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Durante il workshop “L’Italia di oggi e di domani: il ruolo sociale ed economico del biologico nella Distribuzione Moderna”, nella cornice di MARCA 2024 è stata presenta una fotografia aggiornata del monitoraggio realizzato da Nomisma sul consumo di prodotti biologici in Italia

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

Cosa evidenzia il monitoraggio?

Il monitoraggio condotto da Nomisma ha evidenziato alcune aree di lavoro fondamentali per la categoria, coerentemente con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 – con particolare riferimento al Goal 12.8 che ambisce entro il 2030, ad abilitare tutte le persone, in ogni parte del mondo, ad accedere ad informazioni rilevanti e ad acquisire giusta consapevolezza dello sviluppo sostenibile e di uno stile di vita in armonia con la natura.

In questa logica la richiesta di conoscenza del consumatore arriva direttamente dal consumatore: il 28% ritiene di non avere informazioni sufficienti per valutare le caratteristiche del prodotto bio e un ulteriore 57%, nonostante abbia una buona consapevolezza di prodotto, vorrebbe comunque avere maggiori informazioni.

Il consumatore richiede di entrare nel merito della comprensione delle differenze esistenti tra il prodotto bio e quello convenzionale (per l’85% degli intervistati), del profilo di sostenibilità collegato al metodo di produzione biologica (72%), dei vantaggi concreti del metodo bio per l’ambiente (75%).

La crescita dei prezzi influenza la scelta dei consumatori

Nel corso del 2023 la crescita dei prezzi è stata pari al 5,7%, in calo rispetto all’8,1% del 2022 ma con impatti ancora rilevanti sulle famiglie italiane, situazione che ha spinto gli italiani ad adottare strategie di salvaguardia del potere di acquisto. Infatti circa 9 italiani su 10 hanno messo in atto strategie per gestire la spesa alimentare.

Il 71% ha rinunciato all’acquisto di prodotti superflui, il 64% ha effettuato la spesa guardando in primis alle promozioni e più di 6 italiani su 10 hanno acquistato prodotti a marchio del distributore.

Nonostante questo quadro non favorevole per il 2024 sembrano migliorare le intenzioni di spesa degli italiani sui consumi alimentari domestici. La tavola degli italiani nel 2024 non solo dovrà essere conveniente ma dovrà anche garantire alcuni requisiti fondamentali: essere salutare, tradizionale, a basso impatto ambientale, semplice, essenziale.

Il biologico si conferma come categoria d’interesse per il consumatore italiano

Nel 2023 gli acquisti bio nella distribuzione moderna si attestano a 2,1 miliardi di euro, con un incremento del +4,7% a valore rispetto al 2022.

Determinante per il bio il ruolo della Distribuzione Moderna, che rimane il canale di acquisto di riferimento per il biologico degli italiani sia in termini di ruolo rispetto agli altri canali di acquisto sia in termini di scelta di prodotto.

Nel 2023 la consumer base di prodotti bio rimane l’indicatore di maggior interesse delle famiglie: il 90% della popolazione di età compresa tra 18 e 65 anni ha acquistato consapevolmente almeno un prodotto alimentare bio nell’ultimo anno.

I consumatori italiani acquistano prodotti bio perché il 27% di essi ritiene i prodotti bio più sicuri per la salute, ma anche perché sono sostenibili (il 23% li ritiene più rispettosi dell’ambiente, il 10% del benessere animale e un ulteriore 10% fa riferimento alla sostenibilità sociale e intende sostenere i piccoli produttori).

Leggi anche: Sprechi alimentari: le azioni dell’UE per ridurne l’impatto

La composizione del carrello della spesa

E’ pari all’86% del totale la quota di user di prodotti 100% vegetali, 55% quella relativa all’acquisto di prodotti free from (64% senza lattosio, 45% senza glutine) mentre 1 italiano su 3 ha acquisto prodotti ricchi di proteine.

Inoltre, il bio rappresenta ancora per la maggior parte degli acquirenti (58%) la prima scelta, soprattutto per alcune categorie come frutta e verdura fresca, uova (12%) e olio extra vergine di oliva.

Fonte: Nomisma per MARCA – Consumer Survey

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