- 23/03/2026
- Redazione
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In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il CREA analizza il consumo idrico in agricoltura: risorse in calo del 20% e irrigazione sempre più strategica
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata ieri 22 marzo, il CREA accende i riflettori su una delle emergenze più rilevanti per il futuro del Paese: la gestione dell’acqua in agricoltura.
Secondo l’analisi, a cura di Veronica Manganiello e Marianna Ferrigno, diffusa dall’ente, negli ultimi 100 anni la disponibilità di risorsa idrica rinnovabile in Italia si è ridotta del 20%. Un dato che pesa sempre di più su un sistema agricolo già messo alla prova dal cambiamento climatico e dalla crescente domanda di acqua.
Ogni anno nel Paese vengono prelevati circa 30 miliardi di metri cubi d’acqua, e il 41% è destinato proprio all’agricoltura. Numeri che mostrano chiaramente quanto l’uso efficiente dell’acqua sia ormai una leva strategica non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche per la competitività del settore.
Le colture che consumano più acqua
Lo studio del CREA fotografa anche come si distribuisce l’uso dell’acqua nei campi italiani. Negli ultimi dieci anni, le colture più irrigate sono state: mais da granella (19%); vite (9,5%); foraggere (8,8%) e ortive (8,6%).

Allo stesso tempo, si osservano cambiamenti importanti: legumi e girasole hanno registrato un aumento delle superfici irrigate del 50%. Un segnale evidente di come l’agricoltura italiana stia evolvendo anche in funzione delle nuove esigenze idriche.
Non basta avere acqua: serve gestirla meglio
Il punto centrale dell’analisi è chiaro: il problema non riguarda solo la quantità di acqua disponibile, ma soprattutto la capacità di gestirla.

Misurazione, distribuzione e tecnologie per l’irrigazione diventano fattori decisivi in un contesto in cui la risorsa è sempre più limitata. Investire nell’ammodernamento dei sistemi irrigui significa rendere l’agricoltura più resiliente, capace di affrontare le sfide climatiche e continuare a produrre valore.
Una sfida per il futuro dell’agricoltura italiana
La fotografia scattata dal CREA evidenzia un sistema sotto pressione, ma anche margini concreti di miglioramento. Innovazione tecnologica e uso più consapevole delle risorse possono fare la differenza.

In un contesto di crescente crisi climatica, la gestione dell’acqua si conferma uno degli snodi decisivi per il futuro dell’agricoltura italiana e, più in generale, per la sostenibilità del sistema Paese.






































































































































































































































































































































































































































































