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Il MASE smentisce arretramenti su sicurezza ed efficienza delle caldaie: più controlli sugli impianti e regole mirate per ridurre consumi ed emissioni

Il nuovo schema di DPR sui controlli degli impianti termici non segna alcun arretramento sul fronte della sicurezza né sugli obiettivi di efficienza energetica. A chiarirlo è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), intervenendo dopo le perplessità espresse nei giorni scorsi da alcune associazioni e rilanciate sui media.

Il testo finito sotto osservazione, sottolinea il Ministero, non è definitivo, ma una bozza ancora in fase di elaborazione. Prima dell’approvazione dovrà infatti passare al vaglio della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato. Nel frattempo, l’obiettivo resta chiaro: rendere i controlli più efficaci, ridurre i consumi e semplificare le procedure, senza compromettere la tutela dei cittadini.

Una bozza, non il testo finale

Il MASE invita a distinguere tra ipotesi di lavoro e decisioni definitive. Lo schema di DPR dovrà essere coerente con il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea, che fissa criteri precisi: ottimizzare il rapporto costi-benefici per la collettività e rendere più efficiente il sistema dei controlli.

In quest’ottica, non si tratta di allentare le maglie della sicurezza, ma di indirizzare meglio le verifiche, concentrandole dove l’impatto energetico ed emissivo è maggiore.

Controlli e ispezioni: cosa cambia davvero

Uno dei nodi centrali riguarda la distinzione, spesso poco chiara al grande pubblico, tra controllo di efficienza energetica e ispezione.

Il primo resta un adempimento periodico obbligatorio, affidato a un tecnico certificato. Le ispezioni, invece, sono verifiche svolte “a campione” dalle autorità competenti e mirano a garantire il rispetto delle norme.

Il nuovo schema interviene soprattutto sulla frequenza dei controlli, rendendoli più ravvicinati per alcune categorie di impianti.

Più controlli sugli impianti a gas più diffusi

Rispetto alla normativa attuale, il DPR in bozza prevede che per gli impianti a gas tra 70 e 100 kilowatt i controlli passino da quattro a due anni. Viene inoltre innalzata la soglia minima per l’obbligo di controllo, portandola da 10 a 20 kilowatt.

Resta invece invariata la frequenza quadriennale per gli impianti a gas tra 20 e 70 kilowatt, mentre per quelli alimentati a combustibili solidi verrebbe mantenuta la cadenza attuale.

La logica è chiara: aumentare la frequenza delle verifiche sugli impianti più diffusi e più rilevanti dal punto di vista dei consumi e delle emissioni.

Accertamenti mirati e ispezioni “in situ”

Sul fronte delle ispezioni, lo schema recepisce i principi del decreto legislativo 192 del 2005, puntando a una maggiore efficacia. Sono previsti:

  • controlli documentali per gli impianti tra 20 e 70 kilowatt;

  • ispezioni in situ per quelli di potenza superiore.

A queste si aggiungono verifiche specifiche sul rispetto dei periodi di accensione e delle temperature interne negli edifici aperti al pubblico, un tema cruciale anche in chiave di risparmio energetico.

Regioni più libere di rafforzare i controlli

Un altro elemento rilevante riguarda il ruolo delle amministrazioni territoriali. Regioni e Province autonome potranno infatti ampliare il campo di applicazione dei controlli e delle ispezioni, estendendoli a impianti di potenza inferiore rispetto alle soglie nazionali.

Una flessibilità pensata per tenere conto delle diverse realtà locali e delle specifiche esigenze ambientali.

Leggi anche: Caldaie a gas, l’UE fa marcia indietro: niente divieto dal 2029

Efficienza energetica senza toccare la sicurezza

Il messaggio finale del MASE è netto: le nuove regole mirano a migliorare il rendimento energetico degli impianti, riducendo il consumo di energia primaria e le emissioni, senza intervenire sulla disciplina della sicurezza, che resta invariata.

L’obiettivo, conclude il Ministero, è un sistema di controlli più mirato e razionale, capace di coniugare tutela ambientale, semplificazione amministrativa e protezione dei cittadini.

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