescono i consumi complessivi di benzina (+3,6%) e jet fuel (+2,3%), mentre il gasolio totale cala dell’1,4%, quasi interamente per la riduzione del gasolio motori. In lieve aumento lubrificanti e Gpl, bitumi sostanzialmente stabili.

Nel complesso, i consumi petroliferi totali si attestano a 51,5 milioni di tonnellate, con una flessione del 3,2% (-1,7 milioni di tonnellate). A pesare maggiormente sono ancora una volta la petrolchimica, che da sola rappresenta il 56% del calo, e la forte riduzione dei bunkeraggi (-26%).

Un quadro che conferma come il mercato petrolifero italiano stia cambiando volto, tra crisi industriali, nuovi equilibri ambientali e consumi sempre più selettivi.

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