- 24/09/2026
- Redazione
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CREA e INRAE rafforzano la cooperazione scientifica tra Italia e Francia su cambiamento climatico, gestione dell’acqua, agroecologia, sicurezza alimentare e innovazione agricola
La ricerca agroalimentare diventa sempre più una dimensione strategica per affrontare le trasformazioni che stanno interessando l’agricoltura europea. Cambiamento climatico, disponibilità delle risorse idriche, sicurezza alimentare e competitività delle produzioni impongono infatti risposte che superino i confini nazionali.
È in questo scenario che si rafforza l’asse scientifico tra Italia e Francia. A Roma, nella sede centrale del CREA, si è svolto l’incontro con una delegazione dell’INRAE, l’Istituto nazionale francese di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente, guidata dal presidente e CEO Philippe Mauguin.
Al centro dei lavori la volontà di dare seguito operativo alla Dichiarazione comune d’intenti firmata ad Antibes nel giugno scorso, in occasione del Vertice italo-francese.
CREA e INRAE, dalla dichiarazione comune ai progetti di ricerca
L’accordo punta a rafforzare la cooperazione scientifica tra i due Paesi attraverso programmi di ricerca congiunti, scambi di competenze, accesso condiviso alle infrastrutture scientifiche e una partecipazione coordinata ai progetti europei e internazionali.
Una collaborazione che, nelle intenzioni dei due enti, dovrebbe tradursi in attività concrete su alcune delle questioni più urgenti per il futuro dell’agricoltura.
«In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente necessità di garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e competitività delle produzioni agricole, la cooperazione tra i grandi organismi pubblici di ricerca europei può fare la differenza», ha sottolineato il presidente del CREA Andrea Rocchi.
Per Rocchi, CREA e INRAE condividono una visione fondata su qualità, tutela dell’ambiente, sicurezza e innovazione. Valori che, secondo il presidente del CREA, trovano nell’Unione europea il loro naturale spazio di sviluppo.
Clima, acqua e qualità delle produzioni tra le priorità
Il confronto tra i ricercatori italiani e francesi si è concentrato in particolare su tre grandi priorità: cambiamento climatico e approcci “carbon negative”, adattamento dei sistemi produttivi per garantire produzioni di qualità e supporto alle politiche pubbliche.
A queste aree si aggiungono altri ambiti già individuati nell’accordo tra i due Paesi: agroecologia, qualità e sicurezza alimentare, economia circolare e innovazione tecnologica.
Un’agenda che comprende anche tecnologie digitali e biotecnologie, considerate strumenti attraverso i quali rendere i sistemi agricoli più resilienti e capaci di rispondere alle nuove condizioni ambientali ed economiche.
La sfida dell’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico
L’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico rappresenta uno dei principali terreni comuni tra Italia e Francia.
«Francia e Italia condividono molte sfide agricole, prima di tutto quella dell’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico», ha dichiarato Philippe Mauguin.
Il presidente di INRAE ha indicato come obiettivo quello di trasformare questa convergenza in una maggiore collaborazione scientifica: dalla gestione dei suoli alla capacità delle colture di assorbire e conservare carbonio, passando per l’uso più efficiente dell’acqua.
Tra le linee di lavoro discusse figura infatti anche l’ottimizzazione della gestione delle risorse idriche attraverso pratiche agroecologiche, un tema particolarmente rilevante in un contesto caratterizzato da una crescente pressione sulle disponibilità d’acqua.
Suoli, risorse genetiche e nuove tecnologie
Un’altra area di collaborazione riguarda il miglioramento della qualità e della resilienza climatica delle produzioni agricole attraverso la valorizzazione delle risorse genetiche e l’impiego delle NGT, le nuove tecniche genomiche.
L’obiettivo indicato da INRAE è mettere in comune competenze e strumenti di ricerca per individuare soluzioni in grado di aumentare la capacità dei sistemi agricoli di adattarsi alle trasformazioni ambientali, mantenendo al tempo stesso qualità e produttività.
La collaborazione comprende inoltre le attività legate alle politiche pubbliche europee, con particolare attenzione al rapporto con il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea e a temi come la Politica agricola comune, la gestione delle risorse idriche e gli accordi commerciali internazionali.
Una collaborazione che guarda alla ricerca europea
All’incontro di Roma hanno partecipato, oltre alla delegazione INRAE, rappresentanti dell’Ambasciata di Francia in Italia, tra cui il consigliere per gli Affari agricoli Philippe Mérillon, e la consigliera diplomatica del MASAF Emanuela Germano.
Per il CREA erano presenti il presidente Andrea Rocchi, la direttrice generale Maria Chiara Zaganelli, il direttore tecnico scientifico Alberto Cavazzini, insieme a ricercatori e rappresentanti dei diversi Centri di ricerca dell’Ente.
Il passaggio successivo sarà ora quello di tradurre l’intesa politica e istituzionale in programmi di ricerca condivisi, facendo leva sulle competenze complementari dei due Paesi.
La partita non riguarda soltanto la ricerca agricola. Su clima, acqua, sicurezza alimentare e innovazione, la capacità di costruire risposte comuni è destinata a diventare uno degli elementi centrali della strategia europea per il futuro dei sistemi agroalimentari.





































































































































































































































































































































































































































