- 22/09/2026
- Redazione
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Il 2025 ha segnato un nuovo record per le energie pulite, ma la corsa non basta: per centrare gli obiettivi rinnovabili 2030 servirà installare in media 1.200 GW di nuova capacità ogni anno, insieme a più reti, accumuli ed elettrificazione
La crescita delle energie rinnovabili ha raggiunto nel 2025 un nuovo massimo, con 693 gigawatt di nuova capacità installata nel mondo, portando la potenza complessiva da fonti rinnovabili a 5,15 terawatt alla fine dell’anno. Un risultato che conferma la rapidità con cui il sistema energetico globale sta cambiando, ma che, letto alla luce degli obiettivi fissati per il prossimo decennio, mostra anche quanto sia ancora ampia la distanza da colmare.
L’obiettivo internazionale prevede infatti di triplicare la capacità rinnovabile fino a 11,2 terawatt entro il 2030, un traguardo che richiederebbe nei prossimi anni un’accelerazione significativa rispetto ai ritmi attuali. Secondo il nuovo rapporto pubblicato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), insieme alla Presidenza della COP31 e alla Global Renewables Alliance, tra il 2026 e il 2030 sarà necessario aggiungere in media 1.200 GW di nuova capacità ogni anno.
Si tratta di un ritmo che dà la misura della trasformazione richiesta: nel solo periodo 2026-2030 il mondo dovrebbe installare una quantità di nuova capacità rinnovabile superiore a quella realizzata complessivamente negli anni precedenti. Il record registrato nel 2025 rappresenta quindi un passo importante, ma non modifica la dimensione della sfida che attende governi, imprese e operatori del settore.
Reti elettriche e investimenti, il nodo da sciogliere
La valutazione contenuta nel rapporto Delivering on the UAE Consensus: Tracking progress toward tripling renewable energy capacity and doubling energy efficiency by 2030, presentato durante la Climate Week di New York, riguarda i progressi compiuti dopo gli impegni assunti con il Consenso degli Emirati Arabi Uniti alla COP28 e individua alcuni dei principali ostacoli che potrebbero rallentare la crescita prevista.
Tra questi c’è soprattutto la rete elettrica, che in molte aree non si è sviluppata alla stessa velocità degli impianti rinnovabili. La questione diventa particolarmente rilevante con l’aumento di solare ed eolico, perché una maggiore capacità di generazione richiede infrastrutture in grado di trasportare l’elettricità, gestire variazioni della produzione e distribuire l’energia nei luoghi e nei momenti in cui la domanda è maggiore.
Per questo, secondo il rapporto, nel periodo 2026-2030 sarà necessario investire quasi 1.000 miliardi di dollari all’anno nelle reti, oltre il doppio rispetto al livello raggiunto nel 2025. Senza questo intervento, l’espansione della capacità produttiva rischia di incontrare un limite non nella disponibilità delle tecnologie, ma nella capacità del sistema di integrarle.
Il ruolo sempre più importante delle batterie
La necessità di rendere il sistema elettrico più flessibile sta facendo crescere anche il ruolo dei sistemi di accumulo, che consentono di conservare l’energia prodotta in un determinato momento per utilizzarla successivamente, riducendo uno dei principali problemi legati alla variabilità di fonti come sole e vento.
I costi delle batterie hanno continuato a diminuire rapidamente: secondo il rapporto, tra il 2024 e il 2025 sono scesi del 30%, mentre rispetto al 2010 la riduzione raggiunge il 95%. Anche per questo l’integrazione tra impianti solari e sistemi di accumulo sta diventando sempre più frequente, tanto che nel 2025 circa un quarto dei grandi impianti fotovoltaici entrati in funzione a livello globale comprendeva soluzioni di questo tipo.
L’obiettivo è arrivare a sistemi capaci di fornire energia rinnovabile in modo più stabile durante l’intera giornata, combinando produzione, accumulo e gestione della domanda, in quella che viene sempre più spesso definita disponibilità rinnovabile “24/7”.
Il solare continua a trainare la crescita
All’interno di questo scenario il fotovoltaico occupa una posizione centrale, grazie a una crescita delle installazioni che continua a stabilire nuovi record. Il rapporto prevede che entro il 2030 l’incremento netto annuo della capacità solare possa arrivare a raddoppiare rispetto ai livelli del 2025, consolidando il ruolo della tecnologia nella trasformazione del sistema elettrico.
Anche considerando insieme solare ed eolico, il cambiamento previsto è particolarmente significativo: entro il 2030 le fonti rinnovabili variabili dovrebbero rappresentare circa il 62% della potenza elettrica installata nel mondo, contro il 35% registrato nel 2025, arrivando a superare la capacità complessiva associata ai combustibili fossili.
Un simile spostamento del baricentro della produzione elettrica rende però ancora più importante la capacità di programmare e gestire il sistema, soprattutto nei momenti in cui la produzione da fonti rinnovabili non coincide con i picchi della domanda.
Efficienza energetica, il secondo obiettivo è ancora lontano
Accanto alla crescita delle rinnovabili rimane aperto il capitolo dell’efficienza energetica, che nel quadro tracciato dal rapporto mostra progressi meno rapidi rispetto a quelli necessari per rispettare gli impegni internazionali.
Nel 2025 l’intensità energetica globale è migliorata di circa il 2%, mentre il ritmo necessario per centrare l’obiettivo previsto dal Consenso degli Emirati Arabi Uniti è pari al 4%. La differenza indica che l’aumento dell’offerta di energia pulita dovrà essere accompagnato da una riduzione dei consumi necessari per produrre beni e servizi e per soddisfare le esigenze quotidiane di famiglie e imprese.
In questo senso, la transizione energetica non riguarda soltanto la sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili, ma anche il modo in cui l’energia viene utilizzata, con l’obiettivo di ottenere gli stessi servizi consumando meno risorse.
L’elettrificazione diventa decisiva
L’aumento della produzione elettrica da fonti rinnovabili apre inoltre la strada a una maggiore elettrificazione di settori che oggi dipendono ancora in larga misura dai combustibili fossili, dai trasporti agli edifici fino a numerosi processi industriali. Il passaggio all’elettricità può infatti contribuire alla riduzione delle emissioni quando la generazione elettrica è alimentata sempre più da fonti pulite, oltre a migliorare l’efficienza di numerose tecnologie.
È su questa prospettiva che la Presidenza della COP31 intende concentrare una parte significativa della propria agenda, proponendo per il 2035 un obiettivo di elettrificazione pari al 35% dei consumi finali di energia. Il raggiungimento di questo traguardo richiederebbe interventi coordinati su edifici, trasporti e industria, accompagnati da reti più resilienti e da nuovi investimenti.
Anche la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale vengono indicate nel rapporto come strumenti che possono contribuire a gestire un sistema energetico progressivamente più complesso, aiutando a coordinare domanda e offerta e a utilizzare in modo più efficiente le infrastrutture disponibili.
Dalla Climate Week alla COP31 di Antalya
La pubblicazione del rapporto arriva in una fase nella quale gli obiettivi fissati alla COP28 vengono sottoposti a una nuova verifica e la COP31 di Antalya, in Turchia, si prepara a diventare un passaggio importante per definire il ritmo della prossima fase della transizione energetica.
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha sottolineato che la crescita delle rinnovabili sta continuando a produrre nuovi record, richiamando però la necessità di rimuovere gli ostacoli che ancora rallentano la transizione e di aumentare gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo. Francesco La Camera, direttore generale di IRENA, ha invece richiamato l’attenzione sulla necessità di intervenire contemporaneamente su reti, accumulo, generazione rinnovabile ed elettrificazione, soprattutto alla luce di una domanda di elettricità che sta crescendo più rapidamente delle attese.
La prospettiva delineata dal rapporto è quindi quella di una trasformazione che non può essere misurata soltanto contando i nuovi impianti installati ogni anno, perché la vera sfida dei prossimi anni sarà costruire attorno alle rinnovabili un sistema capace di trasportare, accumulare e utilizzare l’energia in modo affidabile.
Il record del 2025 dimostra che la capacità di crescita esiste, ma l’obiettivo rinnovabili 2030 richiede un salto di scala che coinvolge l’intera infrastruttura energetica: più produzione pulita, ma anche più reti, sistemi di accumulo, efficienza ed elettrificazione. È su questo terreno che si giocherà la distanza tra gli obiettivi fissati a livello internazionale e la loro effettiva realizzazione.


























































































































































































































































































































































































































