- 12/09/2026
- Simone Martino
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Il potenziale di riduzione del gas riguarda soprattutto abitazioni e settore terziario. Misure di contenimento ed efficienza energetica potrebbero ridurre i consumi, mentre dal 2027 arriva l’ETS2
L’Italia potrebbe arrivare a risparmiare fino a 1,2 miliardi di metri cubi standard di gas naturale (Smc) nel prossimo inverno nei settori residenziale e terziario. Una quantità considerevole, equivalente al gas necessario per riscaldare circa un milione di abitazioni.
La stima arriva da ENEA, che ha analizzato l’andamento dei consumi energetici degli ultimi anni e valutato gli effetti delle politiche di efficienza già adottate. Lo studio prende in considerazione anche una possibile reintroduzione delle misure di contenimento dei consumi previste dal Piano nazionale del 2022, varato durante la crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina.
Il tema torna oggi al centro del dibattito energetico mentre nuove tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz, riportano l’attenzione sulla vulnerabilità di un Paese fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili.
La stima ENEA: 1,2 miliardi di metri cubi in meno
Secondo l’analisi, il potenziale risparmio complessivo sarebbe distribuito tra abitazioni, uffici, attività commerciali e altri edifici del settore terziario.
Nel residenziale, il margine di riduzione dei consumi viene stimato in circa 0,9 miliardi di Smc. Di questi, circa 0,8 miliardi deriverebbero dalla reintroduzione delle limitazioni già sperimentate nel 2022, mentre altri 0,1 miliardi arriverebbero dagli interventi di riqualificazione energetica sostenuti da incentivi come Ecobonus e Bonus Casa.
Nel settore terziario, invece, il potenziale risparmio sarebbe di circa 0,3 miliardi di Smc: 0,25 miliardi grazie alle misure di contenimento e circa 0,06 miliardi attraverso interventi di efficienza energetica.
Tra questi ultimi rientra, per esempio, la sostituzione dei vecchi generatori a gas con sistemi più efficienti, come le pompe di calore.
Cosa è successo ai consumi di gas negli ultimi anni
Per capire quanto spazio ci sia ancora per intervenire, ENEA ha analizzato anche l’evoluzione dei consumi tra il 2021 e il 2025, cercando di distinguere il peso di diversi fattori: gli interventi di efficientamento, le temperature registrate e il comportamento degli utenti.
Credit: ENEA – Andamento dei consumi di gas per il settore residenziale e stima dei risparmi conseguiti tra il 2021 e il 2025
Il 2023 aveva segnato una forte riduzione dei consumi nel settore residenziale. Rispetto al 2021, il risparmio era stato di circa 7 miliardi di Smc di gas, anche grazie alle temperature relativamente miti e agli interventi di efficienza energetica.
Negli anni successivi, però, il ritmo del risparmio si è ridotto. Secondo ENEA, tra il 2024 e il 2025 i benefici ottenuti dall’aumento dell’efficienza energetica sarebbero stati in parte compensati dalla revoca di alcune misure di contenimento e dalla diminuzione dei prezzi del gas, che può aver ridotto l’incentivo a consumare meno.
Efficienza energetica: 2,1 miliardi di Smc risparmiati in quattro anni
I dati sulle pratiche gestite da ENEA per l’accesso ai bonus fiscali consentono inoltre di stimare l’impatto degli interventi di efficientamento realizzati tra il 2022 e il 2025.
Nel complesso, secondo lo studio, questi interventi avrebbero prodotto un risparmio cumulato di circa 2,1 miliardi di Smc di gas naturale.
Il contributo maggiore viene attribuito al Superbonus, con circa 1,2 miliardi di Smc di risparmio. Seguono l’Ecobonus, con 0,6 miliardi, e il Bonus Casa, con circa 0,3 miliardi di Smc.
Numeri che mostrano come la riduzione strutturale della domanda energetica non dipenda soltanto dalle abitudini quotidiane, ma anche dalla qualità degli edifici e degli impianti utilizzati per il riscaldamento.
Credit: ENEA – Risparmi annuali realizzati grazie agli interventi di efficienza energetica (milioni di Sm3)
Il nodo delle abitudini: risparmiare subito costa meno
Le misure di contenimento dei consumi hanno un vantaggio evidente: possono produrre risultati rapidamente.
Regolare la temperatura degli ambienti, limitare gli sprechi e adottare comportamenti più attenti consente infatti di ridurre il consumo di gas già nel breve periodo. È una strategia particolarmente utile quando il mercato energetico è sotto pressione e il rischio di nuove tensioni sui prezzi rimane elevato.
Ma per ENEA la vera sfida è andare oltre l’emergenza.
Come spiega Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano, la sostituzione degli impianti e l’isolamento degli edifici possono garantire una riduzione dei consumi stabile e progressiva, riducendo anche l’esposizione dell’Italia alle oscillazioni del mercato dell’energia.
Dal 2027 arriva anche l’ETS2
Sul fronte europeo, un ulteriore elemento potrebbe spingere famiglie e imprese verso l’efficienza energetica: l’ETS2, il sistema che dal 2027 estenderà lo scambio delle quote di emissione anche ai combustibili utilizzati negli edifici residenziali, commerciali e istituzionali.
L’obiettivo è aumentare il costo dell’utilizzo dei combustibili fossili e favorire la transizione verso sistemi meno emissivi.
Secondo ENEA, per chi continuerà a utilizzare combustibili fossili l’impatto potrebbe arrivare fino a circa 230 euro all’anno per famiglia. Al contrario, le abitazioni che riusciranno a eliminare l’uso dei combustibili fossili e a trasformarsi in edifici a zero emissioni non sarebbero esposte allo stesso impatto economico.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto il prossimo inverno. La questione centrale è quanto velocemente il patrimonio edilizio italiano riuscirà a ridurre la propria dipendenza dal gas.
Terziario, la domanda di gas resta più bassa rispetto al periodo pre-Covid
Più complesso è invece misurare l’effetto delle misure di contenimento nel settore terziario. La ripresa delle attività dopo la crisi pandemica ha infatti compensato almeno in parte gli effetti delle politiche introdotte dal 2022, rendendo più difficile isolare il contributo delle singole misure.
ENEA rileva comunque una riduzione strutturale della domanda di gas, seppur contenuta, rispetto agli anni precedenti alla pandemia.
Anche in questo caso un ruolo importante è attribuito all’efficientamento degli edifici, soprattutto alla sostituzione dei sistemi tradizionali di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche.
La vera partita è ridurre la dipendenza dal gas
La stima di 1,2 miliardi di Smc rappresenta dunque un potenziale di risparmio, non una riduzione automatica dei consumi. Per raggiungerlo servirebbe combinare misure immediate e interventi strutturali.
Da una parte ci sono le azioni che possono essere attivate rapidamente, come il controllo delle temperature e una maggiore attenzione ai consumi. Dall’altra ci sono investimenti destinati a modificare in modo permanente il modo in cui vengono riscaldate le abitazioni e gli edifici del terziario.
È proprio su questo secondo fronte che si gioca la partita più importante: meno gas significa non soltanto bollette potenzialmente più basse, ma anche una minore esposizione dell’Italia alle crisi internazionali e alla volatilità dei mercati energetici.
La lezione degli ultimi anni, del resto, è stata chiara: l’efficienza energetica non è soltanto una questione ambientale. È anche uno strumento di sicurezza energetica.




















































































































































































































































































































































































































