- 05/09/2025
- Luca Martino
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Un nuovo report di Global Energy Monitor rivela come le energie rinnovabili stiano superando il nucleare in Europa, frenato da infrastrutture obsolete, costi elevati e tempi lunghi di realizzazione
Mentre l’energia solare ed eolica continuano a espandersi a ritmo sostenuto, l’energia atomica europea fatica a tenere il passo, frenata da vecchie infrastrutture, costi elevati e lunghi tempi di realizzazione.
È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato da Global Energy Monitor, che fotografa la situazione energetica in Europa e che riporta dati preoccupanti per chi punta sul nucleare come pilastro della transizione energetica.
I numeri del nucleare
Secondo il Global Nuclear Energy Tracker, quasi il 40% della capacità nucleare proposta a livello globale è stata cancellata: si tratta di 566 gigawatt (GW), un dato superiore all’attuale capacità operativa (401 GW) e a quella già ritirata (116 GW).
Nel contesto europeo, la situazione appare ancora più critica:
– il settore nucleare europeo ha perso 122 GW di capacità pianificata a causa di cancellazioni, più della flotta nucleare operativa di ogni singolo Paese;
– 68 GW sono stati ritirati;
– il 90% dei reattori ancora in funzione ha più di 35 anni, un’età che solleva forti dubbi sulla sostenibilità e sicurezza a lungo termine del settore.
Solare ed eolico: 600 GW in arrivo
Nel frattempo, le rinnovabili non si fermano. Infatti, secondo i dati del Global Integrated Power Tracker, in Europa sono oltre 600 GW i progetti di energia solare ed eolica in fase di pre-costruzione o costruzione. Un numero che supera di 14 volte la nuova capacità nucleare in costruzione, ferma a 9,3 GW.
Ma non è solo una questione di quantità. Le rinnovabili hanno un vantaggio chiave: i tempi di realizzazione. Mentre un nuovo reattore nucleare può richiedere 10 anni o più per diventare operativo, un impianto eolico o solare può essere completato in 1-4 anni.

Una corsa contro il tempo e i costi
Questa disparità temporale è tutt’altro che irrilevante. La lotta al cambiamento climatico richiede azioni rapide: secondo gli scienziati, abbiamo una finestra molto stretta – entro il 2030 – per contenere il riscaldamento globale entro 1,5-2°C. Il nucleare, con i suoi tempi lunghi e l’elevata probabilità di ritardi o cancellazioni, non sembra in grado di contribuire in modo significativo entro questi limiti temporali.
A ciò si aggiunge la questione dei costi. I progetti nucleari hanno spesso budget miliardari e tendono a sforare sia i tempi che le spese previste. Emblematico il caso del reattore Hinkley Point C nel Regno Unito, ancora lontano dalla conclusione nonostante anni di lavori. Ritardi simili si registrano anche in Francia e Finlandia, rafforzando la percezione di una tecnologia poco agile e poco competitiva.
Una scelta strategica sempre più difficile
«Il nucleare è in ritardo rispetto all’eolico e al solare per quanto riguarda i costi, i tempi di costruzione e la crescita del mercato», afferma Joe Bernardi, Project Manager del Global Nuclear Power Tracker di Global Energy Monitor. «Lo sviluppo del nucleare è minimo nella maggior parte dell’Europa, mentre l’eolico e il solare continuano a espandersi rapidamente».
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In sintesi, il nucleare europeo si trova di fronte a una sfida complessa: rinnovarsi rapidamente o rischiare di diventare marginale nel panorama energetico del futuro. Nel frattempo, le rinnovabili avanzano, pronte a diventare il vero motore della decarbonizzazione.












































































































































































































































































































































































































