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Se si modificasse l’itinerario del 3% dei voli, entro il 2040 si potrebbe abbattere di oltre il 50% l’effetto climalterante delle contrail, le scie di condensazione lasciate in cielo dagli aerei al loro passaggio

E’ quanto emerge dal nuovo report di Transport & Environment “Contrail avoidance: aviation’s climate opportunity of the decade – A smart solution at low cost”. Secondo l’analisi di T&E, il carburante addizionale utilizzato per “allungare” gli itinerari ed evitare così la formazione di scie, corrisponderebbe a un incremento del solo 0,5% dei consumi, su base annua, dell’intera aviazione civile globale.

I singoli voli la cui rotta andrebbe modificata, a fronte di un incremento di carburante del 5% circa, potrebbero ridurre dell’80% l’effetto climalterante delle scie.

Allungare le traiettorie per ridurre le contrail

Secondo l’analisi di T&E, evitare la formazione di contrails è una no regrets strategy: infatti, l’effetto climatico netto è sempre positivo, poiché i benefici derivanti dalla mancata formazione di scie sono sempre maggiori – tra le 15 e le 40 volte – degli impatti delle emissioni addizionali di CO2 generate dal cambio delle traiettorie di volo.

Inoltre, tali benefici aumenteranno con il miglioramento delle tecnologie di osservazione (satelliti e telecamere da terra), di previsione metereologica e relative ai sensori di umidità.

Secondo Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia “All’industria aeronautica viene offerto un modo semplice ed estremamente economico per ridurre il proprio impatto sul clima. Alcuni operatori del settore tendono a ignorare il problema delle scie di condensazione, ma i benefici climatici associati alla loro mancata formazione sono enormi, e le soluzioni per mitigare il fenomeno migliorano di giorno in giorno. Identificando e modificando le traiettorie di quei pochissimi voli che causano la gran parte dei contrail, possiamo avere un effetto immediato sugli impatti climatici dell’aviazione. Non è più ora di discutere se sia necessario farlo, ma di come farlo”.

Le scie di condensazione sono le “non-CO2 emissions” ad impatto maggiore

Le emissioni e gli effetti climalteranti dell’aviazione diversi rispetto a quelli delle sole emissioni di CO2 sono almeno pari a queste ultime. In particolare, sono proprio le scie di condensazione – create dagli aerei che volano in condizioni di aria fredda e umida – ad avere l’impatto maggiore tra le cosiddette “non-CO2 emissions”.

La maggior parte di queste scie si dissolve in pochi minuti, ma in determinate condizioni possono persistere nell’atmosfera, diffondersi e diventare cirri artificiali, capaci di determinare un effetto netto di riscaldamento.

Latitudine e orario del volo incidono sull’impatto delle scie

La geografia e la latitudine del volo hanno una forte incidenza in termini di impatto climatico delle scie. I voli sopra il Nord America, l’Europa e la regione dell’Atlantico settentrionale, nel 2019, hanno causato oltre la metà del riscaldamento globale derivante da contrail.

Anche gli orari di volo concorrono a determinare gli effetti climatici delle scie: quelle formate dai voli serali e notturni hanno l’impatto maggiore. Altrettanto vale per la stagionalità: le scie con l’effetto più pronunciato tendono a formarsi in inverno.

Evitare la formazione di scie è particolarmente economico

Ridurre le emissioni di un volo intercontinentale costerebbe 2 euro a biglietto. Dallo studio emerge che deviare la traiettoria di un volo intercontinentale da Roma a Montreal, con il fine di ridurre la formazione di scie e utilizzando una stima conservativa, costerebbe appena 2.09€ a biglietto (o meno di 1€ per un volo intraeuropeo come Milano-Stoccolma).

Questo valore tiene conto sia dei costi legati all’incremento di carburante, sia a quelli di tutte le tecnologie necessarie per evitare la creazione di contrail (sensori di umidità, satelliti, ecc.).

Per ogni tonnellata di CO2 equivalente abbattuta, questa strategia è oltre 15 volte più economica di altre soluzioni climatiche come la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS). Evitare la formazione di scie di condensazione è una soluzione che andrebbe adottata su larga scala nell’arco di questo decennio, agendo con decisione per limitare l’impatto del settore aereo nel breve termine.

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La strategia T&E per ridurre l’inquinamento da scie: monitorare, prevenire, finanziare

Compagnie aeree, start-up e altri soggetti stanno già attuando progetti per ridurre la formazione di contrail.

Nel 2023 è stato condotto un test su 70 voli, in cui è stata evitata la formazione del 54% di contrail con una penalità – in termini di consumo di carburante – stimata al 2% per i vettori coinvolti nel test.

Per garantire che la prevenzione della formazione di scie avvenga su larga scala, T&E raccomanda che il monitoraggio delle stesse avvenga su tutti i voli in partenza e in arrivo nell’UE a partire dal 2027; e che le autorità regolatorie adottino misure di prevenzione della formazione di contrail nello spazio aereo europeo.

L’UE dovrebbe inoltre finanziare la ricerca in questo campo e offrire incentivi a produttori e compagnie aerei che per primi si impegneranno su questo fronte, almeno sin quando le tecnologie non diventeranno il nuovo standard.

Infine, sebbene evitare le scie porterebbe a significativi benefici per il clima, ciò non rende meno urgente la riduzione delle emissioni di CO2 del settore dell’aviazione, il cui impatto sul clima rimane significativo.

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