- 16/04/2026
- Simone Martino
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Via libera alla legge anti agromafie: giro da 25 miliardi nel mirino. Più controlli, sanzioni dure e tutela reale per il Made in Italy
Nel giorno simbolico dedicato al Made in Italy, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge sui reati agroalimentari, segnando un passaggio cruciale nella difesa di uno dei pilastri dell’economia nazionale. Un comparto che oggi vale 707 miliardi di euro e che rappresenta una delle espressioni più forti dell’identità produttiva italiana.
Il provvedimento, ispirato alla cosiddetta “Legge Caselli”, arriva al termine di un lungo percorso e introduce un aggiornamento profondo del codice penale, con norme specifiche dedicate alla tutela del patrimonio agroalimentare.
Frodi e criminalità: un giro d’affari da oltre 25 miliardi
Il rafforzamento della normativa arriva in un contesto tutt’altro che marginale. Secondo l’ultimo rapporto elaborato da Coldiretti insieme a Eurispes e all’Osservatorio Agromafie, il giro d’affari legato ai crimini agroalimentari ha raggiunto 25,2 miliardi di euro, raddoppiando nell’ultimo decennio.
La nuova legge introduce aggravanti specifiche per i reati commessi dalla criminalità organizzata, riconoscendo la natura sistemica e strutturata delle frodi nel settore alimentare. Un passo ritenuto decisivo per contrastare pratiche diffuse come la contraffazione, il commercio con segni mendaci e le sofisticazioni alimentari.
Più tutela per Dop e Igp
Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda la protezione delle eccellenze certificate, in particolare i prodotti Dop e Igp, simbolo della qualità italiana nel mondo.
Le nuove norme mirano a difendere queste produzioni da imitazioni e abusi, rafforzando gli strumenti di controllo lungo tutta la filiera.
Etichette più trasparenti e sanzioni più severe
Non solo reati penali. La legge interviene anche sul fronte amministrativo, introducendo sanzioni più rigide per chi viola le regole su:
- etichettatura
- indicazione dell’origine
- elenco degli ingredienti
- uso improprio delle denominazioni
L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza ai consumatori e contrastare il fenomeno dell’italian sounding, ovvero quei prodotti che, pur essendo realizzati all’estero, vengono presentati come italiani grazie a strategie ingannevoli.
La battaglia per l’origine obbligatoria
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine per tutti i prodotti alimentari a livello europeo.
Una misura ritenuta fondamentale per smascherare pratiche diffuse, come l’uso del codice doganale che consente di “italianizzare” prodotti stranieri attraverso lavorazioni minime, generando confusione nei consumatori.
Un segnale politico ed economico
L’approvazione della legge rappresenta anche un segnale politico forte: la tutela del Made in Italy passa non solo dalla promozione, ma anche dalla difesa attiva contro frodi e infiltrazioni criminali.
In un contesto globale sempre più competitivo, la credibilità del sistema agroalimentare italiano diventa un asset strategico, da proteggere con strumenti normativi adeguati e aggiornati.






































































































































































































































































































































































































































































