- 07/09/2026
- Redazione
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Stoccaggi di gas più bassi rispetto agli anni scorsi, ma nessun rischio immediato per le forniture dell’Ue. Bruxelles rassicura sul prossimo inverno, mentre tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi restano sotto osservazione
Gli stoccaggi di gas nell’Unione europea sono più bassi rispetto agli anni precedenti, ma per ora non c’è motivo di parlare di una nuova emergenza energetica. È questa la valutazione emersa dalla riunione del Gruppo di coordinamento del gas (GCG), durante la quale gli esperti della Commissione europea e degli Stati membri hanno esaminato la situazione del mercato e le prospettive per l’inverno.
Il quadro resta delicato. I mercati energetici globali attraversano una fase eccezionale, mentre l’instabilità geopolitica continua a incidere sui prezzi. Eppure, secondo Bruxelles, la situazione attuale è significativamente diversa da quella vissuta dall’Europa nel 2021 e nel 2022.
La ragione principale è nella maggiore capacità dell’Unione di reagire agli shock: negli ultimi anni sono aumentate la diversificazione delle forniture, la capacità di importazione di gas naturale liquefatto (GNL) e, parallelamente, è diminuita la domanda di gas.
Stoccaggi sotto i livelli degli anni scorsi: per Bruxelles non è un’emergenza
Il dato sulle riserve resta uno degli elementi da osservare con maggiore attenzione. I livelli di stoccaggio sono infatti inferiori a quelli registrati negli anni precedenti.
Nonostante questo, le proiezioni storiche indicano che l’Ue è sulla strada giusta per raggiungere un livello considerato adeguato di preparazione in vista dell’inverno.
È proprio questo elemento a spingere la Commissione europea verso una valutazione prudente ma non allarmistica. Nelle condizioni attuali, Bruxelles non ritiene necessario intervenire, considerando sufficientemente resiliente il sistema europeo del gas anche di fronte a livelli di stoccaggio più contenuti.
La differenza rispetto alla crisi energetica del 2021-2022, dunque, non sta soltanto nella quantità di gas disponibile, ma soprattutto nella struttura del sistema europeo, oggi più diversificato e meno esposto a singole fonti di approvvigionamento.
Il nodo geopolitico: Medio Oriente e GNL del Qatar
A mantenere alta l’attenzione è però soprattutto lo scenario internazionale. La situazione in Medio Oriente rimane instabile e la produzione di GNL del Qatar, secondo quanto riferito dalla Commissione, è ancora ferma.
È un fattore che pesa su un mercato già caratterizzato da una forte sensibilità agli eventi geopolitici. A questo si aggiunge un altro elemento stagionale: le recenti ondate di calore in Europa hanno fatto crescere la domanda di gas destinato alla produzione di energia.
Quando le temperature salgono, infatti, aumenta il ricorso alla generazione elettrica per sostenere i consumi legati al raffrescamento. In un mercato internazionale già sotto pressione, anche variazioni della domanda possono contribuire ad alimentare la volatilità.
Prezzi del gas, l’incertezza resta il principale fattore di volatilità
La rassicurazione sulla sicurezza delle forniture non significa quindi che il mercato sia tornato alla normalità.
La Commissione europea sottolinea che l’incertezza geopolitica continua a determinare una significativa volatilità dei prezzi. È questo uno dei principali elementi che il sistema energetico europeo dovrà continuare a monitorare nelle prossime settimane.
Bruxelles ha assicurato che seguirà da vicino l’evoluzione della situazione, in collaborazione con gli Stati membri e con gli altri soggetti coinvolti nel mercato del gas.
Il prossimo appuntamento è già fissato: il Gruppo di coordinamento del gas tornerà a riunirsi il 24 settembre.
Che cos’è il Gruppo di coordinamento del gas
Il Gruppo di coordinamento del gas (GCG) è l’organismo consultivo permanente che affianca la Commissione europea nel coordinamento delle misure relative alla sicurezza dell’approvvigionamento, soprattutto nelle situazioni di crisi.
Il gruppo monitora costantemente i livelli degli stoccaggi e la sicurezza delle forniture nell’Unione europea e nei Paesi vicini. È inoltre una piattaforma per lo scambio di informazioni tra le principali autorità e organizzazioni coinvolte.
Tra i suoi componenti figurano le autorità nazionali, ACER, l’ENTSOG, la Comunità dell’energia, oltre a rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei consumatori.
Il suo ruolo diventa particolarmente importante quando il mercato attraversa fasi di forte instabilità: il monitoraggio condiviso permette infatti di valutare tempestivamente l’adeguatezza delle misure previste dalle norme europee sulla sicurezza dell’approvvigionamento.
L’Europa guarda già all’inverno
Il messaggio che arriva da Bruxelles è dunque duplice: nessun rischio immediato per la sicurezza delle forniture, ma massima attenzione sul mercato.
L’Europa parte da una posizione considerata più solida rispetto agli anni della crisi energetica, grazie alla maggiore diversificazione, alle infrastrutture per il GNL e alla riduzione della domanda. Allo stesso tempo, però, la situazione internazionale resta difficile da prevedere.
Per questo gli stoccaggi, l’andamento della domanda, la disponibilità di GNL e soprattutto l’evoluzione geopolitica continueranno a essere osservati con attenzione. La prossima verifica del GCG, il 24 settembre, offrirà un nuovo punto della situazione in vista della stagione invernale.
















































































































































































































































































































































































































