- 02/11/2026
- Luca Martino
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Oltre 100 esperti e rappresentanti dei Paesi membri si sono riuniti a Parigi per simulare emergenze, testare risposte coordinate e individuare nuove strategie per diversificare le forniture di terre rare e materie prime strategiche
La sicurezza delle materie prime critiche è diventata ormai una questione strategica per l’economia mondiale. Le Terre rare come il tungsteno e altri materiali indispensabili per le tecnologie avanzate, la transizione energetica, l’industria automobilistica e la difesa rappresentano risorse sempre più importanti.
La loro disponibilità però non può essere data per scontata in quanto un’interruzione delle forniture, una crisi del mercato o una dipendenza eccessiva da pochi canali di approvvigionamento possono mettere a rischio interi comparti produttivi.
È in questo scenario che si è inserita l’iniziativa dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), che ha riunito a Parigi oltre 100 rappresentanti dei Paesi membri, insieme a esperti del mercato e dell’industria, per due giornate di esercitazioni e confronto dedicate alla sicurezza delle materie prime critiche.
L’appuntamento, organizzato nell’ambito del programma Critical Minerals Security Programme, ha avuto un obiettivo preciso: verificare quanto i governi siano preparati ad affrontare eventuali interruzioni degli approvvigionamenti e individuare strumenti concreti per rendere le catene di fornitura più solide, diversificate e resilienti.
Non si è trattato soltanto di un confronto teorico ma i partecipanti sono stati chiamati a simulare situazioni di crisi, valutare possibili risposte politiche e diplomatiche e misurarsi con le difficoltà che potrebbero emergere in uno scenario di forte tensione sui mercati internazionali.
Terre rare e sicurezza degli approvvigionamenti: perché l’IEA accelera
Il dato che emerge dall’iniziativa è significativo: rispetto alle precedenti edizioni, il numero dei partecipanti è raddoppiato. Un segnale che riflette la crescente attenzione internazionale verso la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche.
Anche la durata dell’incontro è stata estesa a due giornate, per consentire un’analisi più approfondita di due questioni strettamente collegate: la gestione delle emergenze nell’immediato e la costruzione di strategie di diversificazione capaci di produrre risultati nel lungo periodo.
La questione è particolarmente rilevante per le terre rare, elementi essenziali per numerosi settori industriali strategici: dall’automotive all’energia, fino alle tecnologie ad alto contenuto tecnologico.
La loro importanza economica e industriale rende necessario non soltanto garantire la continuità delle forniture, ma anche sviluppare una maggiore capacità di reazione di fronte a eventuali shock.
L’esercitazione sulle terre rare: due scenari per simulare una crisi
La prima giornata è stata dedicata a un’esercitazione pratica, strutturata attraverso simulazioni da tavolo (Table-Top Exercise), incentrata proprio sulle terre rare.
I governi partecipanti hanno dovuto confrontarsi con scenari realistici di interruzione delle forniture e possibili evoluzioni del mercato, verificando la propria capacità di individuare i rischi, definire risposte adeguate e coordinare gli interventi con i partner internazionali.
In particolare, sono state simulate due situazioni differenti, ma entrambe potenzialmente problematiche.
La prima riguardava un’interruzione improvvisa delle forniture di terre rare, uno scenario che richiederebbe interventi tempestivi per limitare le conseguenze sulle attività industriali e sui mercati.
La seconda prendeva invece in considerazione pressioni prolungate sul mercato, tali da compromettere la sostenibilità economica dei progetti destinati a diversificare le fonti di approvvigionamento.
Questo secondo scenario ha messo in evidenza una questione spesso sottovalutata: non basta individuare nuove fonti di materie prime ma occorre anche fare in modo che i progetti alternativi siano economicamente sostenibili e possano rimanere operativi nel tempo.
Le simulazioni hanno quindi permesso di evidenziare la necessità di lavorare contemporaneamente su due fronti: la preparazione alle emergenze e la costruzione di catene di approvvigionamento capaci di resistere alle tensioni di mercato nel lungo periodo.
Negoziati e cooperazione internazionale: la risposta non può essere isolata
L’esercitazione non si è limitata alla valutazione dei rischi in quanto i partecipanti sono stati coinvolti in intense discussioni e negoziati simulati, con l’obiettivo di esplorare possibili risposte bilaterali e multilaterali.
Il confronto ha permesso di individuare gli ambiti nei quali un maggiore coordinamento internazionale potrebbe migliorare la preparazione dei governi e rendere più efficaci le strategie di intervento.
E’ emerso, dunque, che davanti a una crisi delle materie prime critiche, la risposta dei singoli Paesi potrebbe non essere sufficiente. La cooperazione internazionale diventa quindi un elemento essenziale per affrontare eventuali interruzioni delle forniture e ridurre le vulnerabilità dei sistemi produttivi.
Tungsteno e terre rare: la diversificazione passa dai progetti industriali
La seconda giornata ha spostato l’attenzione dalla gestione delle emergenze alle soluzioni di lungo periodo.
Al centro dei lavori sono finite le strategie concrete per diversificare le catene di approvvigionamento, con un’attenzione particolare alle terre rare e al tungsteno, minerale strategico utilizzato in numerose applicazioni nei settori energetico, della difesa e dei componenti industriali.
I partecipanti, organizzati in gruppi di lavoro, hanno esaminato le opportunità offerte dai progetti strategici, valutando gli strumenti di politica pubblica e di mercato che potrebbero favorire la diversificazione delle forniture.
Un’attenzione specifica è stata riservata anche alle dipendenze che riguardano tecnologie, attrezzature, prodotti chimici e competenze tecniche specialistiche.
La realizzazione di nuovi progetti industriali, infatti, non dipende esclusivamente dalla disponibilità delle materie prime, ma anche dall’accesso a macchinari, tecnologie, sostanze e conoscenze necessarie per trasformarle e renderle disponibili sul mercato.
Individuare questi punti critici significa anticipare possibili ostacoli e intervenire per evitare che nuove iniziative di diversificazione rimangano bloccate prima ancora di diventare operative.
Nuovi strumenti IEA per valutare investimenti e politiche industriali
Tra gli elementi più rilevanti del workshop figurano anche due nuovi strumenti analitici sviluppati dall’Agenzia internazionale dell’energia: il Critical Minerals Information Dashboard e il Policy Tool Simulator.
Si tratta di strumenti pensati per aiutare i governi a valutare le opportunità legate ai progetti strategici, esplorare possibili partenariati internazionali e analizzare gli effetti delle diverse misure di politica pubblica.
In particolare, i partecipanti hanno potuto esaminare come le scelte dei governi possano influenzare la redditività economica dei progetti e i relativi costi per la finanza pubblica.
L’obiettivo è fornire elementi concreti per comprendere quali interventi possano sostenere la nascita di nuove iniziative industriali e favorire una maggiore diversificazione delle forniture.
Le esercitazioni hanno inoltre evidenziato la necessità di affrontare i colli di bottiglia legati alle tecnologie specialistiche e alle competenze indispensabili per portare a termine i nuovi progetti e avviarne concretamente l’attività.
L’IEA rafforza il programma sulle materie prime critiche: verso una procedura per le emergenze
Il formato pratico e interattivo dell’iniziativa è stato accolto positivamente dai partecipanti, che hanno apprezzato la possibilità di mettere alla prova diversi approcci di politica pubblica, condividere esperienze e individuare nuove opportunità di cooperazione.
L’iniziativa si inserisce in un percorso internazionale più ampio. La Dichiarazione ministeriale dell’IEA del febbraio 2026 e la Dichiarazione dei leader del G7 del giugno 2026 hanno infatti richiamato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale sulla sicurezza delle materie prime critiche.
In questo quadro, l’Agenzia internazionale dell’energia intende potenziare ulteriormente il proprio Critical Minerals Security Programme, consolidandone il ruolo di piattaforma internazionale di riferimento per migliorare la preparazione alle emergenze e accelerare la diversificazione delle catene di approvvigionamento.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’esperienza maturata dall’IEA nel settore della sicurezza degli approvvigionamenti petroliferi. Facendo leva su questo patrimonio di competenze, l’Agenzia sta lavorando con i Paesi membri per valutare la possibilità di sviluppare una procedura strutturata di risposta alle emergenze anche per le materie prime critiche.
È un’evoluzione importante: le competenze e i meccanismi sviluppati per affrontare le crisi petrolifere potrebbero contribuire a costruire un sistema più organizzato di gestione delle emergenze anche per materiali diventati indispensabili per l’economia e l’industria contemporanee.











































































































































































































































































































































































































































