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La bozza negoziale della Presidenza irlandese conferma, secondo Confagricoltura, il taglio del 20% dei fondi PAC. Giansanti chiede più risorse per tutelare le imprese agricole, la competitività e la sicurezza alimentare europea

La riduzione del 20% delle risorse destinate alla Politica agricola comune (PAC) torna al centro del confronto sul futuro dell’agricoltura europea. La nuova bozza negoziale della Presidenza Irlandese del Consiglio dell’Unione europea, il cosiddetto nego box, confermerebbe il taglio già previsto nella prima proposta della Commissione europea.

Una prospettiva che preoccupa Confagricoltura, secondo cui una minore disponibilità di risorse rischia di penalizzare le imprese agricole e di incidere sulla competitività dell’intero sistema europeo.

A lanciare l’allarme è Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che considera il finanziamento della PAC una questione strategica non soltanto per il comparto agricolo, ma anche per la sicurezza alimentare dell’Unione.

«Il cibo è potere», sottolinea Giansanti, evidenziando come la capacità di produrre alimenti rappresenti un elemento centrale per l’autonomia e la sicurezza dell’Europa. Secondo il presidente dell’organizzazione agricola, non destinare risorse adeguate alla produzione alimentare significa penalizzare le aziende, il settore e i cittadini europei, con possibili ripercussioni anche sulla competitività dell’Unione nei mercati internazionali.

PAC, la nuova bozza conferma il taglio del 20%

Il punto contestato da Confagricoltura è la conferma, nella proposta negoziale circolata sotto la Presidenza irlandese del Consiglio Ue, della riduzione del 20% dei fondi per la Politica agricola comune già contenuta nel primo disegno della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.

Per Giansanti, il documento non risponde alle aspettative del settore. L’organizzazione agricola si attendeva infatti correttivi in grado di rafforzare le risorse disponibili per l’agricoltura e di tenere maggiormente conto delle esigenze delle imprese.

Tra le modifiche auspicate figuravano l’introduzione di un Rural target, l’anticipo dei due terzi dei fondi destinati all’agricoltura e alla coesione e il riconoscimento dell’impatto dell’inflazione. Elementi che, secondo Confagricoltura, avrebbero potuto contribuire a rendere più adeguato il sostegno finanziario al settore.

«L’attuale nego box è molto distante da questo scenario», afferma Giansanti, annunciando un’azione di opposizione insieme al COPA, l’organizzazione che rappresenta le associazioni agricole dell’Unione europea.

Perché i fondi agricoli sono una questione strategica per l’Europa

La discussione sulla PAC va oltre il bilancio delle singole aziende. Al centro del confronto c’è il ruolo dell’agricoltura nella capacità dell’Europa di garantire la propria produzione alimentare, sostenere le imprese del settore e mantenere una posizione competitiva sui mercati globali.

È su questo legame tra risorse economiche, produzione e sicurezza che Confagricoltura fonda la propria opposizione alla riduzione dei finanziamenti. La preoccupazione espressa dall’organizzazione riguarda il rischio che una dotazione finanziaria ritenuta insufficiente possa indebolire il comparto proprio mentre la sicurezza alimentare viene indicata come una componente della sicurezza complessiva dell’Unione.

Da qui la richiesta di rivedere la proposta e di individuare maggiori risorse per la PAC, affinché l’agricoltura continui a svolgere un ruolo centrale nelle politiche europee.

Meloni e il fronte dei 17 Paesi: la partita si sposta sul negoziato europeo

Nel suo intervento, Giansanti richiama anche l’iniziativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale attribuisce il merito di aver contribuito a costituire un gruppo di 17 Paesi intenzionati a far sentire la propria voce nel confronto sul bilancio europeo.

Il passaggio successivo è l’incontro dei capi di governo previsto a novembre, in occasione del quale il gruppo dovrebbe sostenere la richiesta di modificare la proposta della Commissione e aumentare i finanziamenti disponibili.

L’obiettivo dichiarato da Confagricoltura è ottenere una revisione dell’impostazione attuale, attraverso un negoziato che riconosca maggior peso alle esigenze del settore agricolo.

La posta in gioco, nella lettura di Giansanti, non riguarda soltanto il sostegno alle aziende, ma il ruolo che l’Unione europea intende attribuire alla produzione alimentare nelle proprie priorità economiche e strategiche. «Difendere la PAC significa difendere l’Unione Europea», conclude il presidente di Confagricoltura.

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