- 20/10/2026
- Simone Martino
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Coldiretti accende i riflettori sul rapporto tra cibo e salute, prodotti alimentari importati, Made in Italy ed etichette: al Forum di Roma spazio anche agli alimenti ultraformulati e al progetto Farmcraft per educare i giovani a un’alimentazione sana e consapevole
Che cosa mettiamo davvero nel carrello della spesa? E quanto sappiamo dell’origine degli alimenti che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole? Sono le domande al centro dell’iniziativa presentata da Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, a Roma, dove un allestimento dedicato mette a confronto prodotti italiani e importati, accendendo i riflettori sulla qualità delle materie prime, sulla tracciabilità e sulle conseguenze delle scelte alimentari per la salute.
Il messaggio dell’organizzazione agricola è chiaro: leggere le etichette, verificare la provenienza degli ingredienti e scegliere in modo consapevole sono passaggi fondamentali per orientarsi tra gli scaffali del supermercato. Una questione che riguarda non soltanto i consumatori, ma anche la competitività delle aziende agricole italiane e la trasparenza dell’intera filiera alimentare.
Cibo italiano e prodotti importati: cosa sapere prima di fare la spesa
Pasta, olio extravergine d’oliva, riso e snack sono alcuni dei prodotti scelti da Coldiretti per mostrare le differenze tra gli alimenti di origine nazionale e quelli provenienti dall’estero. Secondo l’organizzazione, la produzione italiana può offrire garanzie di tracciabilità e controlli lungo la filiera, mentre per i prodotti importati occorre considerare le regole applicabili nel Paese di origine e le verifiche previste per l’ingresso nel mercato europeo.
A contare sono anche i metodi di coltivazione, le caratteristiche delle materie prime, il rispetto delle norme e la correttezza delle informazioni riportate in etichetta. L’origine italiana, da sola, non costituisce una garanzia assoluta di superiorità nutrizionale o di sicurezza: per valutare un alimento è necessario considerare anche la sua composizione e le modalità con cui viene prodotto.
Credit: Circular Economy Let’s Talk
Grano canadese e glifosate: perché se ne discute
Tra gli esempi portati da Coldiretti c’è il grano canadese, rispetto al quale l’organizzazione richiama l’attenzione sull’impiego del glifosate in fase di pre-raccolta. La sostanza è al centro di un dibattito scientifico e regolatorio internazionale che riguarda i possibili effetti sulla salute e le condizioni del suo utilizzo.
È importante distinguere i diversi aspetti della questione: l’uso di una sostanza in agricoltura, i limiti dei residui negli alimenti e la valutazione del rischio per i consumatori non sono la stessa cosa. Anche le regole applicabili possono variare in funzione della pratica agricola e della normativa vigente. Per questo, le eventuali conseguenze sanitarie non possono essere dedotte dalla sola provenienza del grano.
Il punto sollevato da Coldiretti resta quello della trasparenza: conoscere l’origine delle materie prime e le condizioni in cui vengono coltivate permette ai consumatori di comprendere meglio ciò che acquistano.
Olio d’oliva e riso importati: l’attenzione alla filiera
Un altro capitolo riguarda l’olio d’oliva. Coldiretti richiama il rischio di prodotti di qualità inferiore commercializzati in modo da apparire migliori di quanto siano realmente, citando anche l’ipotesi di aggiunte di clorofilla per modificare l’aspetto dell’olio.
L’extravergine, tuttavia, non si identifica soltanto dal colore: la sua classificazione dipende da precisi requisiti chimici e organolettici. Per riconoscere un prodotto conforme sono quindi essenziali i controlli, la corretta etichettatura e la verifica delle caratteristiche effettive dell’olio.
L’organizzazione richiama inoltre l’attenzione sul riso proveniente da Paesi asiatici, sollevando dubbi sull’impiego di sostanze non ammesse dalle norme europee e sulle condizioni di lavoro nelle filiere produttive. Si tratta di questioni che richiedono verifiche specifiche, perché le pratiche possono variare tra Paesi, coltivazioni e singoli produttori.
Falso Made in Italy, Coldiretti punta il dito sull’origine degli alimenti
La provenienza dei prodotti è anche una questione economica. Un alimento può essere percepito come italiano pur utilizzando materie prime straniere, mentre le regole sull’origine doganale possono consentire, in determinate circostanze, di attribuire a un prodotto un’origine diversa da quella delle sue materie prime.
Coldiretti contesta in particolare il criterio dell’ultima trasformazione sostanziale, previsto dalle norme doganali per determinare l’origine non preferenziale di alcune merci. Secondo l’organizzazione, questo meccanismo può creare una distanza tra l’origine commerciale attribuita al prodotto e quella agricola degli ingredienti impiegati.
La questione è rilevante per i consumatori, che potrebbero non avere un quadro immediato della provenienza delle materie prime, ma anche per gli agricoltori italiani, chiamati a competere con produzioni realizzate in contesti differenti per costi e regole.
La posta in gioco è anche economica: il valore della filiera agroalimentare italiana aiuta a comprendere il peso del settore per il sistema produttivo nazionale.
Coldiretti stima che una revisione delle regole contestate potrebbe consentire di recuperare 20 miliardi di euro per la filiera agricola. Si tratta di una cifra indicata dall’organizzazione, che andrebbe valutata alla luce delle ipotesi e dei criteri utilizzati per elaborarla.
La «fabbrica dei malati»: il messaggio contro gli alimenti ultraformulati
Il legame tra alimentazione e salute è al centro anche dell’installazione intitolata «La fabbrica dei malati», collocata all’ingresso del Forum. La rappresentazione mostra una figura umana attraversata da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati, introdotti simbolicamente attraverso una grande provetta.
L’immagine, volutamente provocatoria, vuole rendere visibile il rapporto tra abitudini alimentari e benessere, richiamando l’attenzione sui rischi di un consumo frequente di prodotti ricchi di zuccheri, sale o grassi e poveri di elementi nutrizionali utili.
Il messaggio invita a riflettere sulla qualità complessiva della dieta, senza ridurre la salute a una semplice contrapposizione tra alimenti italiani e stranieri o tra prodotti naturali e industriali. Gli effetti dell’alimentazione dipendono infatti dalla composizione dei cibi, dalle quantità consumate, dalla frequenza e dall’equilibrio generale della dieta.
Per i consumatori, questo significa prestare attenzione alle informazioni nutrizionali, variare gli alimenti e privilegiare un modello alimentare equilibrato, nel quale trovino spazio frutta, verdura, legumi, cereali e altri prodotti adeguati alle proprie esigenze.
Educazione alimentare a scuola: arriva Farmcraft, il progetto ispirato a Minecraft
Dalla sensibilizzazione dei consumatori alla formazione dei più giovani. Al Forum, Coldiretti presenta anche Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, un progetto che punta a portare l’educazione alimentare nelle scuole attraverso Minecraft, il popolare videogioco basato sulla costruzione e sull’esplorazione di mondi virtuali.
L’obiettivo è utilizzare un linguaggio familiare ai ragazzi per avvicinarli ai temi della corretta alimentazione e dell’attività fisica, accompagnandoli dal mondo digitale alla conoscenza diretta dell’agricoltura.
Attraverso questo percorso, gli studenti potranno essere stimolati a conoscere fattorie, campagne, mercati e agriturismi, scoprendo le attività e le persone che si trovano dietro la produzione degli alimenti. Un modo per collegare ciò che si mangia ogni giorno al lavoro agricolo, alla stagionalità e alle risorse necessarie per portare il cibo sulle tavole.
Dalla spesa quotidiana alla consapevolezza: il ruolo dei consumatori
L’iniziativa presentata da Coldiretti riporta al centro una domanda concreta: quanto sono informate le nostre scelte alimentari? La risposta passa dalla capacità di leggere le etichette, distinguere le informazioni verificate dai messaggi promozionali e conoscere le caratteristiche dei prodotti acquistati.
La qualità del cibo, la tutela della salute e il valore dell’agricoltura sono temi strettamente collegati, ma richiedono valutazioni precise e informazioni affidabili. Più che affidarsi soltanto alla provenienza o a slogan allarmistici, i consumatori possono orientarsi attraverso la trasparenza delle filiere, la corretta informazione nutrizionale e il rispetto delle regole di produzione.
È su questa consapevolezza, da costruire fin dall’infanzia, che si gioca una parte importante del rapporto tra alimentazione, salute e futuro dell’agricoltura.

































































































































































































































































































































































































































































