- 12/05/2026
- Luca Martino
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Il ministro Pichetto Fratin annuncia progressi su decreto bollette e nucleare. Dialogo con gli USA per il gas, mentre le Regioni avanzano sulle aree idonee per le rinnovabili
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin si è detto ottimista sull’iter del decreto bollette e ha confermato i progressi sul disegno di legge per il nucleare, atteso in commissione entro fine mese.
Le dichiarazioni sono arrivate a margine dell’incontro “L’energia e la crisi in Medio Oriente: dalle criticità immediate agli insegnamenti per la futura politica energetica italiana”, tenuto presso il GSE a Roma.
Decreto bollette: “Sono ottimista, la Commissione UE ha i suoi tempi”
Sul provvedimento che dovrebbe alleggerire i costi energetici per famiglie e imprese, il ministro ha usato toni rassicuranti. “Si sta lavorando e sono ottimista”, ha dichiarato, aggiungendo di essere “un po’ più ottimista rispetto a ieri”. La questione, ha spiegato, è “molto operativa” e il confronto con la Commissione europea procede, anche se Bruxelles “vuole i suoi tempi”.
Pichetto Fratin ha poi toccato il nodo delle accise sui carburanti: se la situazione dovesse richiedere nuovi sconti, servirebbe uno scostamento di bilancio, poiché “l’extragettito IVA non copre mai il 100%”.
La palla passerà al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato a individuare le coperture necessarie. “Come Governo decideremo come muoverci”, ha chiarito il titolare del Mase.
Nucleare: “Tempi rispettati, voto in commissione entro il 26-28 maggio”
Il ministro è ottimista anche sul fronte del ritorno al nucleare. L’esame del provvedimento prosegue in Commissione con la discussione sugli emendamenti all’articolo 3. “Sono abbastanza tranquillo”, ha affermato il ministro. “Se non succede chissà che cosa, credo che la data del 26-28 maggio possa essere rispettata”.
Un passaggio parlamentare cruciale per la strategia energetica del governo, che punta a reinserire l’atomo nel mix nazionale dopo il referendum del 2011.
Rinnovabili e aree idonee: alcune Regioni frenano
Confindustria con il delegato all’Energeia Aurelio Regina, ha rilanciato sulla necessità di accelerare sulle fonti rinnovabili, e il ministro ha fatto il punto sulle aree idonee alle installazioni. “Le Regioni stanno andando avanti, alcune più di altre”, ha spiegato. In alcuni casi sono emersi problemi tecnici che richiederanno “correzioni con norma primaria”, senza implicazioni politiche ma con ricadute operative.
Non mancano però le resistenze: “C’è una parte di Regioni che fa più difficoltà, in alcuni casi anche con muri di tipo ideologico”, ha ammesso Pichetto Fratin.
Gas: dialogo con gli USA e contratti a lungo termine per le imprese
La crisi nello Stretto di Hormuz impone all’Italia di diversificare le forniture. Un inviato dell’amministrazione Trump ha confermato che Roma e Washington stanno dialogando per aumentare le esportazioni americane di gas e petrolio verso il nostro Paese. “Commercialmente è nostro interesse mettere in contatto le imprese”, ha commentato il ministro, ricordando però che la convenienza dipende da qualità e prezzo — e che una volta in Europa il gas si allinea comunque al TTF, il mercato di riferimento continentale.
Per le aziende gasivore, una delle ipotesi allo studio prevede contratti di lungo termine con garanzia pubblica. L’idea è di consentire a consorzi di imprese di negoziare direttamente con i fornitori, spuntando prezzi migliori rispetto al mercato spot. “Se necessario, con una posizione di garanzia statale che salvaguardi l’operazione qualora venga meno uno degli acquirenti”, ha precisato il ministro. I dettagli sono ancora da definire.
Fondo per il clima e Piano Mattei: “Progetti complessi, tempi lunghi”
Sul Fondo per il clima, gestito da Cassa Depositi e Prestiti e presieduto dallo stesso Pichetto Fratin, la Corte dei Conti ha pubblicato una delibera che analizza l’efficacia dei progetti finanziati.
Il ministro ha riconosciuto che alcuni interventi procedono più lentamente di altri: “Fare grandi operazioni nel continente africano, come per il Piano Mattei, impegna meccanismi di procedura e tempi molto lunghi”.
L’impegno complessivo del Fondo ammonta a 840 milioni di euro, destinati principalmente a investimenti nel Nord Africa.












































































































































































































































































































































































































