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Il caro energia condiziona sempre più la vita quotidiana: l’88% degli italiani considera le bollette un peso per il bilancio familiare e l’86% teme gli effetti di clima ed energia sulla qualità della vita nei prossimi dieci anni

Il caro energia entra sempre più nelle case degli italiani e non è soltanto una questione di bollette: per molte famiglie il costo dell’energia si traduce in una scelta concreta, quella di rinunciare a riscaldare d’inverno o raffrescare d’estate la propria abitazione in modo adeguato.

A fotografare il fenomeno è l’indagine “Crisi climatica, questione energetica e qualità della vita dei cittadini”, realizzata dall’Istituto Piepoli per RENAEL, Rete nazionale delle agenzie energetiche locali, e presentata a Roma nell’ambito di Green Horizon 2026, il Meeting nazionale delle Agenzie Energetiche Locali.

Secondo la ricerca, il 61% degli italiani dichiara di aver rinunciato almeno una volta nell’ultimo anno a riscaldare o raffrescare adeguatamente la propria casa per ragioni economiche. Una percentuale che sale al 69% tra gli under 35 e raggiunge il 71% nel Sud e nelle Isole.

RENAEL: “Clima ed energia non sono più temi separati”

Benedetta Brighenti, direttrice generale di RENAEL e presidente di AESSFoto: Benedetta Brighenti, direttrice generale di RENAEL e presidente di AESS

«Questi dati dimostrano che clima ed energia non sono più temi separati: sei italiani su dieci hanno dovuto rinunciare a riscaldare o raffrescare adeguatamente la propria casa per ragioni economiche. È un dato che la politica non può ignorare».

A sottolinearlo è Benedetta Brighenti, direttrice generale di RENAEL e presidente di AESS, secondo cui le agenzie locali per l’energia possono avere un ruolo importante nell’accompagnare territori e famiglie nella transizione.

Le agenzie energetiche locali sono conosciute soltanto dal 45% degli italiani. Ma, una volta spiegato il loro ruolo, l’83% degli intervistati considera utile la loro presenza sul territorio.

L’obiettivo indicato da RENAEL è quindi quello di essere sempre più al fianco di Comuni, famiglie e comunità più fragili, trasformando la transizione energetica in interventi concreti capaci di migliorare la qualità della vita e di affrontare anche le conseguenze del caro energia.

Caro energia, così il costo delle bollette incide sulle famiglie

Il caro energia è ormai strettamente legato alla percezione della qualità della vita. Per l’88% degli italiani, infatti, i costi dell’energia pesano molto o abbastanza sul bilancio familiare.

Il dato aiuta a comprendere perché il caro energia non venga più percepito soltanto come una questione economica, ma come un problema capace di incidere sulle abitudini quotidiane e sul benessere delle persone.

Per una parte consistente delle famiglie, infatti, contenere le spese energetiche significa anche ridurre il ricorso al riscaldamento o al condizionamento, con conseguenze sulla possibilità di mantenere un ambiente domestico confortevole durante i periodi di caldo o di freddo più intenso.

La difficoltà economica si inserisce inoltre in un quadro di crescente attenzione alla crisi climatica. Per l’87% degli italiani, il cambiamento climatico è ormai un problema vicino alla propria vita quotidiana, mentre l’88% ritiene che negli ultimi anni gli eventi meteorologici estremi siano diventati più frequenti nel territorio in cui vive.

Caro energia e crisi climatica: una preoccupazione sempre più concreta

Il legame tra caro energia e crisi climatica emerge con particolare evidenza quando si guarda alla qualità della vita.

L’86% degli italiani ritiene che la crisi climatica abbia effetti sul benessere complessivo e sulla salute fisica. Negli ultimi dodici mesi, inoltre, il 64% degli intervistati ha sperimentato direttamente ondate di calore o temperature particolarmente elevate.

Gli effetti del cambiamento climatico vengono percepiti già oggi, mentre il caro energia rende più difficile per alcune famiglie affrontare i costi necessari per riscaldare o raffrescare adeguatamente le abitazioni.

Under 35 e Sud i più esposti

La rinuncia al riscaldamento o al raffrescamento per motivi economici presenta differenze significative tra le diverse fasce della popolazione.

Tra gli under 35, la percentuale arriva al 69%, mentre nel Sud e nelle Isole raggiunge il 71%.

Numeri che mostrano come il caro energia possa assumere un peso diverso a seconda delle condizioni economiche e del territorio, soprattutto quando alle spese energetiche si sommano le conseguenze delle temperature estreme.

Solo un italiano su quattro promuove l’azione dei Comuni

Se il problema è percepito con chiarezza, meno positiva è la valutazione delle risposte messe in campo a livello locale.

Solo un italiano su quattro ritiene che il proprio Comune si stia impegnando adeguatamente contro gli effetti del cambiamento climatico.

Tra gli interventi maggiormente richiesti dai cittadini c’è l’aumento di alberi, parchi e aree verdi urbane, indicato dal 52% degli intervistati.

Il 76% considera inoltre utile la presenza di un rifugio climatico nel proprio quartiere, uno spazio destinato a offrire protezione durante le ondate di calore e altri eventi meteorologici estremi.

Dalla lotta al caro energia alla transizione energetica

L’85% degli italiani chiede che le comunità locali siano maggiormente coinvolte nelle decisioni sulla transizione energetica.

Il tema del caro energia si intreccia così con quello delle politiche energetiche di lungo periodo. Per i cittadini, la transizione non riguarda soltanto grandi investimenti e obiettivi nazionali, ma deve produrre effetti concreti sulla vita quotidiana, sui consumi e sui costi sostenuti dalle famiglie.

Il 76% favorevole a un Ministero del Clima

Sul piano nazionale, il 76% degli italiani si dichiara favorevole all’istituzione di un Ministero del Clima, incaricato di coordinare le politiche del Governo su salute, ambiente, energia, infrastrutture ed economia.

La richiesta arriva mentre resta alta la preoccupazione per il futuro: l’86% degli intervistati teme infatti che crisi climatica e questione energetica possano avere un impatto significativo sulla qualità della vita nei prossimi dieci anni.

In questo scenario, il caro energia rappresenta una delle manifestazioni più concrete del rapporto tra cambiamento climatico, sistema energetico e condizioni economiche delle famiglie.

Green Horizon 2026, oltre 80 amministratori locali a confronto

I risultati dell’indagine sono stati presentati a Roma durante Green Horizon 2026, il Meeting nazionale delle Agenzie Energetiche Locali promosso da RENAEL.

All’evento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, enti locali e organismi del settore, tra cui l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi, Antonella Galdi di ANCI e rappresentanti di Commissione europea, MASE, ENEA, MEF, Unioncamere e CNR.

Sono stati oltre 80 i sindaci e gli amministratori locali presenti alla giornata, dedicata alla riqualificazione energetica degli edifici, all’efficienza energetica, alle risorse europee, all’economia circolare, ai distretti energetici, alle Comunità Energetiche Rinnovabili e alla digitalizzazione.

L’indagine dell’Istituto Piepoli per RENAEL è stata realizzata dal 15 al 22 settembre 2026 attraverso 1.000 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta.

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